Francesca Dego e Diego Ceretta inaugurano la nuova stagione dell’Orchestra della Toscana
Musica 20 Ottobre 2026 3 min di lettura

Francesca Dego e Diego Ceretta inaugurano la nuova stagione dell’Orchestra della Toscana

Giovedì 22 ottobre alle 21 al Teatro Verdi, poi Ferrara e Milano: in programma Brahms, una prima italiana di Campogrande e la “Patetica” di Čajkovskij.

La violinista Francesca Dego in abito nero di pizzo, con il violino in mano, in piedi fra il verde di un giardino

Francesca Dego e Diego Ceretta inaugurano la nuova stagione dell’Orchestra della Toscana

C’è un momento, ogni autunno, in cui Firenze ricomincia a suonare. Giovedì 22 ottobre alle 21:00 quel momento ha un nome e un volto: Diego Ceretta, direttore principale dell’Orchestra della Toscana, sale sul podio del Teatro Verdi per aprire la nuova stagione sinfonica, la quarantaseiesima della storia dell’orchestra.

Un direttore cresciuto in fretta

Milanese, classe 1996, Ceretta ha un percorso fuori dal comune: diplomato in violino a diciotto anni e in direzione d’orchestra a ventuno, entrambi con il massimo dei voti, è diventato direttore principale dell’ORT ancora giovanissimo. Oggi inaugura il suo secondo mandato alla guida dell’orchestra fiorentina, con un pubblico che negli ultimi anni lo ha imparato a conoscere e ad apprezzare. Per la nuova stagione ha davanti quattordici programmi, un viaggio musicale tra memoria e contemporaneità che comprende anche il completamento del percorso dedicato a Brahms.

Francesca Dego, la solista della serata

Al suo fianco c’è Francesca Dego, una delle violiniste italiane più apprezzate sulla scena internazionale. Ceretta e Dego non sono nuovi a questa collaborazione: nell’ottobre 2024 avevano già condiviso il palco a Milano, all’Auditorium di largo Mahler, con l’Orchestra Sinfonica di Milano. Ora ritrovano il pubblico fiorentino per una serata costruita su contrasti e punti di incontro.

Il programma: dal presente al grande Romanticismo

La prima parte si apre con una novità assoluta per l’Italia: Io cammino muovendo le dita, brano per violino solo (2025) di Nicola Campogrande, compositore tra i più eseguiti della scena contemporanea, in prima esecuzione italiana. Dopo questa pagina nuova arriva uno dei punti fermi del repertorio: il Concerto per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, tra le pagine più significative del repertorio romantico per violino. L’accostamento fra una partitura appena scritta e il grande concerto ottocentesco dà alla prima parte un profilo ampio e articolato.

Dopo l’intervallo, la Sinfonia n. 6 op. 74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij. È l’ultima sinfonia del compositore russo, segnata da una forte intensità espressiva e da una scrittura orchestrale di grande tensione drammatica: un finale che resta addosso anche quando le luci si riaccendono.

Tre date, tre città

L’inaugurazione non si ferma a Firenze. Dopo la prima al Teatro Verdi, il programma viaggia: venerdì 23 ottobre l’orchestra sarà a Ferrara e sabato 24 ottobre a Milano. Una buona notizia per chi vive fuori Firenze, ma anche un modo per vedere come lo stesso concerto cambia da una sala all’altra, davanti a pubblici diversi.

Per info e biglietti -> link

• La community FUL

Sei parte della voce di Firenze.

Non solo un articolo letto: FUL è chi la città la vive e la racconta. Fai girare questa storia e resta nel giro.

Diffondi