Festival of the Sun

FESTIVAL OF THE SUN, il reportage di FUL

FUL ha partecipato al “ritorno del Solstizio”, ovvero il Festival of the Sun di Rick Rubin. Il leggendario produttore americano, da alcuni anni di base in provincia di Siena, ha curato la seconda edizione dell’evento che celebra il solstizio d’estate. Da Jovanotti a Monteriggioni a M.I.A. a Colle Val D’Elsa, ecco cosa è successo. Tutto naturalmente imprevedibile!

Il Festival of The Sun è l’evento di cui tutti hanno chiacchierato nel weekend appena trascorso ma nessuno sapeva cosa aspettarsi. L’hype era altissimo dopo l’annuncio dell’edizione 2026 e, considerando le sorprese della prima edizione del 2024, non sono state tradite le attese.

Nel weekend del giorno più lungo dell’anno, la Val d’Elsa si è presa lo scettro della place to be culturale in Italia, grazie al leggendario produttore discografico americano Rick Rubin – toscano d’adozione per lunghi periodi dell’anno – che ha voluto celebrare la creatività in ogni sua forma con la seconda edizione del Festival.

Rick, coadiuvato dalla produzione di Fiammetta Cicogna e con un’incredibile rete di relazioni per aver prodotto dischi celebri – dai Red Hot Chili Peppers (Californication, 1999) ai Beastie Boys, passando per Lana Del Rey, Linkin Park, Metallica, Adele e The Strokes, e ovviamente il nostro Lorenzo “Jovanotti” Cherubini (Il disco del sole, 2022) – ha attirato un migliaio di persone in Valdelsa, solo grazie alla fiducia che avrebbero vissuto un’esperienza unica.

Festival of the Sun 2026: Rick Rubin & Jovanotti @Francesco Sani/ FUL

Se nel 2024 il cuore pulsante dell’evento era stato il borgo di Casole d’Elsa, quest’anno la manifestazione è approdata a Colle di Val d’Elsa domenica 21 giugno, anticipata da una serie di esibizioni e performance diffuse a sorpresa già da sabato 20 giugno a Monteriggioni.

La formula è rimasta fedele all’intuizione originale di Rubin: un vero e proprio “secret festival” scandito dai ritmi della natura e della condivisione pura. Il programma, la line-up e i dettagli degli ospiti sono stati custoditi nel massimo riserbo, svelati progressivamente solo attraverso i canali digitali ufficiali.

Sabato 20 giugno: Monteriggioni

L’antipasto del Festival si è svolto in alcune location dell’alta Valdelsa. Il momento clou alle 17:00 quando nella piazza centrale di Monteriggioni si è esibito Jovanotti in duo acustico con Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion, I Hate My Village).

Il set di 45 minuti, ha previsto una serie di grandi successi del “Jova” e la cover della canzone di Lucio Dalla Com’è profondo il mare. Oltre al celebre cantautore bolognese, Lorenzo ha voluto omaggiare il poeta francese Paul Valery salutando il pubblico con un verso di una sua poesia: “Si alza il vento/ bisogna vivere”.

Festival of the Sun 2026: Jovanotti @Francesco Sani/ FUL

Subito dopo, nello spazio verde dietro la chiesa, il giardino si è animato con un reading cyberpunk a opera del misterioso autore CALLE. Una lunga riflessione sulla creatività e la tecnologia, dal titolo “Why code?”, attraverso le alterazioni di Photoshop e dell’intelligenza artificiale.

Festival of the Sun 2026: CALLE @Francesco Sani/ FUL

Rispondendo a una domanda del pubblico, CALLE ha ricordato che dalla tecnologia invasiva ci si difende imparando ad usare altre tecnologie, ovvero quelle alternative libere fuori dalla logica dei profitti delle Big Tech.

Festival of the Sun 2026 @Francesco Sani/ FUL

Il pubblico ha ascoltato con grande interesse, seduti tra gli altri c’erano anche Jovanotti con la moglie, Rick Rubin con il figlio e l’attrice Fiammetta Cicogna. E ancora Riccardo Scamarcio e la compagna Benedetta Porcaroli.


Festival of the Sun 2026 @Francesco Sani/ FUL

Al tramonto, il finale è stato affidato alle delicate note del pianoforte di Joep Beving. Il pianista olandese ha emozionato il pubblico rimasto, tra cui, ancora mischiati tra la gente comune in questo grande spirito di condivisione, Jovanotti e Rubin.


Festival of the Sun 2026: Joep Beving @Francesco Sani/ FUL

Domenica 21 giugno: Colle Val d’Elsa

Per il secondo giorno arriviamo a Colle Val d’Elsa nel pieno del pomeriggio. Il termometro segna i 37° gradi e purtroppo siamo in ritardo per il primo show. Il celebre compositore francese Yann Tiersen ha suonato alle 16.00 – mi dicono con i presenti schiacciati verso il palazzo pretorio nel tentativo di ripararsi all’ombra – e noi ce lo siamo perso!

