Un ‘rosa’ abbraccio su due ruote: Ponte a Ema ricorda Gino Bartali con una serie d’eventi

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In attesa dell’11esima tappa del Giro d’Italia, che partirà il 17 maggio da Ponte a Ema, questo piccolo paese alle porte di Firenze rende omaggio al suo cittadino d’eccellenza con una serie di eventi che lo ricordano, rigorosamente su due ruote.

 

Un fitto calendario d’eventi, organizzati dal Comune di Firenze e Quartiere 3, in collaborazione con varie associazioni di Ponte a Ema e con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli, che avrà il suo fulcro in una due giorni ricca d’iniziative il 13 e 14 maggio.
Da non perdere per gli amanti della bicicletta da corsa, ma nono solo, la Staffetta Bartali, organizzata da UISP, che partirà alle ore 14.30 di sabato 13 maggio da piazza Duomo. 15 km di percorso che toccheranno tutte le vie del centro storico, ripercorrendo simbolicamente le gesta eroiche del ciclista, fermandosi alla Sinagoga e in Piazza C. Elia Dalla Costa, dove Bartali abitò per un periodo. L’arrivo è al Museo del Ciclismo a Ponte a Ema, con la rievocazione della consegna della pergamena di “Giusto tra le Nazioni”.  L’iscrizione alla staffetta sarà in loco ed aperta a tutti, ai partecipanti sarà consegnata una t-shirt con il ritratto di Gino Bartali.

E adesso a portare avanti la passione di Gino per la bicicletta ci pensa sua nipote, Lisa Bartali, che, per raccontare la vita di questo grande nonno, ha deciso di aprire un blog personale visita il blog dove descrive le gesta del Gino campione, ma soprattutto ci parla della grandezza d’animo del Gino uomo, facendoci arrivare la sua umanità e l’amore dell’intera famiglia Bartali per le due ruote. La nostra redazione ha avuto il piacere di parlarci in occasione di questi eventi che coinvolgeranno Ponte a Ema ed è stato entusiasmante ascoltarla parlare di suo nonno e di questa piccola frazione che lo ha visto nascere e crescere. 


“Il paese dove nacque mio nonno nel 1914, è situato alla periferia di Firenze. All’epoca, quando Gino era ragazzo, il borgo contava solo novecento anime. Tutti si conoscevano. Non c’era l’autostrada, che ora passa lì vicino, né i viali trafficati da cui proviene il frastuono dei mezzi pesanti. Non c’erano le palazzine a quattro piani costruite sui campi, ora inesistenti. Pensando di dover fare un tuffo nel passato, questo paese me lo immagino come un’oasi di tranquillità, circondato da campi fioriti e orti. Poche auto. Qualche bicicletta”  questa l’immagine che Lisa dipinge ai nostri occhi di Ponte a Ema nel suo blog.
Dalle sue parole emerge anche la grande umanità di Gino Bartali, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, usò proprio la sua amata bicicletta per salvare i perseguitati dai campi di concentramento. Su due ruote il grande campione su strada, ma soprattutto nella vita, salvò ben ottocento persone, usando il sellino o il manubrio della sua bicicletta per nascondere documenti falsi e consegnarli alle famiglie dei perseguitati facendo spola tra Firenze e Assisi. Per questo lo stato israeliano gli ha riconosciuto l’onorificenza di ‘Giusto tra le Nazioni’.


I festeggiamenti continueranno domenica 14 maggio con una giornata di festa per l’intero paese di Ponte a Ema, con mostra-mercato di prodotti tipici della zona per la centrale via Chiantigiana, esibizioni dei ragazzi della Scuola di Circo di Grassina ed esposizione e vendita di biciclette restaurate dalla Scuola Granacci. Fino ad arrivare al 17 maggio, con la partenza dell’11esima tappa del Giro d’Italia proprio da Ponte ad Ema. Questo grande abbraccio a Gino si chiuderà in bellezza con il weekend del 27 e 28 maggio con il raduno di bici d’epoca in programma per sabato 27 maggio con partenza alle ore 8 e ancora la Ciclostorica di domenica 28 maggio con partenza dal viale Tanini alle ore 8, dove per tutta la mattina e il pomeriggio sarà inoltre organizzata una mostra mercato di auto e moto d’epoca.
Questo circuito di eventi dedicati a mio nonno e il passaggio del Giro d’Italia saranno una grande opportunità per rivalorizzare Ponte a Ema e dare visibilità al Museo del Ciclismo Gino Bartali, che vi sorge. Il Museo, oltre ad avere una bellissima struttura a forma di ruota, ospita una vasta collezione di biciclette, di cui due appartenute al nonno. C’è una sala biblioteca dove poter consultare libri sul ciclismo e vecchi articoli di giornale, e una sala video “Sala Gastone Nencini”, in cui si proiettano documentari storici. Ultimamente si sono organizzati interessanti incontri didattici. Le scuole in visita hanno ripercorso la vita di mio nonno attraverso lo sport e le sue imprese umanitarie ricollegandosi alla Seconda Guerra Mondiale. Il risultato: un’ esperienza unica per gli studenti, un connubio perfetto tra sport e storia”. 

Francesca Nieri

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