Queens of the Stone Age al Pistoia Blues
I Queens of the Stone Age da oltre 20 anni continuano a essere una delle formazioni più influenti e innovative del panorama rock internazionale. Con il loro mix di riff potenti, melodie psichedeliche e testi provocatori, la band non solo ha definito un genere, lo stoner, ma ha anche saputo attraversare il tempo, rimanendo sempre all’avanguardia. Ogni album è una nuova esplorazione sonora, e i loro live sono considerati tra i più potenti e coinvolgenti del panorama musicale.
Il vulcanico chitarrista e cantante Josh Homme ha attraversato tre decadi di rock con il suo sguardo da vichingo, il ciuffo rockabilly e abiti da motociclista working class; è stato figlio adottivo di quella che senza ripetibilità è stata la Seattle degli anni Novanta, arruolato negli Screaming Trees di Mark Lanegan. Non solo una città, ma un modo di essere – in opposizione all’edonismo “reganiano” – e un’attitudine di fare musica.
Dal deserto californiano alla conquista del mondo
I Queens of the Stone Age (QOTSA) sono stati fondati nel 1996 a Palm Desert, California da Josh Homme, che è l’unico membro costante nel corso degli anni. La band si è da subito fatta apprezzare per il suo sound distintivo che mescola rock psichedelico, stoner rock, hard rock e elementi di garage rock.
La band nasce dalle ceneri i Kyuss, una delle band pionieristiche dello stoner rock, di cui Homme faceva parte, figli di una scena alternativa che ancora oggi non riesce a essere contaminata dalla musica commerciale. Dopo lo scioglimento dei Kyuss, Homme decide di formare i Queens of the Stone Age, inizialmente come progetto solista con il supporto del bassista Nick Oliveri. Il loro album di debutto omonimo, uscito nel 1998, presenta un suono crudo e potente, ma è con il secondo album, Rated R (2000), che il gruppo si fa davvero notare con i loro riff quasi robotici divenuti subito marchio di fabbrica. Quest’album include brani come “The Lost Art of Keeping a Secret” e “Feel Good Hit of the Summer”, che combinano riff potenti con un’atmosfera psichedelica e provocatoria e vede la prima partecipazione di Mark Lanegan, divenuta poi costante.

Con l’uscita di Songs for the Deaf (2002), i QOTSA raggiungono la fama internazionale. L’album, prodotto da Chris Gross – storico produttore americano – è una pietra miliare del rock moderno, forse il più importante disco uscito a oggi nel nuovo secolo, con tracce iconiche come “No One Knows”, “Go With the Flow” e “First It Giveth”. Il suond di Homme e compagni diventa più maturo e poliedrico, pur mantenendo una potenza esplosiva. Questo è anche il periodo in cui la band diventa famosa per la sua energia travolgente nei concerti dal vivo: un muro di suono e una potenza delle casse che spazza via ogni certezza davanti al loro pubblico.
La line-up in questo periodo include anche membri di band altre band come Dave Grohl (Foo Fighters) alla batteria o Alain Johannes (Eleven) alla chitarra, che contribuisce a dare un tocco unico al sound.
Innovazione, continuità e progetti paralleli
Dopo un lungo periodo di silenzio, durante il quale Homme si dedica ad altri progetti come The Desert Sessions (con la cantante inglese PJ Harvey e altri musicisti della “Palm Desert Scene”)o Them Crooked Vultures, i Queens of the Stone Age tornano nel 2013 con …Like Clockwork. L’album segna un ritorno trionfale, caratterizzato da un sound più riflessivo e complesso, e da testi più introspettivi. L’album è acclamato dalla critica e segna il loro ritorno in grande stile e vede tra gli ospiti addirittura Elton John al piano.
Nel 2017, i QOTSA rilasciano Villains, prodotto da Mark Ronson, che porta un suono più lucido e raffinato, con elementi più pop e funky. Il singolo “The Way You Used to Do” diventa subito un successo, confermando ancora una volta la capacità della band di reinventarsi.

Nel 2023 è uscito In Times New Roman, ottavo lavoro in studio della band per la Matador records. Buone le recensioni, e buoni posizionamenti nelle charts in Regno Unito e Inghilterra. In Italia è entrato in classifica al 17° posto. In Times New Roman è recensito da Onda Rock come una sorta di “ritorno a casa”, attraverso la costruzione delle architetture sonore che abbandonano le derive “ballabili” degli ultimi lavori per tornare a un più solido fuzz-garage-rock del deserto californiano.
Le “regine dell’età della pietra” – come le appellò Chris Goss – sono arrivate così alla terza decade senza intaccare la loro originalità.

I QOTSA – come sherpa verso la vetta – portano ancora alta la bandiera del rock come se fosse quella della loro nazione, ricordando a certi “fenomeni da baraccone” che la scalata è sudore e coraggio.
Nell’estate del 2024 la band s’imbarca in un tour mondiale, ma a giugno molte date della branca europea dei concerti sono annullati per problemi di salute di Josh Homme che sarà costretto a un urgente intervento chirurgico (in Italia la scorsa estate erano previsti tre concerti, Milano, Roma e Bassano del Grappa, ma solo il primo avrà luogo). Come promesso dai QOTSA, il tour sarebbe ripreso nel 2025 con nuove date e dopo 7 anni dal live di Lucca, abbiamo la possibilità di rivederli in Toscana.
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