Il Giardino dei Semplici, radici fiorentine da 470 anni

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A Firenze le celebrazioni per i 470 anni dalla fondazione del Giardino dei Semplici.

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Il 1 dicembre 1545, per volere del duca Cosimo I de’ Medici, venne stipulato un contratto di affitto con delle suore domenicane per la cessione di un pezzo di terreno da adibire a orto accademico destinato all’uso degli studenti di medicina. Uno degli orti più antichi al mondo con quelli di Pisa e Padova, si chiamava anticamente “Giardino dei Semplici”, dal nome dato, fin dal Medioevo, alle piante medicinali. Oggi si sviluppa su un’area di oltre due ettari tra via La Pira, via Micheli e via Gino Capponi, e fa parte del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. Passato all’Accademia dei Georgofili nel 1783, in seguito alla chiusura della Società Botanica, nel corso dei secoli, fu arricchito di molte piante rare raccolte in tutto il mondo. Oggi, nelle sue serre, sono ospitate le piante tropicali e subtropicali tra cui, particolarmente importanti, la collezione di Cicadee, parte della flora del semplici_4Mesozoico, Ficus, palme, agrumi, piante succulente e acquatiche.
All’aperto troviamo la vasta collezione delle piante alimentari, particolarmente importante dal punto di vista didattico, una ricchissima distesa di rose antiche e moderne, aiuole di piante medicinali e velenose. Di grande suggestione sono i 5 alberi dichiarati “monumentali”, da una Legge della Regione Toscana, in quanto esempi di maestosità e longevità.
Minacciato dalla tromba d’aria che ha colpito Firenze il 19 settembre del 2014, il Giardino è riuscito a riaprire al pubblico nell’aprile di quest’anno pur avendo subito molti danni come ci racconta il semplici_2responsabile dell’Orto, Paolo Luzzi: «È stata la tragedia naturale più grossa nella vita dell’orto, dopo l’alluvione e la bomba all’ambasciata spagnola; tuttavia questo evento ci ha dato modo di ripensare all’orto e riallacciare i rapporti con le associazioni ambientaliste, culturali e con i fiorentini. Abbiamo ricostruito un nuovo orto, aiuole, segnaletica, riordinato le collezioni, ampliato l’offerta didattica, scientifica ed estetica. Abbiamo riaperto dopo pochi mesi e organizzato tantissimi eventi. Il lavoro deve andare avanti piano piano, valutando i bisogni della città di Firenze».
Le visite sono rese ancor più interattive anche con la presenza delle nuove tecnologie come Nearbee, un’applicazione che grazie al bluetooth permette di svolgere un percorso guidato all’interno del giardino. Le nuove tecnologie vanno infatti ad accompagnarsi alla vocazione didattica dell’orto che prevede molti itinerari diversificati in base ai vari tipi di pubblico. Nuovi progetti sono resi possibili anche grazie alla campagna di crowdfunding partita in seguito al disastro della tromba d’aria, con Planbee, la piattaforma per la raccolta fondi per il “green” in Italia. «All’inizio è stato per sistemare l’orto e recuperare le piante, ora c’è un altro progetto: costruire un’olfattoteca per i non vedenti e per tutti coloro che desiderino fare questa esperienza sensoriale», spiega Paolo Luzzi «essa andrebbe ad aggiungersi ai tre percorsi per non vedenti che abbiamo già sulle erbe aromatiche e sugli alberi monumentali». Tra questi, il Taxus baccata, sarà tra i protagonisti delle celebrazioni dei 470 anni dell’Orto Botanico grazie all’installazione Taxina dell’artista fiorentino Sedicente Moradi. Dal 1 dicembre Moradi avvolgerà il suo tronco con listelli di legname da edilizia che riprodurranno, appunto, la molecola della Taxina, principio attivo della pianta che, se somministrato in dosi elevate può essere letale per l’uomo.
semplici_5L’esemplare dell’Orto, con i suoi 18 metri di altezza è l’albero più vecchio del Giardino, fu seminato nel 1720 da Antonio Micheli, direttore dal 1718 al 1737. La sua buona resistenza alla potatura la fece diventare una pianta molto comune nei giardini già nei secoli scorsi e, ancora oggi, il suo legno flessibile e molto resistente lo ha reso materia prima prediletta per la fabbricazione di archi e frecce, e per la realizzazione di sculture vegetali. Tuttavia, sebbene alcune gocce fossero state utilizzate anche da Shakespeare per far uccidere il padre di Amleto, oggi un estratto della pianta è un’importante medicina usata nella cura di tumori. Tale dicotomia, che Yan Blusseau curatore dell’installazione introduce citando la celebre affermazione di Paracelso: «Tutte le cose sono veleno, niente esiste senza veleno. Il dosaggio soltanto rende il veleno innocuo», è infatti insita nella trama lignea dell’opera di Moradi che instaura con il grande albero un dialogo evocativo del potere distruttivo e creativo della Natura.
L’installazione visibile fino a febbraio, va ad inserirsi in un ricco programma di iniziative come l’apertura a ingresso gratuito dalle ore 10 alle ore 16.00 nella giornata di venerdì 1 dicembre o l’importante convegno che, nelle giornate del 30 novembre e 1 dicembre, prevede interventi che cominciando da aspetti storici andranno poi a esplorare il rapporto tra uomo e piante da un punto di vista medico, filosofico e artistico. Tra gli eventi anche importanti mostre: la prima sull’evoluzione edilizia e architettonica del Giardino dei Semplici visibile alla Specola fino al 22 febbraio dove i visitatori potranno ammirare immagini e mappe antiche.
Nelle Serre Fredde del Giardino dei Semplici sarà invece possibile vedere “I Volti degli Alberi”, di Lucilla Lauricella, artista che dagli anni Novanta con la fotografia cerca di restituire l’anima e lo spirito delle piante. L’Ostensio del Giardino ospiterà, poi, la mostra fotografica “Nella serra delle orchidee”, a cura di Andrea Grigioni, mentre nella sede dell’Accademia dei Georgofili, il 2 dicembre sarà inaugurata l’esposizione “Citrus, l’Oro dei Medici”, personale di acquarelli botanici della pittrice fiorentina Simonetta Occhipinti.

