I Pozzi delle Meraviglie, la nuova mostra del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

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I pozzi delle Meraviglie: al Museo Archeologico di Firenze, una nuova mostra per i reperti di un patrimonio unico, quello delle popolazioni Etrusche e Romane che hanno vissuto sulla collina di Cetamura del Chianti.

A sessanta chilometri da Firenze sulla collina di Cetamura del Chianti, due pozzi contengono inestimabili indizi di cultura e storia antica. Fermamente sigillati dagli elementi naturali e quasi inviolati dagli effetti del tempo, i pozzi e i loro contenuti rappresentano oltre 1500 anni di storia dall’era Etrusca al Medioevo.
Fra il 2011 e il 2016, sono stati recuperati dai pozzi migliaia di reperti etruschi, romani e medievali con la massima cura. Venerdì 9 giugno 2017, presso il celebre Museo Archeologico Nazionale di Firenze, 300 di questi reperti sono stati rivelati al pubblico nella mostra I Pozzi delle Meraviglie – Nuove Scoperte da Cetamura del Chianti. L’esposizione resterà aperta fino al 30 settembre 2017.
Il progetto, guidato dalla professoressa e ricercatrice specializzata nella civiltà etrusca Nancy T. De Grummond, rappresenta l’assidua collaborazione fra il Dipartimento di Arte Classica della Florida State University e lo Studio Arts College International di Firenze (SACI). L’esposizione di giugno festeggerà gli ultimi sei anni di sforzi conservativi sostenuti da entrambe le istituzioni, durante i quali gli studenti hanno applicato l’approccio di restauro italiano per pulire, asciugare, riassemblare e ricostruire i reperti da esporre.
«Volevo organizzare una mostra come questa fin da quando sono stata incaricata direttrice (degli scavi)», ha detto la dottoressa de Grummond. «Il mio sogno si sta per realizzare».
La varietà dei reperti esposti durante la mostra è stupefacente. Tra loro ci sono manufatti di 2000 anni fa, come vasi in bronzo, ceramiche, monete, numerosi oggetti di metallo (argento, bronzo, ferro, piombo), pesi da telaio in terracotta, coppe votive, pegni divinatori e astragali, gioielli, manufatti in vetro e strumenti da lavoro in bronzo, ossa e pietra.
Anche se alcuni oggetti sono stati ritrovati in forma perfetta o quasi, molte volte sono stati riportati alla luce soltanto dei frammenti o schegge di un reperto. In alcuni casi i frammenti saranno posizionati accanto a una riproduzione in stampa 3D, in modo da fornire ai visitatori una visione migliore dell’aspetto originale dei manufatti.
Ancora più straordinaria è la grande quantità di materiale organico recuperato, sia di origine vegetale che animale, reperti che forniscono preziose informazioni sull’ambiente e sull’agricoltura in queste ere antiche. Sono stati estratti dal pozzo centinaia di pezzi di legno bagnato e centinaia di semi di uva, sia selvatici che coltivati, insieme a moltissime ossa di animali, resti di frutta, chicchi di grano ed altri semi. I massimi esperti in materia che operano nei laboratori in Italia e all’estero continuano a studiare questi materiali. Tali analisi potrebbero portare a nuove scoperte nella storia antica del Chianti.
SACI, istituto universitario americano con sede a Firenze e accreditato negli Stati Uniti, ha giocato un ruolo essenziale nella realizzazione di questa mostra. Sotto la direzione di Nora Marosi, docente di Restauro alla SACI, gli studenti hanno lavorato su circa 180 reperti etruschi, romani e di tarda epoca datati tra il III secolo AC e IV secolo DC. Durante il corso della scorsa Primavera 2017, gli studenti del corso di Design tenuto dal capo dipartimento Camilla Torna, hanno realizzato la promozione della mostra in ogni sua parte, compreso il materiale pubblicitario. Il design dei banners, posters, gli inviti animati e le etichette sono stati progettati dalla studentessa SACI Danielle Gorton e i pannelli espositivi della mostra sono stati ideati dalla studentessa SACI Olivia Ellis nel corso di Primavera 2017.
Questa esposizione rappresenta un grande impegno allo scopo di conservare e promuovere la cultura e la storia. Il lavoro di restauro non solo conserva i reperti di questo patrimonio unico, ma in più esegue un’indagine e scopre nuove informazioni sulla vita quotidiana e l’ambiente delle popolazioni Etrusche e Romane che hanno vissuto sulla collina di Cetamura nella regione del Chianti in Toscana.

