Al piazzale Michelangelo un bandierone contro gay e lesbiche

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firenze_bandierone_manif_pour_tous2“In data 26 febbraio 2015 il Circolo di Firenze de La Manif Pour Tous Italia ha esposto in Piazzale Michelangelo una bandiera di 600 mq con il simbolo della famiglia. Con questo gesto simbolico intendiamo riaffermare la centralità assoluta della famiglia per lo sviluppo personale e il progresso sociale, oggi che la famiglia è tenuta nella peggiore indifferenza politica ed è sotto l’attacco di ideologie relativiste che ne vorrebbero dissolvere le inimitabili specificità, fondate soprattutto sulla naturale complementarietà sessuale tra l’uomo e la donna. In particolare, La Manif ribadisce il diritto intangibile di ogni persona di poter crescere con un papà e una mamma, e di non essere degradata a prodotto commerciabile con le tecniche di fecondazione artificiale o di utero in affitto. La Manif denuncia anche i gravi attentati contro la libertà educativa delle famiglie attualmente in corso nelle scuole italiane, dove tengono lezioni sulla sessualità e l’affettività associazioni gay o femministe ispirate ad ideologie prive di ogni fondamento scientifico e psicopedagogico”.

Fonte: La Manif Pour Tous – Ufficio Stampa

In risposta a queste presunte lezioni tenute da “associazioni gay o femministe” arriva lo spot dell’associazione ProVita contro l’insegnamento della “teoria gender” nelle scuole. Un video tremendo e raccapricciante, che non arriva direttamente dal Medioevo soltanto perché in quel periodo nessuno sapeva ancora girare video. Lo spot parla di una madre preoccupatissima per suo figlio, rimasto turbato dalle parole della maestra: “dovrai scegliere in futuro se essere donna o uomo, dipende da come ti senti, puoi essere quello che vuoi”. Il video termina con una grossa scritta bianca su sfondo nero (forse anche voi, come me, a questo punto starete pensando all’ISIS, ma vi dico subito che jihadisti e provita sono due cose diverse, credo) che recita minacciosa: “VUOI QUESTO PER I TUOI FIGLI?”. L’ultimo fotogramma è tutto un primo piano del padre che, dopo mille dubbi e pensieri che gli increspano il viso, risponde con un sentito “NO”.
Tralasciando la bruttura del video, seconda soltanto ai render di Expo 2015, io ad una maestra che insegna certe cose a mio figlio, avrei portato anche il secondogenito.

http://youtu.be/9ixb1XTewsw

 

Jacopo Aiazzi

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