San Frediano, il quartiere più “cool” del mondo! Sì, ma com’è viverci?

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San Frediano è davvero così “cool”? FUL ha raccolto la testimonianza di una famiglia che vive nel quartiere da un po’ di anni.

 

Ormai che San Frediano è stato eletto da Lonely Planet il quartiere più “cool” del mondo lo sanno davvero tutti. Questo riconoscimento ha stimolato l’orgoglio di tanti fiorentini, ma ha anche fatto molto discutere sui social. Dopo l’incontro con il barman di uno dei locali di punta della zona, abbiamo sentito il bisogno di ascoltare un altro punto di vista sulla vicenda. Ecco la nostra chiacchierata con una famiglia che da 6 anni vive nella zona, composta da Francesco (36 anni, impiegato), Giulia (34 anni, sociologa e autrice delle belle foto in questo articolo) e Anna (4 anni, bambina).

Perchè secondo voi Lonely Planet ha scelto San Frediano?
Giulia: Secondo me fa parte di una strategia di promozione della città. Non credo molto nel meccanismo “dal basso” della Lonely planet di oggi…
Francesco: Credo che ciclicamente la Lonely sponsorizzi delle città in base ad accordi con operatori turistici e commercianti. Ha scelto San Frediano per parlare di Firenze, perché è la zona su cui si è detto meno, quindi meno banale e inflazionata rispetto ad altre zone e monumenti che tutto il mondo conosce.

Cos’ha San Frediano che le altre zone di Firenze non hanno?
Giulia: Vivo a Firenze da circa 12 anni e prima di venire ad abitare in questo quartiere, ormai più di 6 anni fa, ho vissuto solo in piazza Indipendenza e al Poggetto. La principale differenza, per me, sono le relazioni con gli altri. È un quartiere in cui gli abitanti passano molto tempo ai giardini e in giro e hanno l’abitudine di salutarsi. C’è un sistema di negozi di vicinato molto forte e questo aiuta a creare legami.
Francesco: I locali, i ristoranti e i pub. In altre zone la sera è tutto chiuso, la gente o viene qui o va in Santa Croce.

Foto di Giulia

E rispetto ad altri quartieri “cool” del mondo?
Giulia: Se penso a quartieri cool che ho visitato mi vengono o le grandi città europee – Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam – o i nuovi quartieri della movida delle città medio orientali e orientali – Beirut, Hanoi, Shangai… e in entrambi casi non riesco a fare un paragone con Firenze, che è una città molto più piccola. Forse il posto che ho trovato più simile, quindi paragonabile, è il centro storico di Porto. Quello che purtroppo può essere l’unico elemento comune è l’effetto della gentrificazione e l’omologazione estetica dei locali fighetti… ma credo che qui ancora ci stiamo salvando, anche se non so per quanto…
Francesco: Noi non viaggiamo molto nei quartieri cool quando andiamo negli altri paesi, quindi non saprei rispondere. Comunque non so trovare cose particolari, che lo rendano unico, se non i palazzi cinquecenteschi che magari non sono facili da trovare in altri paesi del mondo.

Cosa vi ha portato a scegliere di abitare in questa zona di Firenze?
Giulia: Nel 2007 siamo andati a vivere in piazza Tasso e con il tempo io mi sono accorta che, per lo stile di vita che c’è qui, la zona rappresentava il mio ideale di città. Quindi, quando abbiamo deciso di comprare casa, io ho fortemente insistito per trovarne una in zona e l’abbiamo trovata proprio in Borgo San Frediano. In questa zona, certo, le case per noi accessibili in termini economici non sono bellissime. Spesso sono “case corridoio”, poco luminose e anche un po’ umide, ma noi siamo stati abbastanza fortunati e poi passiamo pochissimo tempo in casa.
Francesco: Principalmente perchè lo voleva Giulia. In generale però è un quartiere carino.

