Il Parco Pazzagli: una wonderland in terra fiorentina.

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Il parco d’arte Enzo Pazzagli ha aperto lo studio-galleria, sculture viventi e non, un modo nuovo di fare arte a Firenze.

 

Nella zona di Rovezzano, c’è uno spazio verde assolutamente fuori dal comune: un parco di 23900 metri quadrati in cui si trovano più di 200 opere d’arte in ferro e resina che si fondono con l’ambiente naturale creando un gioco di riflessi e di luci straordinario. Ci si trova catapultati in un mondo onirico, fantasioso e colorato: un Paese delle Meraviglie, in cui è facile sentirsi, almeno per un po’, Alice.
A guida dell’itinerario, non avrete uno Stregatto ma una mappa con le indicazioni su dove si trovano le installazioni e i vari spazi espositivi, però sarete liberi di girellare e andare a spasso come più vi piace: in fondo è sempre un parco, il posto ideale per allontanare i pensieri e svagarsi.
Il bello è che non vi troverete in un lontano Paese sconosciuto e mirabolante ma, nel parco d’arte di Enzo Pazzagli, che ha deciso di realizzare qui il suo studio-galleria permanente, in cui esporre le opere (oltre a quelle di altri come Marcello Guasti, Sauro Cavallini e vari artisti emergenti) al pubblico per condividere la sua passione e il suo talento.

Enzo Pazzagli nasce a Pietraviva nel ’55 e impara dal padre fabbro ferraio l’arte di lavorare il ferro, materiale che lo affascina ancora oggi per la sua “ostentata ritrosità”. Prima di avvicinarsi all’arte però, inizia la carriera creativa con alcuni brevetti tecnici e, addirittura, nel ’76 realizza una lingua internazionale in numeri per ottenere un nuovo alfabeto (per esempio le parole terra, cielo, mare verrebbero tradotte in: 18 5 16 16 1, 3 8 5 10 13, 11 1 16 5). Negli anni ‘60 si dedica alla ricerca artistica e realizza la prima scultura su lastra di acciaio tagliata con la lancia termica “I tre arlecchini”: tre sagome di due metri e mezzo di altezza nelle quali la ricerca del movimento sfida la staticità della materia.
In questi anni partecipa a diverse mostre collettive in Italia e all’estero e il suo primo riconoscimento importante in Italia è il premio “Le Muse”, che riceve a Firenze nel 1983, insieme a Zichichi per la scienza e Mario Luzi per la poesia. Da quel momento in poi, premi e riconoscimenti non sono certo mancati e Pazzagli è considerato da critici e collezionisti il caposcuola del ‘lastrismo’.
Ma, già dagli anni ’90, lo scultore sogna di realizzare un parco ‘vivente’ in cui natura e arte si fondano insieme: ecco perchè, in tre anni e mezzo, ha trasformato un campo incolto in un immenso prato nel quale ha piantato 300 cipressi, che formano una scultura ‘vivente’ visibile dall’alto.
Per chi vuole, è possibile adottare a distanza un cipresso per cinque o dieci anni: un’occasione unica per entrare a far parte dei trecento autori/artisti della gigantesca installazione “Trinità”: un’opera rappresentante due profili e un volto, visibile per intero solo dall’alto (è già evidente dal satellite e inoltre, in occasioni speciali, si può apprezzare con un giro in mongolfiera), ma anche camminandoci all’interno con la mappa.

ph by firenze kidz

L’idea è stata quella di creare un’opera d’arte ‘vivente’ che durasse nel tempo e mutasse con il passare degli anni: infatti, quando i cipressi saranno cresciuti, il profilo della scultura sarà sempre più marcato e formerà una linea continua come un grandissimo labirinto in divenire, sempre più visibile dallo spazio.
Insomma un parco ‘incantato’: una wonderland a due passi dal centro che merita assolutamente una visita. Un posto magico dove rilassarsi, bighellonare e godersi pace, arte e natura.

Rita Barbieri

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