Beyond The Garden: l’umano troppo umano di “Bonfire”

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Dieci i brani di “Bonfire”, l’album di esordio dei Beyond the Garden, intervistati da Niccolò Brighella.

Un ragazzo fugge dalla società cui appartiene, dai suoi affetti, dalle pastoie di un mondo che non sente più suo. Fugge nella giungla, risale il fiume, come i protagonisti di Cuore di Tenebra di Conrad o Apocalypse Now di Coppola, per trovare un’effimera pace là dove una tribù primitiva vive serena. Col tempo, però, le catene di quel mondo di sopraffazione e potere da cui è fuggito si ripresentano e il ragazzo, egemonizzando lentamente la tribù, ne diviene il primo dittatore, tiranno di un mondo verde e azzurro che ha privato della sua innocenza.
Questo il lungo percorso in 10 canzoni che i Beyond The Garden raccontano nel loro primo album: Bonfire. Una storia affascinante, narrata attraverso ritmi pop e indie, atmosfere mistiche ed energica fisicità, da cui traspirano un profondo bisogno di libertà, uno sguardo disincantato sull’ineluttabilità dei nostri retaggi culturali e una speranza mai sopita. «La storia è nata in modo molto naturale, forse perché sentivamo anche noi di doverci liberare di certi artifizi, di certe complessità. Il tema della fuga è proprio questo: un ritorno alla semplicità, alla leggerezza; un’evasione da certi schemi oppressivi che tendono però a ripresentarsi in un ciclo perpetuo. Il tema ha un’accezione positiva: come il protagonista siamo tutti alla ricerca della felicità. O di una speranza, ovunque si trovino felicità e speranza».
I Beyond the Garden sono una formazione nata nel 2011 che ha già al suo attivo alcuni importanti successi tra cui la vittoria nel Rock Contest del 2014, l’inserimento nel libro Firenze suona di Elisa Giobbi e la conquista di un posto nell’ambito Toscana100Band, concorso finanziato dalla Regione Toscana che ha visto 100 realtà musicali su 700 ottenere il sostegno delle istituzioni.
Il nome della band è ispirato al titolo del penultimo capolavoro di Sellers: «Siamo rimasti colpiti dal messaggio del film e dalla frase che lo riassume: “la vita è uno stato mentale”. Inoltre il titolo originale è “being there” (essendo lì), mentre “beyond the garden” è la traduzione del titolo della versione italiana “oltre il giardino”. Ci sembrava che la traduzione del titolo italiano potesse comunicare qualcosa in più; quella voglia di scrutare oltre le comode mura domestiche. Ci siamo quindi concessi una piccola licenza poetica».
Una band che lavora alla propria musica come un pittore a un quadro: «Proviamo a dipingere un’immagine sonora che abbiamo in testa, per questo spesso la musica può venire prima delle parole, ci aiuta a creare un’atmosfera». Un’atmosfera che conserva in sé una certa ruvidezza giovanile stemperata però dalla raffinatezza tecnica del gruppo e dal suo sentiero creativo: «Può essere una frase, un urlo, qualcosa che non può non essere detto, a farci lavorare prima alla parte vocale, come in una poesia, curando soltanto in seguito l’arrangiamento. Il processo creativo è comunque molto spontaneo, non viene inseguito, restiamo in attesa di quella vibrazione che prima o poi arriva, provando a tenere le antenne sempre dritte, curiosando a trecentosessanta gradi nella vita».
Dopo questo accattivante esordio i Beyond The Garden, impegnati nei live di Bonfire, sono già alla ricerca di suggestioni, visioni, sperimentazioni per il prossimo lavoro, una nuova storia da narrare in musica, come quest’ultima, pensiamo, ricca di spunti, ispirazione e carattere.

 

ENGLISH VERSION>>>>
A guy who runs away from the society he belongs to, from his loved ones, from a world he no longer feels part of. He runs to the jungle where a primitive tribe lives to feel in peace. But as time passes by, the chains of that world of prevarication he ran from come back and the guy slowly becomes the dictator of the tribe.

In their first album Bonfire, Beyond The Garden describe this path through pop and indie sounds, mystic atmospheres, where a longing of freedom emerges from our cultural legacy. «The story was born in a very natural way, maybe because we also felt we had to escape from artifices and certain intricacies. This is what Escape is all about: a comeback to simplicity and lightness. We all look for happiness, or for hope, wherever hope and happiness may be».
Beyond the Garden is a band that was born in 2011 and has achieved good success: they won the Rock Contest in 2014 and were mentioned in the book Firenze suona by Elisa Giobbi.
The band name is the translation of the Italian title of one of Sellersʼs masterpieces (in English the title is significantly Being There). «We were very impressed by this film, and by its meaning “life is a state of mind” but we also thought the Italian title could be more significant».
A band that works at its music as a painter works at his painting «We try to draw a sounding image, that’s why music often comes before words, because it helps us creating the atmosphere we want».
After Bonfire, the Beyond The Garden are already looking for visions and experimentations for their next story to be told through music.

Testo di Niccolò Brighella
Foto di Francesca Madiai

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