Foto di Giulia

Com’è vivere a San Frediano?
Giulia: Per me, come dicevo prima, questo quartiere rappresenta il mio ideale di città. Perché per strada incontri sempre qualcuno che ti saluta; perché ci sono molti bambini e spazi di gioco per Anna; perché quando usciamo la sera (anche se da quando siamo genitori usciamo un po’ meno) ci sono locali carini a 300 metri da casa. Insomma non mi manca niente qui.
Francesco: Logisticamente un po’ problematico, ma si vive bene. È un po’ isolato rispetto al resto della città, ad esempio per i trasporti. È un quartiere da vivere a piedi. Io principalmente lo vivo con mia figlia, quando esce da scuola e stiamo un po’ in giro prima di tornare a casa. Credo che sia un quartiere a misura di bambino perché qui tutti si conoscono e ci sono molti posti bellini dove i bambini si ritrovano e giocano insieme.

Quando a Firenze si parla di San Frediano, la si descrive spesso come un’oasi felice dove fiorentini e turisti, artigiani e locali, tradizione e modernità convivono in armonia. È proprio così? E, se ci sono, quali sono le criticità della zona?
Giulia: L’armonia in una città è un concetto utopico. I residenti, i commercianti, i turisti, i clienti dei ristoranti e dei locali sono tutte categorie di “city users” con interessi diversi, che spesso confliggono. Ciò premesso io credo che qui la criticità principale sia la gestione della ZTL e dei parcheggi. Spesso, soprattutto nel weekend e d’inverno, la città si riempie di macchine che non avrebbero permesso di sosta. E questo è un problema non solo perché chi ha il permesso di sosta non trova posto, ma soprattutto perché la gente parcheggia ovunque, sui marciapiedi, sugli spartitraffico e diventa impossibile fare una passeggiata. Credo che chi vuole venire a passare la serata in San Frediano dovrebbe accettare di lasciare la macchina lontano e farsi una passeggiata.
Francesco: Non credo si possa parlare di convivenza. I locali di fatto si stanno sostituendo alle botteghe degli artigiani. I turisti vengono a visitare San Frediano durante il giorno solo se gli avanza del tempo dopo aver visto la parte monumentale. Vengono a cena, quello sì, ma non credo interagiscano molto con gli abitanti.

Temete che dopo questa esposizione mediatica la zona sarà invasa o cambierà?
Giulia: Un po’ si. La cosa che mi spaventa è che possa diventare un quartiere di Airbnb… Per adesso credo che il fenomeno sia abbastanza limitato perché non ci sono molte case vuote. Così va bene. Ma non vorrei che la gente del quartiere, per rendita, si spostasse e iniziasse ad affittare le case ai turisti.
Francesco: Per quanto riguarda i turisti non credo, al massimo rimarrà il quartiere dove si va a fare una passeggiata.

Foto di Giulia

Supplemento con Anna, la loro figlia di 4 anni.

Quali sono i tuoi posti preferiti in questa zona?
Anna: La mia scuola in piazza del Carmine, la scuola Mazzei.

Cosa ti piace della tua zona e cosa non ti piace?
Anna: Non mi viene in mente proprio niente che non mi piace!

Qual’è il tuo posto preferito vicino a casa?
Anna: Nel gioco del Q1 [ndr: è una sorta di gioco dell’oca sul quartiere che hanno costruito a scuola] c’è il fiume Arno e anche la porta di San Frediano. L’abbiamo disegnata noi con tutti i pezzettini [ndr: hanno fatto il collage e i pezzettini sono i mattoni] ma ora è tutta “incartocciata” perchè ci sono i lavori.

Ci sono abbastanza spazi per giocare? Dove andate a giocare?
Anna: Vado sempre in piazza Tasso e al Giardino della Barca [ndr: Santa Rosa] perchè ci sono i giochi belli. Poi vado anche al giardino dei Nidiaci e d’inverno alla biblioteca di piazza Tasso e alla Ludoteca che è molto bella e ci andiamo tutti.

Chi è il personaggio più simpatico del quartiere?
Anna: Nino [ndr: il proprietario dell’internet point sotto casa], lo saluto sempre e la Silvia e Riccardo [ndr: i proprietari della pizzicheria sotto casa] che tutte le mattine mi danno la schiacciata. Gli abbiamo mandato anche la cartolina dalle nostre vacanze in Albania.

Dove vorrai vivere da grande?
Anna: In Francia perchè è bella [ndr: poco attendibile perchè ogni giorno cambia idea… :D]

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