ORT: CONCERTO CERETTA E CONSONNI
Ci sono serate in cui il “classico” non è una forma rassicurante, ma un campo di forze: equilibrio e spigoli, misura e urgenza, architettura e dramma. Il programma che Diego Ceretta propone con l’Orchestra della Toscana si muove proprio su questa linea, mettendo in dialogo due modi diversi – e sorprendentemente vicini – di intendere l’energia musicale all’inizio dell’Ottocento.
Da un lato Vienna, con Beethoven che nel Concerto n. 3 in do minore attraversa la soglia fra i modelli ereditati e una voce ormai inconfondibile; dall’altro Parigi, con Cherubini e una Sinfonia del 1815 che non cerca la brillantezza di superficie, ma una tensione quasi “scenica”, serrata e rigorosa.

Sul podio Ceretta, direttore principale dell’ORT dal 2023: un musicista della nuova generazione che porta con sé un profilo poco comune, fatto di studio “a tre dimensioni” (composizione, violino, direzione) e di un apprendistato ravvicinato con il teatro musicale. Il suo gesto nasce spesso da lì: dall’idea che l’orchestra non sia solo colore, ma racconto; non solo suono, ma articolazione del tempo, come se ogni snodo formale fosse una svolta drammaturgica. È una qualità che torna preziosa in un programma dove la solidità della costruzione non esclude, anzi accende, l’attrito emotivo.
Il Concerto n. 3 di Beethoven è uno di quei lavori in cui la lotta non si esibisce: si concentra. Scritto fra 1800 e 1803, ha nel do minore una tinta “morale” prima ancora che tonale: non il patetismo, ma una gravità vigile, attraversata da improvvise aperture liriche. L’orchestra non accompagna: dialoga, sfida, incalza; e il pianoforte entra come un personaggio che deve conquistarsi lo spazio, misura dopo misura, senza mai perdere il senso della linea. In questo gioco di contrasti – impeto e cantabilità, ombra e trasparenza – si inserisce Martina Consonni, pianista lombarda che si sta imponendo per un approccio insieme analitico e vivo: attenzione al suono, alla sua “grana”, e una curiosità per la struttura che non diventa mai freddezza, ma modo per far parlare la musica con chiarezza.

La seconda parte della serata cambia accento senza cambiare intensità. La Sinfonia in re maggiore di Luigi Cherubini (1815) è un oggetto compatto, incisivo, lontano dall’idea di sinfonismo come vetrina di brillantezza. Qui il rigore – anche contrappuntistico – non è ornamento: è tensione interna, un modo di tenere tutto “in presa diretta”, con un passo che sembra respirare teatro. Cherubini, figura centrale tra classicismo e primo romanticismo, costruisce un discorso severo e nervoso: un re maggiore che non luccica, ma scolpisce. Ed è proprio in questa severità, così poco accomodante, che si sente l’attualità del suo linguaggio: la musica come necessità, non come decoro.
Un concerto, dunque, che non mette in mostra due “titoli” ma due idee di forza: quella beethoveniana, che scava nel conflitto per trasformarlo in forma, e quella cherubiniana, che accende la disciplina fino a farne teatro puro.
PROGRAMMA COMPLETO
venerdì 6 marzo 2026 ore 21:00 – Figline Valdarno – Teatro Garibaldi
sabato 7 marzo 2026 ore 21:00 – Marradi – Teatro degli Animosi
lunedì 9 marzo 2026 ore 21:00 – Poggibonsi (SI) – Teatro Politeama
martedì 10 marzo 2026 ore 21:00 – Pisa – Teatro Verdi
mercoledì 11 marzo 2026 ore 21:00 – Firenze – Teatro Verdi
DIEGO CERETTA direttore
MARTINA CONSONNI pianoforte
Orchestra della Toscana
Ludwig van Beethoven / Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra, op. 37
Luigi Cherubini / Sinfonia in re maggiore
BIGLIETTI
Biglietti in vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita del Circuito Ticketone e alla Biglietteria del Teatro Verdi (tel. 055 212320 – ORARI > CLICCA QUI).
Per informazioni tel. 055 0681726 – teatro@orchestradellatoscana.it