La pelletteria di Hiroyuki Murata

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Continua il nostro viaggio nel mondo delle eccellenze dell’artigianato fiorentino con gli articoli di pelletteria di Hiroyuki Murata e della sua compagna.

murata_1Mi capita di tanto in tanto di pensare alle ragioni che rendono Firenze una delle mete turistiche più visitate in Europa: certo, un patrimonio artistico senza eguali costituisce l’attrazione primaria, ma ciò che strega gli stranieri non è solo il Duomo o il Battistero.
Il nostro stile di vita, ossia la matrice culturale che fa da cornice a tutto il “bello” di questa città è quanto di più
influente nel giudizio che all’estero hanno di noi e dei nostri prodotti. Nella mente del visitatore si imprime questa mescolanza di nobile e frugale, alto e basso, di arte e artigianato su cui poggia il successo delle nostre eccellenze nel mondo.
La qualità genera emozione, immedesimazione e desiderio di mettersi alla prova in prima persona: è questa la molla che spinge giovani provenienti da mezzo mondo ad affollare i laboratori artigiani nella speranza di imparare un mestiere dalla A alla Z.
È stato così anche per Hiroyuki Murata, che dopo sei anni di apprendistato presso una delle più raffinate pelletterie del centro ha deciso di mettersi in proprio e dare un’interpretazione del tutto personale a questo lavoro.
Lui e la compagna, entrambi giapponesi ed entrambi trentenni, realizzano articoli di pelletteria fine caratterizzati da una estrema pulizia delle linee, minimo utilizzo di minuterie metalliche e dall’uso di tecniche tradizionali prese in prestito dal mondo della selleria.
Tra queste la cucitura manuale chiamata appunto “punto sella” è di gran lunga la più rara e pregiata, volta a garantire una resistenza all’usura e una resa estetica semplicemente non riproducibile da alcun macchinario: servono solo una manciata di attrezzi e una buona dose di pazienza.
La tecnica, consiste infatti nel perforare gli strati di pelle da unire con una lesina (un punteruolo a sezione losangata) e cucire il tutto con del filo di lino cerato alle cui estremità sono stati fissati due aghi. Una pinza di legno stretta tra le gambe funge da terza mano e mantiene in posizione le parti da cucire. Il risultato è una cucitura angolata che il profano fatica a distinguere da una realizzata a macchina se non fosse per quella “perfetta imperfezione” dei punti in grado di donare un carattere personale e unico a ciascun oggetto.
«Credo sia questo il motivo per cui i miei clienti, in maggioranza giapponesi e scandinavi, ammirano il mio lavoro: sanno che qui ogni oggetto è realizzato completamente a mano sulle specifiche del committente con i migliori materiali a disposizione: vitelli provenienti da una piccola conceria alsaziana, filati di lino ritorto di fabbricazione francese e minuterie metalliche made in Italy».
Questo ibrido pelletteria-selleria è piuttosto inedito nel nostro panorama nazionale e va spiegato in ogni sua parte, facendo luce sui vantaggi che le tecniche tradizionali apportano in termini sia stilistici che funzionali.
Anche per questo Hiro condivide i propri clienti con gli artigiani suoi connazionali operanti in città, contribuendo, come in una sorta di consorzio di tutela dell’eccellenza, a rendere la “piccola” Firenze una Mecca per chi fa del su “misura” uno stile di vita. •

Contatti: SAIC by Hiroyuki Murata, via del Pratellino 30/R, 50131 Firenze

 

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ENGLISH VERSION>>>>
Hiroyuki Murata came to Florence several years ago to learn as much as he could about leather. He did a six years apprenticeship in one of the most refined leather shop in the city centre, then decided to started working on his own.
With his Japanese partner, they realize very sober and clean leather goods which are characterized by a very limited employment of metal components and the use of traditional techniques borrowed from the saddler’s world.
Among these techniques there’s the “saddle stitch”, a rare and refined way of manually stitching leather which cannot be done the same way by a sewing machine. To do it, you need a lot of patience. The result is a “perfect imperfection” and gives a very personal and unique character to each object.
«I think this is the reason why my clients, most of them Japanese and Scandinavian, admire my work: they know that here, every single object is entirely handcrafted and designed according to my customers’ specifications, with the very best material».
This small leather-saddle shop is quite unusual and peculiar, and Hiroyuki likes to “share” his clients with the other Japanese artisans of Florence, creating a sort of consortium of excellence of the tailor-made style. •

Testo e foto di Renzo Ruggi

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