Il pubblico ha già iniziato affluire verso il centro del borgo alto, una vera perla della Valdelsa, pare siano 1.000 i fortunati che sono riusciti a prenotare l’ingresso gratuito tramite la piattaforma DICE. L’attrice Fiammetta Cicogna, produttrice del festival con la sua società Sun San, e amica di Rick Rubin, si aggira per la piazza e non è l’unico personaggio famoso. L’attore Alessandro Borghi si gode i concerti riparato da un cappellino da pescatore nero. Notiamo anche il cantante Diodato fare capolino, poi salutiamo l’attore fiorentino Maurizio Lombardi.

Festival of the Sun 2026
Festival of the Sun 2026: Fiammetta Cicogna @Francesco Sani/ FUL

Quando è la volta dell’esibizione della cantante giapponese Hatis Noit, nella cripta del Duomo, è curioso vedere assiepati sulle panche, insieme al pubblico comune, anche Jovanotti e il fondatore di Twitter Jack Dorsey. Assistiamo ad una esibizione potente e mistica, restituita alla grande dagli speaker della K-array. Prima di lei, sempre nella cripta, l’autore buddista Jack Kornfield aveva tenuto un talk.

Festival of the Sun 2026
Festival of the Sun 2026: Hatis Noit @Francesco Sani/ FUL

Nella piazza del Duomo intanto prosegue l’alternarsi dello spettacolo sul main stage: Jolly Mare lascia il palco al dj set del performer brasiliano Cosmo Gonik e alla canzone popolare napoletana – ma in versione femminista – di La Niña. Il progetto musicale di Carola Moccia fonde la tradizione canora e folkloristica del Sud Italia con sonorità contemporanee, esplorando l’identità, il corpo e la memoria collettiva.

Festival of the Sun 2026
Festival of the Sun 2026: La Niña @Francesco Sani/ FUL

Dopo il momento world music, con il collettivo maliano dell’iconica cantante africana Oumou Sangarè, tutti aspettano il gran finale a sorpresa. L’hype è sempre grande e le voci corrono. In realtà, chi aveva visto aggirarsi M.I.A. a Monteriggioni sabato sera è convinto: sarà la nota rapper britannica di origine indiana a chiudere l’edizione 2026 del Festival of the Sun.

Festival of the Sun 2026

Festival of the Sun 2026: Oumou Sangaré @Francesco Sani/ FUL

Parte un lungo dj set dei londinesi 2Nice Crew che vede salire sul palco, per un paio di pezzi, uno scatenatissimo Jovanotti e poi ecco il clou della serata, la popstar di Paper Planes – divenuta famosa anche per un’estetica riconoscibilissima, un forte messaggio politico e una proposta musicale insolita – si prende la scena per una manciata di pezzi del suo repertorio.

Festival of the Sun 2026
Festival of the Sun 2026: M.I.A. @Francesco Sani/ FUL

Intorno alle 22:00 cala il sipario sul Festival of the Sun 2026. Non sono mancate le polemiche, divise tra chi non ha gradito la line-up e chi ha bollato la kermesse come un evento per vip che, per un giorno, si mescolano a un ristretto pubblico di comuni appassionati. Una collega mi faceva notare come tutto l’hype generato abbia finito per creare un bizzarro corto circuito: un festival nato proprio per scardinare le logiche dei mega-eventi finisce per riprodurne le medesime aspettative, con l’unica eccezione di un programma tenuto segreto fino all’ultimo.

Occorre però ricordare che tutte le esibizioni erano gratuite e lo scopo è anche quello di scoprire nuovi artisti, magari di nicchia e difficilmente in cartellone nel circuito delle più famose kermesse estive, quelle che puntano più a “sbigliettare” che proporre cose nuove.

Festival of the Sun 2026: @Francesco Sani/ FUL

Infine il borgo di Colle Val d’Elsa – una vera perla, fino a ieri sconosciuta ai più – ha vissuto la sua giornata sotto i riflettori, trasformandosi nel perfetto place to be. Adesso la domanda che circola tra i vicoli è solo una: quando tornerà il festival curato da Rubin e, soprattutto, come si evolverà?

Per chiudere, doveroso ringraziamento alla K-array, realtà fiorentina leader internazionale nel settore degli speakers e da tempo partner del nostro magazine, fornitrice dei sistemi audio per tutto il festival, che ci ha permesso di realizzare questo reportage.

Direttore di FUL magazine e membro della redazione dal 2017. Ho realizzato reportage su vari temi tra cui: il fenomeno hooligans agli Europei di calcio in Francia (2016), il primo Pride dell’Ucraina a Kiev (2018), la questione del confine orientale tra Italia e Jugoslavia (2020), la protesta dei lavoratori ex-Gkn di Campi Bisenzio (2021), il vertice NATO in Lituania a Vilnius (2023). Ho coperto svariate edizioni della rassegna di moda “Pitti Uomo” e partecipato come inviato al Festival del Cinema di Cannes nel 2024.