RAME13, quando il mondo marino diventa una realtà urbana

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Illustratrice, street artist e tatuatrice: RAME13 è tutto questo e molto di più. Il nome non potrebbe appartenerle di più, sia per il colore dei capelli che in quanto anagramma della parola “mare”.

Tutto il suo lavoro infatti ruota intorno al tema del mare. Adora il blu e le sue mille sfumature, nelle illustrazioni spazia dallʼacrilico alla china, al bianco e nero, e ogni cosa che può essere utilizzata per sperimentare senza sosta. I personaggi cambiano continuamente, da uomini baffuti con folte barbe a figure di donne, entrambi in forma caricaturale, fino alla riscoperta del mondo animale. Sperimentazione è la parola chiave che riunisce la sua idea di lavoro: non fermarsi mai, fare proprie nuove tecniche espressive e scoprire diversi mondi di rappresentazione visiva.
Laureata in filosofia e diplomata allʼAccademia di Arti Digitali e Figurative a Firenze, indirizzo Comics, ha partecipato a vari progetti e festival, tra cui il Festival delle Culture in Romania, il Festival di street art Urban Vision ad Acquapendente, fino all’Upfest di Bristol, il più grande festival in Europa dedicato alla street art e ai graffiti. Collabora inoltre con Three Faces allo Street Book Magazine, si è unita di recente alla Elektro Domestic Force Crew e partecipa a diversi progetti organizzati dal Progeas Family, quali la mostra Urban Nature alla Street Levels Gallery e Inseminazione Artistica, per la cui edizione a Palermo “Mostra nel cemento” inizia ad avvicinarsi al mondo della street art.
È qui che dà vita alla sua prima opera da street artist, nel quartiere del Capo, cortile Ecce Homo: il Musicante Marino. Un signore barbuto immerso tra i pesci, mentre suona una pianola, diventa la dedica personale dellʼartista alla Sicilia, terra di mare, pesca, musica e forti tradizioni popolari.
RAME13 ha iniziato a disegnare da bambina, ispirata dal nonno pittore, finché non è arrivato un momento di crisi che lʼha portata a rinunciare alla sua passione per qualche anno. La sua formazione comics lʼha spinta per anni a proiettarsi nel futuro come una fumettista: non poteva che immaginarsi tale, «ma era più lʼidea che il lavoro in sé». Anche durante il suo percorso formativo, ha fatto fatica ad accettare di non voler più fare fumetti, perché quella era stata la sua scuola e la sua direzione artistica fino a quel momento. «In tanti mi dicevano che avevo un tratto troppo comics e che non avrei potuto fare l’illustratrice, mentre altri parlavano di un tratto più da illustrazione che non mi avrebbe permesso di fare fumetti. Mi sentivo in un
limbo». Non sapendo quale direzione scegliere, ha smesso di disegnare del tutto per alcuni anni. Finché un giorno ha deciso di riprendere in mano i colori e di lasciare da parte i commenti altrui. «Faccio quello che mi pare, mi sono detta».
Inizia allora la fase di sperimentazione pura, tatuaggi, fumetti, ispirazioni del momento, un fiume in piena di idee e colori totalmente indipendenti dalle tendenze del mercato. Niente progetti seriali, ma tanti personaggi e sfumature diversi, per ora uniti dallʼimmagine della lisca e di una barchetta, elementi sempre presenti nelle sue opere, che, chissà, forse saranno presto rimpiazzati, modificati o accompagnati da nuovi elementi marini. Il background del comics è rimasto nel tratto, si percepisce e racconta una parte della sua storia, legandosi e fluttuando insieme a uno stile più pittorico. RAME13 è riuscita infine a unire la tecnica del fumetto alla passione per la street art, sviluppatasi negli anni dellʼErasmus a Siviglia, dove girava lʼintera città alla ricerca di murales, disegni e mega illustrazioni. La passione per questa forma artistica è sempre stata latente dentro di lei ed è finalmente sbocciata al presentarsi dellʼoccasione giusta, grazie al Progeas Family.
Allʼinizio non è stato facile, soprattutto per le dimensioni dei lavori. «Fino a quel momento ero abituata a disegni piccoli e ho sempre lavorato ad occhio, quindi passare di colpo a lavorare su muri e superfici molto spaziose è stato abbastanza difficile. Ma quando ti allontani dal muro e guardi cosa sei riuscito a creare è una soddisfazione immensa. Penso che sia qualcosa di più importante del singolo disegno e della soddisfazione personale, è un gesto per offrire qualcosa alla città, un modo per comunicarci, un qualcosa che lasci a tutta la comunità».
In costante ricerca di spunti, travolta dalla curiosità di scoprire nuove forme di fare arte, osserva con attenzione il lavoro dei grandi street artist del mondo. In particolare, hanno lasciato il segno la Etam Crew, Dulk e Zed, che ha tra lʼaltro conosciuto durante una mostra collettiva per la Tattoo Convention alla Polveriera.
Insomma, RAME13 fa parte di quel gruppo di artisti che ama scambiare idee e collaborare, evolversi, sperimentare e soprattutto dipingere la città, per portare qualcosa di grande e innovativo (e necessario, potremmo aggiungere) alla vecchia Firenze. •

