‘Cavalieri, incubi e Fantasmi’ solo show di Camilla Falsini.

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In mostra fino al 13 aprile presso la Street Levels Gallery.

 

Quando le paure e gli incubi, che ci portiamo dentro fin da bambini, incontrano la fantasia, che solo una mente libera e completamente scevra da condizionamenti e barriere può avere, nascono figure che sono al limite tra bellezza e angoscia. Camilla Falsini riesce con maestria a riprodurre tutto quello che ha di interiore, nella mente e nell’anima, su qualsiasi superficie. Se ancora non lo avete fatto, fate un salto alla Street Levels Gallery e immergetevi nelle sue figure in equilibrio tra ironia e critica sociale, fantasia, leggenda e io interiore. La sua terza mostra personale Cavalieri, Incubi e Fantasmi rimarrà visitabile nella galleria d’arte urbana in via Palazzuolo 74r a Firenze fino al 13 aprile.


Camilla Falsini è un’artista romana già molto affermata. Dopo gli studi artistici, inizia a lavorare come illustratrice realizzando alcuni libri per bambini e annoverando importanti collaborazioni, prima tra tutte quella con Il Venerdì del quotidiano La Repubblica. Un giorno decide che il foglio era troppo restrittivo per esprimere quello che aveva dentro, e così inizia la sua carriera di pittrice, sperimentando vari supporti fino ad arrivare alla materia muro.
E per la prima mostra personale, il suo primo solo show, Camilla Falsini ha scelto Firenze. Qui ha portato tutte le opere realizzate negli ultimi due anni, ad eccezione di alcune sculture in legno che risalgono al 2012 e al quadro Luno al centro della galleria, tanto caro all’artista perché lo ha realizzato ispirandosi ad un libro che aveva da piccola di Rodari illustrato da Munari, punto di riferimento che ha ispirato tutto il suo lavoro. Munari usava infatti nelle sue illustrazioni unicamente i tre colori del verde, rosso e nero, che dominano molti dei quadri anche di Camilla.

I tratti e le figure che ne contengono altre, possono ricordare quelli di un’altra artista romana, Gio Pistone, con cui all’inizio collaborava all’interno del collettivo Serpe in seno. Poi il collettivo si è sciolto ed ognuna ha proseguito la sua carriera individuale, dividendosi tra illustrazione, grafica ed arte. Quelli che Camilla dipinge su tela, muro e raffigura nelle sue sculture in legno sono incubi e problemi interiori, come se riproducendoli in maniera artistica lei li volesse esorcizzare, guardarli in faccia e, solo allora, capire che dal fuori non fanno tanta paura come quando venivano tenuti dentro.
La personale di Camilla, Cavalieri, Incubi e Fantasmi è strutturata in tre progetti. Nel primo si ispira a temi e figure medievali, divertendosi ad ironizzare sui conflitti sociali e le guerre prive totalmente di senso. Tra tutte le opere spicca il quadro che rielabora la leggenda di San Giorgio e il Drago dove il cavaliere assume tratti animaleschi e viene immortalato nell’attimo appena prima di essere fagocitato dal Drago (che nella cultura orientale è visto come una figura di buon auspicio, un messaggero divino a differenza che in quella occidentale dove assume tratti negativi); come fosse un riappropriarsi da parte della Natura di ciò che l’uomo le ha tolto e le spetta di diritto. In alto ai due quadri che raffigurano scene di guerra e battaglia, degli stendardi vuoti, a sottolineare la mancanza di significato dei conflitti. Dall’altro lato tante facce di cavalieri medievali che si preparano alla battaglia e teste di cavallo (serigrafie su carta); qui l’artista gioca tra paura ed ironia utilizzando colori decisamente cupi che contrastano con il ghigno ed il mezzo sorriso che i cavalieri ed i destrieri hanno, quasi fossero delle ‘fototessere’ degli stessi nel momento appena prima della battaglia. Sempre collegato al tema medievale le due sculture realizzate assemblando parti in legno, che raffigurano il Re ed il Fante.

Al centro della sala una serie di 5 opere in smalto su legno (originariamente erano 10) improntate sui ‘nemici’ che sono dentro di noi, i problemi che ci creiamo, tutto ciò che non riusciamo a far venir fuori quando non ci vediamo chiaro o abbiamo le idee confuse. Così come esiste l’amico immaginario, esiste anche il nemico immaginario.

La mostra prosegue con i due fantasmi collegati al libro Fantasmi attoniti (in vendita presso la galleria) e al muro che Camilla ha realizzato in esclusiva per la Street Levels Gallery che domina la parete frontale dello spazio espositivo. I due fantasmi ti fissano in maniera attonita; in realtà sono confusi e non sanno di essere morti. Come se la pittrice, ancora una volta, avesse voluto mettersi ‘faccia a faccia’ con i suoi ‘fantasmi’, che, se li guardi bene e capisci che sono più spaventati di te, alla fine non fanno poi più così tanta paura.
Nell’ultima stanza il progetto I can be a frog, ispirato da una canzone, ovvero che, se l’evoluzione fosse andata in maniera differente, chissà adesso cosa saremmo potuti essere; magari avremmo potuto avere il corpo di una zebra o di un leone, oppure la testa di una tigre. L’artista gioca con i quadri abbinando teste umane a corpi animali e viceversa, come se fossero le tessere di un bizzarro gioco che ricorda un po’ quelli in legno che avevamo da bambini. Le tessere possono essere abbinate e scambiate ottenendo soluzioni sempre diverse. Dietro un messaggio più profondo a sottolineare che non esistono differenze tra uomo e animale, non esistono le razze, non devono esistere discriminazioni di nessun tipo.

La mostra sarà visitabile fino al 13 aprile presso la Street Levels Gallery dal lunedì al sabato in orario 10,30 – 13,00 / 15,00 – 19,00.

Francesca Nieri

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