3vetro, disegnarsi il mondo in cui essere se stessi

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Perché il ‘diverso’ non è altro che stra-ordinario e tutto può avere più chiavi di lettura

 

Una fabbrica in provincia di Torino che è diventata il tuo regno e ha permesso al tuo alter ego 3vetro di poter uscir fuori…

Cosa succede e cosa provi quando assumi i panni di 3vetro e ti cali nel mondo che ti sei disegnato… nel vero senso della parola? Perché hai scelto questo nome che rimanda inevitabilmente ad un filtro che ci proietta in una realtà ulteriore o invita quantomeno a vedere le cose in maniera meno diretta da un altro punto di vista? Stai forse fuggendo da qualcosa o credi che alla realtà in cui viviamo sfugga qualcosa?

“Ciao! Guarda ti dico, vedevo anni fa questa differenza tra essere Enrico e 3vetro (oppure altri nomi che utilizzavo in passato) molto più forte, adesso è come se si fossero unificate in un solo corpo e in una sola mente, sono 3vetro davanti al muro e anche mentre sono al lavoro”. Il 3 simboleggia alcune cose per me importanti e il vetro è un materiale che riflette e rispecchia allo stesso tempo, mi ci ritrovo molto in questo concetto. Fuggivo da me stesso e da quello che mi spaventava anni fa, adesso sono più cosciente di quello che mi circonda e non ho più bisogno di fuggire, mi basta essere me stesso nel bene e nel male.


Conosco le tue origini artistiche ma non credo che vorrai parlarne. Spazi comunque dall’illustrazione agli spray, fino ad utilizzare asta e rullo, riuscendo a coprire in maniera molto istintiva e veloce grandi superfici. Al centro delle tue opere spesso un volto maschile che talvolta si ripete all’infinito, talvolta si disintegra in miriadi di filamenti, talvolta si apre per dispiegare il suo mondo interiore, fatto di sogni, paure, visioni. Una figura che diventa per te un veicolo per esorcizzare i tuoi stati d’animo o un modo anche per far riflettere chi andrà a vedere le tue cose su tematiche più ampie legate alla vita e alla società in cui viviamo?

“Sì, diciamo che esorcizzo molto mentre disegno quando voglio parlare di me, allo stesso tempo ho una fortissima voglia di comunicare al mondo esterno alcune cose, è per questo che cerco di realizzare le mie opere pensandole non come semplici disegni, ma come discorsi da intraprendere con qualcuno, sta nell’acume dell’interlocutore ritrovare i punti chiave per capire il discorso”.

Negli ultimi tuoi lavori hai sentito forte l’esigenza di riprodurre figure sempre più basiche, che perdono i particolari minuziosi tipici dei tuoi lavori, fino a divenire spesso profili o sagome che si intrecciano e che posso essere letti da più punti di vista. Perché hai sentito l’esigenza di togliere elementi, pulire i tuoi lavori? Volevi semplicemente arrivare agli occhi di chi andrà a vedere le tue opere in maniera più diretta con il messaggio che avevi in mente o le sagome/profili assumono significati ulteriori?

“Hai presente le matrioske? Una dentro l’altra, dentro l’altra, dentro l’altra, ecc., ecc. Ecco io ho paragonato i miei disegni più recenti a queste bambole russe; a primo impatto ti appare la madre fino ad arrivare al seme finale. Sono in una fase ancora sperimentale di questa cosa ma sto cominciando ad ottenere dei risultati che non mi dispiacciono. Sì, cerco di essere più diretto per arrivare a chiunque con un messaggio che può essere utile a tutti per migliorarsi, dal reietto al più altolocato”. 


Nel tuo curriculum artistico spicca un video realizzato con la tecnica stop motion, “L’anomalia”, che hai interamente realizzato fotogramma dopo fotogramma. Una cosa da folli (nel senso buono del termine ehhh)… Raccontaci questa tua impresa epica durata mesi. E toglici un dubbio… un po’ folle lo sei? O quantomeno per fare arte a questi livelli, un po’ folli dobbiamo esserlo?

“Si hai ragione, è una cosa un po’ da fuori di testa in effetti ma, nonostante il periodo che non era dei migliori e le condizioni precarie in cui l’ho realizzato, mi ha fatto credere di più in me stesso e nella mia capacità di portare avanti un progetto in maniera totalmente indipendente. Io fuori di testa lo sono da anni ormai e per l’arte urbana e il suo sviluppo ho fatto e farò ancora molto”.

Che potenziale ha per te la street art o l’arte in generale? Spesso hai aderito ad iniziative a sfondo politico e sociale, credi quindi che l’arte distaccandosi dalla mera estetica abbia un valore più profondo? Cosa significano ha per te la condivisione ed il fare insieme?

“Il potenziale di una qualsiasi forma d’arte penso sia immenso ma, purtroppo (o per fortuna), direttamente proporzionale all’interesse di chi ne usufruisce. Penso che sicuramente, se i numeri delle persone interessate all’arte aumentassero, si potrebbe affrontare meglio la vita di tutti i giorni, in maniera più rilassata e sana (esempio che ti faccio per quello che l’arte ha fatto a me nel corso degli anni). Importante confrontarsi sempre e vedere le differenze come una cosa positiva, nel limite del rispetto delle altre persone ovviamente”.

Cosa ha 3vetro che manca ad Enrico? Cosa 3vetro invidia invece profondamente ad Enrico? Dato che il mondo artistico è un inno al doppio, come anche tu confermi da diversi disegni che hai realizzato…

Come ti dicevo nella risposta alla prima domanda, non ci vedo alcun distacco, Enrico e 3vetro ridono e piangono per le stesse cose perché hanno un solo cuore, una sola testa e una sola strada da seguire.

Progetti che frullano nella tua testolina? Materiali o tecniche nuove da sperimentare? Vedo che dai molta importanza alla parola oltre che al segno… questi due modi di comunicare potranno trovare presto un punto d’incontro?

Sono costantemente alla ricerca di nuovi posti da visitare e persone con cui confrontarmi, ovvio che poi mi ritrovo più con alcune che con altre, e vorrei davvero iniziare dei percorsi artistici che possano aiutare in qualche modo chi ha realmente bisogno di un aiuto concreto ed evitare di mercificare troppo quello che produco. Ultimamente mi sono trovato molto bene a collaborare con C_ska di Firenze e mi piacerebbe realizzare dei lavori con lei utilizzando altri materiali che non ho ancora sperimentato.
Questo e quanto, grazie dell’intervista e dello spazio dedicatomi, Ciao!

Per conoscere meglio l’arte di 3vetro ecco la sua pagina FB e il suo profilo Instagram.

Profilo Instagram 3vetro

Intervista a cura di Francesca Nieri

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