Emilio Pucci –  lo stilista che ha liberato la donna

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GLI ANNI ’40 – la Seconda Guerra Mondiale

Torna dall’America – dopo un giro del mondo su una vecchia nave. Si arruola nella Regia Aeronautica nel 1938 e durante la Seconda Guerra Mondiale viene investito di numerose medaglie al valore. Diventa protagonista di molte battaglie e di rilevanti fatti storici come la fuga di Edda Ciano Mussolini in Svizzera. La Gestapo lo arresta e lo porta a Milano nel carcere di San Vittore. Trascorrono nove mesi di vane sevizie, interrogatori e torture. La guerra è agli sgoccioli e Pucci riesce ad arrivare anche lui in Svizzera. Qui per vivere diventa maestro di sci e chiude ogni rapporto con l’aviazione.

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IL DOPOGUERRA – la moda

Dopo un primo periodo come istruttore sulle montagne del Sestriere decide di rientrare a Firenze. Torna finalmente ad interessarsi di moda. Il caso vuole che Toni Frissel fotografa un dashing gentleman in un moderno completo da sci. È il 1947 e nel numero di Dicembre di Harper’s Bazaar appare quello scatto. Il successo è oltremodo inarrestabile. Nel 1950 a Capri arriva la prima boutique firmata Emilio Pucci.

Colori brillanti e motivi vistosi. Un divertente twist di gialli limone, rosa Emilio, lavanda, azzurri e verde menta. Ispirazioni mediterranee ed esotiche. Prima di lui le donne erano costrette in un abbigliamento fatto di corsetti e imbottiture che imbrigliavano il corpo. Parliamo di “Rivoluzione Pucci” con la quale si sprigiona il desiderio di libertà, colore, leggerezza e fluidità nei movimenti. Ad indossare le sue creazioni sono tutte le icone femminili del tempo: Marilyn Monroe, Sophia Loren, Jackie Kennedy.

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About Author

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, collezionatrice seriale. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Dal 2017 ho il mio Blog di viaggio Tornopercena.com e oltre a collaborare con FUL – Firenze Urban Lifestyle, scrivo anche per National Geographic Traveler, Artribune e Viaggio nel Mondo.