ORTO BOTANICO / GIARDINO DEI SEMPLICI
Via P.A Micheli, 3 – Firenze
Fino al 31 marzo
Sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 16.00

Chiara Del Prete

 

>>>>English version
It was the 1st December 1545, when Cosimo I de’ Medici rented a plot to the Dominican nuns that would be used as an academic vegetable garden by the student of medical science. In times past it was called “Giardino dei Semplici” (Garden of the Simples, ndr), from the medieval name used for medicinal plants.
Nowadays it covers an area of more than two hectares and it is part of the Museum of Natural History of the University of Florence. In its greenhouses there are tropical and subtropical plants, among them a collection of Cycads, a very ancient species from the Mesozoic period, and also Ficus, palms, citrus, succulent and aquatic plants, modern and antique roses, flowerbeds of poisonous plants. Of great fascination are 5 “monumental” trees, so-defined by a Tuscan law for their incredible longevity.
In September last year the garden was hit by a tornado as Paolo Luzzi, manager of Orto Botanico says: «It’s been the most important natural catastrophe in the life semplici_1of the garden, however, this event has given us the opportunity to rethink the garden and reconnect it with the environmentalist and cultural associations and also with the Florentines. We have rebuilt the garden with new flowerbeds and signage, a reviewed didactic, scientific and aesthetic offer. We re-opened just after a few months and organized a lot of events. The work is proceding slowly, evaluating the needs of the city of Florence».
The visits are now more interactive thanks to a new technology called Nearbee, a bluetooth application that allows a guided tour inside the garden. The new progects are made possible by the crowdfunding campaign that started after the disaster in partnership with Planbee, a platform for gathering funds for “green” causes in Italy. «At the beginning it was for fixing the garden and the plants, now we have another project: building a sort of library of smell for blind people», explains Paolo Luzzi «and this will be in addition to the other routes for the blinds that we already have on aromatic herbs and the monumental trees».
Among them, the Taxus baccata will be the protagonist of the celebrations for the 470 years from the foundation of the Orto Botanico thanks to the installation Taxina by Florentine artist, Sedicente Moradi. He will cover its trunk with listels of building wood that will reproduce the molecule of Taxina, the active ingredient of the plant, that in high dosis it’s lethal for men.
The tree is 18-metre-tall and the eldest in the garden. It was sown in 1720 by director Antonio Micheli. Shakespeare narrates that drops of taxina were used to kill Amlet’s father, however nowadays the plant’s extract is used in the treatment of cancer. Talking about it, Yan Blusseau, curator of the installation, quotes Paracelsus’ words «Poison is in everything, and no thing is without poison. The dosage makes it either a poison or a remedy» and Moradi creates an evocative dialogue between the creative and distructive power of Nature.
The installation is part of a rich program of events and conferences organized for the anniversary.

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