Inizia a Prato il Mediterraneo Downtown: il festival su dialoghi, culture, società.

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Ci sono delle città che sono diventate ormai dei punti di riferimento dei Festival annuali:
Ferrara per il Festival di Internazionale, Mantova per il Festivaletteratura, Perugia per il Festival Internazionale del Giornalismo o ancora Torino per il Salone del Libro. Prato, invece, punta a diventare il centro del Mediterraneo.

Per la prima volta quest’anno, dopo una breve edizione zero l’anno scorso, Prato ospiterà il “Mediterraneo Downtown”, tre giorni di incontri sul Mediterraneo coordinati da COSPE, Amnesty International – Italia, Libera e LegAmbiente, oltre ovviamente alla Regione Toscana e il Comune di Prato.

Dal 5 al 7 maggio la città si riempirà di ospiti famosi e non, per parlare insieme ai cittadini, e a tutti gli interessati, delle nuove sfide di cui il Mediterraneo è teatro.

L’edizione del 2016 è stata una sorta di prova. Si è svolta in un’unica giornata, al Teatro Metastasio, all’interno del quale si sono alternati momenti si discussione e spiegazione con proiezioni di documentari di approfondimento.
Quest’anno, il progetto è molto più ambizioso, dura tre giorni e il programma è fitto. Le location principali sono due, il complesso della Ex-Campolmi, Museo del Tessuto e Biblioteca Lezzerini, e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Anche il resto della città sarà tuttavia invaso dagli eventi del Festival.
Gli ospiti e i dibattenti sono tanti, provengono sia dall’ambito accademico e giornalistico che dalle associazioni e ONG coinvolte nel Mediterraneo. Saranno presenti anche persone comuni, isolani di Lampedusa e di Samos, la cui vita è stata completamente stravolta dagli sconvolgimenti degli ultimi anni. Il Mediterraneo Downtown è sia un’occasione per parlare di ciò che avviene in mare, ma anche, se non soprattutto, di ciò che avviene sulle sue sponde. Per questo motivo, i temi sono vari e differenti. Si parlerà di storia e economia del Mediterraneo, delle nuove sfide del giornalismo e della libertà di stampa ed espressione (in particolare il caso della Turchia), dei diritti LGBTI in paesi come Palestina, Serbia, Croazia e Tunisia o ancora dei movimenti femministi in Egitto, Serbia e Afghanistan. Questioni molto serie alleggerite da un ricco programma di incontri a tema culturale, presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali e proiezioni di documentari.

Can Dundar

L’organizzazione del Festival consegnerà, inoltre, due Premi “Mediterraneo di pace”:
uno a Can Dündar, ex direttore del giornale Cumhuriyet, che vive ora in esilio in Germania per aver pubblicato articoli su alcuni loschi traffici del governo turco sul confine con la Siria. L’altro, invece, sarà dato a Lucia Goracci, inviata della RAI che ha coperto molte delle guerre mediorientali degli ultimi anni e si trovava a Kobane durante l’assedio dell’ISIS.

Il resto del centro città sarà coinvolto, a cominciare dalle quattro mostre fotografiche, i concerti del sabato sera “Di me di terra nostra- spettacolo sulle musiche e le culture del Mediterraneo” in Piazza delle Carceri e la rappresentazione “MEDiTEATRO” al Teatro Cicognini.

Le mostre fotografiche avranno la funzione di raccontare in un modo innovativo tutti i temi affrontati durante i talk e gli approfondimenti. Le prime due saranno inaugurate il 4 maggio. La prima (la cui inaugurazione sarà alle 17.30) “One Way only. Senza voltarci indietro” di Stefano Schirato (- guarda la gallery ), allestita presso l’ex- Chiesa di San Giovanni, racconta il tratto balcanico della rotta che i migranti impiegano per giungere in Europa dai posti più disparati come l’Afghanistan, l’Iraq e la Siria. Mentre la seconda (che sarà inaugurata alle 18.30) “Aquarius – mostra fotografica e mappa mentale” realizzata Marco Panzetti e Andrea Kunkl, in collaborazione con SOS Méditerranée, racconta le avventure della nave “Aquarius” impegnata nel salvataggio delle persone naufragate in mare aperto. Le fotografie sono accompagnate da installazioni video grazie alle quali è possibile ascoltare le testimonianze dei migranti.
Venerdì 5, invece, saranno inaugurate le altre due. Alle 11, sarà il momento di “Sotto il velo” di Takoua Ben Mohammed, giovane fumettista di origine tunisina, che esporrà e spiegherà le sue tavole di fumetti che ritraggono le vicissitudini di una giovane musulmana velata nella società odierna. Mentre alle 13, ci sarà “Take Refuge/madrelingua” a cura di Simone Margelli. Un reportage realizzato tra il 2014 e il 2015 nei centri di accoglienza della Provincia di Pistoia. Una testimonianza che tenta di svelare la quotidianità degli uomini (principalmente) in fuga e in cerca di un rifugio.
Come se tutto questo non bastasse, un’ala della Biblioteca Lezzerini sarà dedicata alla vendita dei 600 titoli di letteratura e saggistica mediterranea selezionati da Sabir Libri; per sabato sera è prevista una marcia contro la tratta degli esseri umani in partenza dal Centro Pecci verso le 23.00. Domenica ne è prevista un’altra in collaborazione con LegAmbiente da Piazza delle Carceri fino al Centro Pecci per la chiusura ufficiale degli incontri.
Per i bambini ancora troppo piccoli per godersi il Festival è prevista un’area di baby-sitting mentre per le scuole sono organizzate delle attività specifiche.

Insomma ce n’è per tutti i gusti, tutti gli interessi e anche per tutte le età. Un’occasione per i cultori e curiosi di mettersi in contatto con le altre sponde del Mediterraneo e di passare un fine settimana alternativo.

Per scoprire tutto il programma e i segreti dei protagonisti visitate la pagina del Festival:
http://mediterraneodowntown.it/
Testo di  Barbara Palla.

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