ANDIAMO A TORINO: STORIA DI UNO STRANO AMORE

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Una partita speciale, quasi un evento, una ricorrenza, sicuramente uno spettacolo, una festa, Torino contro Fiorentina, il granata che cozza col viola, il toro di fronte al giglio, ma dietro tutto questo c’è molto di più.

C’è la storia di un gemellaggio, di una fratellanza, legami insoliti tra due squadre di calcio, gemme rare tra due tifoserie di uno sport, che troppo spesso, ci ha raccontato storie di odio e di violenza. Non adesso, non alla vigilia di un match che, da quasi mezzo secolo, regala una fusione di colori, un intreccio di bandiere, immortala appassionati che indossano “maglie mescolate”, che si confondono sugli spalti, in un tripudio di tifo, quello vero, quello di chi, semplicemente, ama il calcio. 

Non c’è una data ufficiale, che segna l’inizio di questo storico gemellaggio, sappiamo che esiste da più di quarant’anni, probabilmente dalla fine degli anni ’60, quando una gloriosa Fiorentina battagliava per la vittoria del campionato. Duellava proprio con l’altra squadra di Torino, la Juventus, da sempre una potenza internazionale, ai vertici della classifica, fu proprio in quel periodo che la rivalità tra viola e bianconeri, vide i tifosi granata, accorrere in sostegno alla Fiorentina, nella sfida contro la Juve. Siamo tra il finire dei “sessanta” e l’inizio dei “settanta”, un terremoto ideologico scuote il mondo intero, un sistema sociale sta per essere abbattuto, sotto i colpi di una rivoluzione armata di idee inedite e dotata di una sfrenata voglia di cambiare. In Italia sono anni incandescenti, infuocati, da Piazza Fontana a Milano, a Piazza delle Logge a Brescia, da Peteano a Gorizia, alla stazione di Bologna, il terrorismo rosso e nero incendia un paese in subbuglio. Il calcio passa in secondo piano per molti, ma non per tutti. Non certo per un pratese emigrato a Torino per lavoro, un tizio strano, chiamato “Cucciolo”. Questo personaggio particolare segnerà la storia di due tifoserie, disegnerà la parabola di una fratellanza che dura da decine di anni. In quel tempo, in trasferta, i tifosi andavano in pochi, pochissimi, decine di appassionati irriducibili, i mezzi di trasporto erano vaghi e disparati, le automobili erano un privilegio dei signori. 

Juventus-Fiorentina, 1969, una manciata di tifosi viola si mettono in cammino verso Torino, impavidi, temono per la loro incolumità e tale “Cucciolo”, divenuto ormai un temerario tifoso granata, memore delle sue rudi origini toscane, si offre di tutelare, di ospitare, di patrocinare gli ardimentosi sostenitori di Firenze. Con altri appassionati del “Toro” si unisce al gruppo viola, sostiene e protegge, grida e garantisce. E’ l’inizio di un amore, il principio di un’unione. Da quel momento i due vessilli s’avvinghiano e si aprono gli orizzonti di un gemellaggio che dura fino ad oggi. 

Passano gli anni ed il legame si rafforza, cresce, anche se non mancano momenti di tensione, vacillamenti ed incroci pericolosi, il culmine è recentissimo, praticamente attuale.

30 gosto 2015, Marcos Alonso porta in vantaggio i viola al Comunale di Torino, corre dritto verso la curva e mima il celeberrimo gesto del “matador”. Un affronto per i tifosi granata, un fiorentino, un gemello, un fratello, che deride i tifosi domando un toro come farebbe un acerrimo rivale. 

Si teme una rottura, uno smacco.

alonso torero

Poco dopo lo spagnolo si scuserà, giustificando il gesto con una dedica all’ex compagno, il connazionale Joaquin, appena trasferitosi al Betis Siviglia, per questioni di cuore, per questioni di tori da “matare”. 

Tutto chiarito, tutto spiegato, tutto superato, prosegue una storia di fratellanza e sostegno, di solidarietà e conforto. 

Per questo, oggi, assisteremo all’ennesima festa, ad un nuovo spettacolo, che vede migliaia di appassionati saltare abbracciati e cantare congiunti, protagonisti di una storia fantastica, la storia di uno strano amore.

Gianluca Parodi.

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