Cena di fine estate da Eataly!

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Si chiude giovedì 26 il ciclo delle cene estive dedicate al mare allestite nella terrazza all’aperto con magica vista sul Campanile di Giotto.

Chi conosce Eataly sa che nasce dalla fusione di due parole: EAT, cioè ‘mangiare’, e ITALY, Italia. Eataly infatti è sinonimo di non soltanto cibo italiano ma di cultura enogastronomica del Bel Paese e di quel modo tipicamente nostrano di stare a tavola.

Per questo Eataly rappresenta il prodotto della produzione agroalimentare dell’ottima cucina mediterranea, della cultura e della storia enogastronomica del nostro Paese, e significa prodotti di alta qualità ma soprattutto rappresenta le persone e le aziende che fanno gli ‘alti cibi‘ che costituiscono il meglio dell’enogastronomia italiana.

Da Eataly si possono fare corsi e degustazioni, si può andare al mercato per una spesa di prodotti italiani di qualità ma soprattutto si può anche mangiare in una cornice unica, quella della terrazza al primo piano con vista sul Campanile di Giotto! Non perdetevi dunque l’ultimo appuntamento con le cene dedicate al mare.

Giovedì 26 Agosto – ore 20 ultimo appuntamento per il ciclo di cene dedicato al mare.

Per questa occasione il Sous Chef Emanuele Polidori ha creato un menu completo, dall’antipasto al dolce, tutto dedicato a sapori e abbinamenti autentici con prodotti ittici di prima qualità.

Il menu della serata, a 35 euro a persona, prevede abbinamento vini delle nostra Enoteca – 35 euro vini inclusi

MENU CENA di FINE ESTATE
*Cubo di tonno, pane carasau, insalata liquida e ciliegie
*Linguine cozze, limone e seppia cruda con il suo nero
*Trancio di pescato marinato al gin, cetriolo e patate viola
*Sorbetto della ‘Gelateria Gastronomica’

Per info e prenotazioni potete visitare il sito di Eataly Firene!

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo