Inferno Run, non una corsa ma una sfida con se stessi!

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Il prossimo weekend del 21 e 22 ottobre l’ippodromo del Visarno sarà lo scenario della sfida podistica più infernale che ci sia, stiamo parlando della Inferno Run, organizzata dalla ASD Italian Sport Lab di Firenze.

 

Si tratta una corsa con ostacoli naturali e artificiali aperta a donne e uomini che gareggiano il sabato per una competitiva di 9 km e la domenica per una non competitiva di 3 km. La curiosità è che si corre vestiti come si vuole, ci saranno premi per i costumi migliori, in singolo oppure a squadre e alla fine c’è un vincitore.

Oltre alla destrezza, all’abilità nella scalata, nel salto, nel nuoto, sarà essenziale anche la velocità di corsa per portare a termine la competizione. Il tracciato solitamente include l’attraversamento di fossati, boschetti, terreni accidentati o fangosi, con legni, tronchi o radici, rocce superficiali. Il rischio di inciampare e cadere è quindi costante ma un ostacolo può essere tentato il superamento un numero infinito di volte.
I partecipanti in maniera agonistica partiranno per primi in un “girone” a loro riservato, infatti le batterie sono chiamate “bolge”, chiaro riferimento all’inferno dantesco. Ogni corridore viene dotato di un chip per il rilevamento del tempo di corsa e i direttori di gara si riservano di suddividere ulteriormente i partecipanti, ad esempio uomini e donne.
Ad ogni atleta competitivo vengono forniti tre braccialetti detti band. Per ogni ostacolo fallito viene tagliata una band e questa viene trattenuta dal giudice come prova per un eventuale controllo finale. La classifica finale sarà stilata sulla base del tempo di arrivo e del numero di braccialetti conservati. Una volta ultimato il percorso e in ogni caso prima della partenza della corsa il direttore di gara comunicherà il tempo limite oltre il quale non si viene conteggiati in classifica.
Per capire meglio di che tipo di corsa si tratta, noi di FUL abbiamo fatto una chiacchierata con un’amica del nostro magazine, Laura Maccioni che si è già confrontata con questa sfida nella precedente edizione di Pisa, la scorsa primavera. Laura che oltre alla passione per il giornalismo è pure modella, ci sembrava la persona più distante da questo tipo di competizione, quindi volevamo scoprire qualcosa di più su Inferno Run, dopo averla vista in una foto mentre striscia su un terreno fangoso stile addestramento militare.

Laura, cos’è stato per te l’Inferno Run?

Inferno Run è stato un grido, una spinta ad agire. In un periodo confuso della mia vita, avevo bisogno di impormi un obiettivo. Sentivo la necessità di tirar fuori la grinta per affrontare la mia quotidianità con più determinazione.

Qual è lo scopo della corsa e com’è strutturata?

Vi chiederete perché la denominazione “Inferno run”?
Oltre a dover essere “infernale” la tenacia dei partecipanti, la gara stessa è strutturata secondo i cerchi dell’Inferno di Dante. Per amanti della letteratura come me, è a dir poco mistico cementarsi in una simile esperienza. La manifestazione consiste, fondamentalmente, in una prova di corsa con la presenza di ostacoli naturali ed artificiali, su terreno misto asfaltato e sterrato. È aperta a tutti: uomini e donne di età superiore ai 18 anni, in possesso, ovviamente, di regolare certificazione medica; ma soprattutto alla partecipazione agonistica e non agonistica.

Come hai deciso di partecipare a una competizione che sembrerebbe addirsi poco a una ragazza che fa anche la modella?

Per sfaldare i pregiudizi delle persone, in particolar modo quelli che io stessa mi ero cucita addosso. Volevo mettermi alla prova; vedere una Laura che, nella sua purezza, naturalezza, struccata, in abiti sportivi, con un infortunio inaspettato al ginocchio, fosse capace di tagliare un traguardo, con la consapevolezza di aver dato il massimo.
Quali sensazioni si provano?

Difficile elencarle tutte. La tensione di non riuscire, di fallire a differenza di altri concorrenti, il timore di poter essere un fardello per il tuo team (poiché si può partecipare a squadre). L’adrenalina che invade tutto il tuo corpo, dalla punta dei piedi fino alla fine delle orecchie. L’immensa soddisfazione nel riuscire in imprese fino a quel momento impensabili. È un mix pazzesco di emozioni forti, che trasuda in te durante tutta la gara.

Quindi, se siete così temerari o volete mettervi alla prova con questa corsa non vi resta che sbrigarvi a fare l’iscrizione, per la quale c’è da versare una quota, procuratevi il certificato medico di idoneità fisica e leggete il regolamento sul sito dell’organizzazione. A voi la sfida! www.infernorun.it

Francesco Sani con la collaborazione di Laura Maccioni.

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