I Pozzi delle Meraviglie:
Nuove Scoperte da Cetamura del Chianti
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Piazza Santissima Annunziata, 9b
Mostra aperta fino al 30 Settembre 2017

http://www.saci-florence.edu/

I Pozzi delle Meraviglie si svolge con l’autorizzazione e la collaborazione delle Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo e il Polo Museale della Toscana.

ENGLISH VERSION>>>>
Sixty kilometers from Florence on the hill of Cetamura del Chianti, two wells hold invaluable clues to ancient history and culture. Sealed from the elements and nearly untouched by the effects of time, the wells and their contents represent over 1500 years of history from the Etruscan Era to the Medieval Era.
Between 2011 and 2016, thousands of items from Etruscan, Roman, and medieval civilizations were carefully recovered from the two sites. On Friday, June 9th, 2017 at the renowned National Archaeological Museum of Florence, 300 of these items have been revealed to the public in Wells of Wonders – New Discoveries from Cetamura del Chianti. The exhibition will remain on view through September 30th, 2017.
The project, led by professor and Etruscan scholar Dr. Nancy T. de Grummond, represents an ongoing collaboration between Florida State’s Classics Department and Florence’s Studio Arts College International (SACI). The June exhibition will celebrate the last 6 years of conservation efforts by both institutions, during which students used Italian approaches to clean, dry, reassemble, and reconstruct the artifacts for display.
«I’ve wanted to do an exhibit like this ever since I became the Director [of Excavations],» de Grummond said. «My dream is coming true».
The array of artifacts in the exhibition is astonishing. Among them are 2000-year-old bronze vessels, pottery, coins, numerous other metal items (silver, bronze, iron, lead), terracotta weights, votive cups, divinatory tokens and astragali, jewelry, glass artifacts, and tools made of bronze, bone, and stone. Though some items were recovered in perfect or near perfect shape, often only fragments or shards of an item were excavated. To provide visitors with a better view of what certain artifacts looked like, in some cases fragments will be placed next to 3D-printed recreations.
Even more astonishing is the sheer number of recovered organic materials, both floral and faunal, that reveal valuable information about environment and agriculture during these eras. Hundreds of pieces of water-logged wood and hundreds of grape seeds, both wild and cultivated, were extracted from the wells, along with a large quantity of animal bones, fruit remains, grains, and other seeds. Leading experts from laboratories in Italy and abroad continue to study these materials. These investigations could lead to new insight into the ancient history of the Chianti region.
SACI, a university-level US-accredited school in Florence, has played a vital role in the realization of the exhibition. Under the direction of Nora Marosi, professor of Conservation at SACI, students have worked on approximately 180 Etruscan, Roman, and Late Antique artifacts dating between 3rd century BCE and 4th CE. Spring 2017 Design students, led by Design Area Head Camilla Torna, also created the entirety of the show’s promotion and marketing materials. The banners, posters, animated invitations, and labels were designed by Spring 2017 student Danielle Gorton, and the show’s exhibition panels were created by Spring 2017 SACI student Olivia Ellis.
This exhibition represents a tremendous effort to preserve and promote culture and history. The conservation work not only preserves elements from this unique heritage, but also investigates and reveals new information about the everyday life and environment of the Etruscan and Roman people who inhabited the hill of Cetamura in the Chianti region of Tuscany. •

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