Van Gogh e i maledetti

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La nuova mostra immersiva nella chiesa di Santo Stefano al Ponte targata Crossmedia Group ha aperto i battenti e vi aspetta fino al 31 marzo 2019.

 

Negli ambienti caratteristici della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte si rinnova l’appuntamento con le mostre immersive e multimediali del gruppo Crossmedia. Visitabile fino al 31 marzo 2019, questa volta si ispira alla figura di Van Gogh e di quei pittori definiti “maledetti” per via dei loro costumi trasgressivi per l’epoca e per la loro tempra artistica, che trova libero sfogo solo sulla tela.

Van Gogh

Insieme a Van Gogh, gli artisti inclusi sono: Paul Cézanne, Paul Gauguin, Henri de Toulouse-Lautrec, Chaïm Soutine e Amedeo Modigliani.
A ognuno di loro è dedicato, nella prima sala del percorso, un riquadro apposito che riassume in capisaldi la vita, le opere più rappresentative e le citazioni d’autore: un modo per contestualizzare e capire quali fossero i “peccati” e le “maledizioni” che li accomunavano o distinguevano dagli altri. Interessante per lo spettatore e innovativo dal punto di vista dell’allestimento, l’inserimento di un puzzle di immagini da scomporre e ricomporre: blocchi di legno girevoli che, sul retro del dipinto, riportano aneddoti e curiosità tutte da scoprire. Un modo interattivo e originale per informarsi secondo il gusto personale, senza ricorrere a didascalici percorsi stereotipati e poco flessibili.
Ma è nella sala centrale che la mostra si manifesta in tutta la sua forza e imponenza scenica: un caleidoscopio roboante e onirico, in cui le immagini circondano lo spettatore danzando intorno a lui, facendosi tappeto, parete, soffitto. Lo sguardo si perde, la mente vaga, i sensi sono rapiti dal vortice, le coordinate sono annullate: i quadri non sono più davanti a noi, ma “intorno” a noi.

 Van Gogh

«Santo Stefano al Ponte si trasforma nella “Cattedrale dell’immagine”: a differenza delle altre mostre multimediali le immagini non saranno più proiettate sui monitor-pannelli ma direttamente sulle pareti dell’ex chiesa permettendo di godere dell’altare di Giambologna, della balconata di Buontalenti e delle tombe terragne. Altra novità, un fiore all’occhiello dell’esposizione, la sala degli specchi dove sarà proiettato in loop un video di 8 minuti sulle opere di Van Gogh, dal ramo di mandorlo fiorito ai girasoli, perfetto per scattarsi foto ricordo immersi nell’arte» dichiarano gli organizzatori.
In effetti la sala degli specchi, altro elemento di novità rispetto alle mostre precedenti, è sicuramente di grande effetto: utilizzando le superfici riflettenti, i giochi di luce e la tecnologia più avanzata, sembra veramente di essere catapultati in un altro mondo!
Al termine di questa esperienza, si può raggiungere la cripta e le postazioni dotate di Oculus, per sperimentare la realtà virtuale 3D. In questo caso, la sensazione di fare un “tuffo” dentro l’arte è amplificata: un viaggio sensoriale che porta, muovendoci in più direzioni, a navigare, volteggiare e camminare dentro camere, studi, luoghi segreti dei più importanti artisti.
Una realtà irreale, illusoria magica ed evocativa che permette di astrarre e distrarre magistralmente, come in un gioco di prestigio, o di specchi, ben riuscito. In fondo ricordiamo che, come diceva Flaubert, «La prima qualità dell’Arte è l’illusione»: lasciamoci ingannare allora da questi artisti e dal loro fascino “maledetto”… 

Testo di Rita Barbieri 
foto di Crossmedia group 

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