ENGLISH VERSION>>>>
RAME13 is a street artist, a tattooist, an illustrator, and probably more. No other name could suit her better, because RAME is both her hair color and the anagram of the word “Mare” (the Italian for Sea, ndt). There’s always something about the sea in her works, when it is not all about it. Her characters change everytime: bearded men and women with caricatural features, then animals.
Experimentation is her word: she never stops trying new techniques and discovering different ways to express her art. She has a Bachelor Degree in Philosophy and previously studied at Accademia di Arti Digitali e Figurative in Florence, Comics orientation. After her studies she joined various projects and festivals, such as Cultures Festival in Romania, Urban Vision in Acquapendente, and Upfest in Bristol, which is the biggest street art and graffiti festival in Europe. She collaborates to Three Faces’ Street Book Magazine, recently joined Elektro Domestic Force Crew and takes part into a few projects organized by Progeas Family such as Urban Nature exhibition and Inseminazione Artistica. It is thanks to Inseminazione Artistica edition in Palermo that she gave birth to her very first street art work, the Musicante Marino: a plunged bearded man surrounded by fish, playing a pianola.
RAME13 started drawing as a child, inspired by his grandfather who was a painter, until a period of crisis stopped her for a few years. For many years, her “comics” education made her think she would become a cartoonist, which made it hard for her to accept when she didn’t want to make comics anymore.
Some people were saying her hand was “too” comics and she wasn’t meant to be an illustrator, while others told her she was more of an illustrator and couldn’t draw comics. She felt in a limbo and stopped drawing for a few years, until one day when she grabbed a pen and decided not to listen to anyone. «I’ll do what I want», she told herself.
And so the experimentation begins: tattoos, comics, loads if ideas which don’t follow any trend. No serial projects, but lots of characters and shades, all linked just by the fishbone and the boat. The comics background is still visible in her hand and tells part of her story, connecting with a more pictorial style.
Finally, RAME13 managed to combine comics technique with her passion for street art, thanks to Progeas Family. At the beginning it wasn’t easy at all, because of the dimensions. She was used to small drawings and it was hard to move on to big surfaces and walls. But now when she steps away and get a complete vision of what she’s done it makes her happy and proud, because she feels she’s offering something to the city.
Constantly looking for new ideas and other art forms, observing great street artists’s works, RAME 13 is part of that group of artists who love to collaborate together, exchanging ideas, evolving and bringing something great and innovative (and necessary, we could add) to dear old Florence. •

Testo di Roberta Poggi
Foto di Andrea Moneti

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