Al teatro Niccolini si va di nuovo in scena

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Dopo vent’anni riapre lo storico teatro Niccolini: una boccata d’aria fresca nel panorama culturale fiorentino che negli ultimi anni sembra finalmente destarsi da un lungo torpore.

 

niccolini

La riapertura di un teatro, in tempi di chiusura degli spazi e tagli alla cultura, è di per sé un avvenimento tanto sorprendente quanto raro: nel caso del teatro Niccolini la notizia è ancora più lieta. Parliamo infatti del più antico teatro fiorentino, restaurato e restituito alla città dopo vent’anni di abbandono.

niccolini_5Il teatro Niccolini, situato in via Ricasoli, è stato fino agli anni Ottanta uno dei centri artistici più innovativi di tutta la Toscana, dando grande spazio ad alcuni tra i maestri della drammaturgia novecentesca: tra gli artisti più assidui impossibile non citare Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Carlo Cecchi e Paolo Poli. Ma la storia del Niccolini affonda le sue radici addirittura nel 1644, quando la prima accademia di drammatici fiorentini, la Compagnia dei Concordi, costruisce un piccolo teatro in alcune stanze prese in affitto di Palazzo Ughi. La compagnia si scinde in due tronconi nel 1650: mentre i fuoriusciti fondano il Teatro della Pergola, il gruppo che rimane in Via Ricasoli – all’epoca Via del Cocomero – costituisce l’Accademia degli Infuocati e nel 1658 inaugura il Teatro del Cocomero. Per tutto il Settecento, il teatro accresce la sua fama e le sue dimensioni: la struttura arriva a vantare quattro ordini di palchi e la forma “a ferro di cavallo” tipica del teatro italiano. Nel 1860 il teatro viene intitolato al drammaturgo livornese Giovanni Battista Niccolini; nel 1888 è il primo teatro toscano ad essere illuminato elettricamente; nel 1934 l’Accademia cede il teatro alla famiglia Ghezzi, che lo rende uno dei centri artistici più importanti del Novecento fiorentino. Dopo la chiusura nel 1995, il Niccolini passa un ventennio oscuro, complice l’indifferenza delle istituzioni e della stampa fiorentina. niccolini_1E non lo aiuta di certo la fugace occupazione del 2002, ennesima teorica “riappropriazione degli spazi” che invece di denunciare lo stato di abbandono del teatro riesce solo a peggiorarne le condizioni. Nel 2006 l’editore Mauro Pagliai acquisisce il teatro e affida a André Benaim i lavori di restauro: «Era un teatro un po’ cupo», spiega l’architetto, «ma che oggi torna a sorridere con il ritrovamento di colori settecenteschi, e un restauro che ha solo voluto ripulire, ritrovare, adeguare e non inventare, lasciando inalterata quella semplicità che ha sempre caratterizzato il Niccolini».

Il Niccolini sarà gestito dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dal Teatro della Pergola: l’idea è quella di creare uno spazio dinamico, polivalente e capace di interagire con la vita della città. Del resto, fare arte significa anche confrontarsi con l’esistente, sia esso il teatro contemporaneo o la Cupola del Brunelleschi: così, a partire da maggio, tutti i giorni al Niccolini si proietterà un video per presentare il Duomo ai visitatori. La sera, il teatro tornerà a ospitare prove e spettacoli, diventando così una struttura polivalente aperta tutto il giorno, capace di rapportarsi a un pubblico vasto e poliedrico.

niccolini_3Le produzioni del Teatro della Toscana, di cui il Niccolini è parte integrante, saranno la base di un programma che si preannuncia ambizioso e innovativo. Insomma, il Niccolini vuole tornare a essere un punto di riferimento per la drammaturgia italiana, conciliando proposte classiche alla valorizzazione di autori contemporanei.

La riapertura del Niccolini può essere una boccata d’aria fresca nel panorama culturale fiorentino, che negli ultimi anni sembra finalmente destarsi da un lungo torpore. Il nuovo Museo dell’Opera del Duomo, il Museo Novecento, il teatro Niccolini: tutti spazi che potrebbero segnare un’inversione di tendenza attesa da decenni. Se i fiorentini – istituzioni e cittadini – avranno il coraggio di credere in questi progetti, Firenze potrebbe davvero tornare un centro artistico di primo piano. I primi segnali sono davvero incoraggianti: alle visite guidate organizzate sabato 9 gennaio si sono presentate oltre 500 persone, ansiose di rivedere il Niccolini, quasi fosse un vecchio amico tornato dopo tanto tempo.

Il Niccolini è stato inaugurato venerdì 8 gennaio con uno spettacolo di Paolo Poli: il modo perfetto per ribadire la continuità e il desiderio di conciliare novità e tradizione. Erano gli anni Ottanta quando si esibiva sullo stretto palcoscenico del Niccolini: ma in una storia d’amore infinita come quella tra Firenze e il Niccolini, trent’anni sono solo un breve intervallo.

Adesso, lo spettacolo può ricominciare.

Testo: Alessandro Bezzi
Foto: Eleonora Litta

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