La musica del futuro a Lasciati Fiorire
Dal 28 al 30 agosto torna al Lumen Lasciati Fiorire: intervista a Fiore sul Vulcano per capire come nasce un festival che punta sulla musica di domani
Dal 28 al 30 agosto torna al Lumen Lasciati Fiorire, il festival organizzato da Fiore sul Vulcano che quest’anno festeggia la sua quinta edizione ufficiale. Sul palco saliranno Queen of Saba, Godblesscomputers, Masamasa, Gaia Banfi, Gioia Lucia, Iako, Satantango, Irossa, Amore Audio, Brucherò nei pascoli e Angry.Gu, insieme ai progetti emergenti selezionati per il Bloom Stage.
Guardando la line up si capisce subito una cosa: Lasciati Fiorire (e chi conosce il festival ormai lo sa) non prova a inseguire gli artisti del momento, anzi. Da qualche anno Fiore sul Vulcano ha piuttosto scelto di costruire un festival che punta sulla ricerca, sullo scouting e su quei nomi che oggi magari conoscono in pochi, ma che domani potrebbero essere tra i protagonisti della scena musicale italiana.
È proprio da qui che parte la nostra chiacchierata con Matteo Ravazzi, presidente dell’associazione Fiore sul Vulcano. «Nessuno si è mai seduto a un tavolo dicendo: facciamo un festival.» Questa è la prima cosa che ci racconta, e probabilmente è anche il modo migliore per spiegare com’è nato Lasciati Fiorire.
La storia del festival, infatti, non segue un percorso lineare. Tutto comincia nel 2017 come la festa di un collettivo di musicisti. All’inizio è una giornata, pensata soprattutto per la scena fiorentina. Poi, anno dopo anno, quel progetto cresce insieme alle persone che lo organizzano. Il collettivo diventa un’associazione, i giorni di festival diventano tre e lo sguardo si allarga sempre di più verso la scena indipendente nazionale.
La quinta edizione ufficiale, in programma dal 28 al 30 agosto al Lumen, è quasi il punto di arrivo naturale di questo percorso. Un “quasi” necessario, perché ascoltando Ravazzi emerge chiaramente come Lasciati Fiorire non sia nato con un format prestabilito. Così come è cresciuto un pezzo alla volta, seguendo le persone e la musica che volevano portare a Firenze, il festival continua a rivendicare la libertà di trasformarsi anche in futuro.

La scommessa che ha cambiato Lasciati Fiorire
Negli ultimi anni Fiore sul Vulcano ha fatto una scelta precisa: smettere di costruire il festival attorno ai nomi più conosciuti della scena locale e iniziare a scommettere sugli artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Una decisione che, inevitabilmente, ha avuto anche un impatto sul pubblico.
«Quando abbiamo fatto questo cambio, passando dagli artisti locali più conosciuti agli emergenti della scena nazionale, nel 2024 abbiamo registrato un calo delle presenze» racconta Ravazzi. Con il tempo, però, è successo qualcosa di diverso. Il pubblico ha iniziato a fidarsi della direzione artistica del festival, e le persone non arrivavano più soltanto per vedere un artista specifico, ma perché sapevano che Lasciati Fiorire avrebbe proposto qualcosa di interessante, anche se quel nome non l’avevano mai ascoltato.Â
La ricerca della musica di domani
Quando Matteo parla della line up, usa spesso una parola: ricerca. Perché dietro ai concerti che vedremo ad agosto c’è un lavoro che dura praticamente tutto l’anno, ci spiega. Finita un’edizione, Fiore sul Vulcano ricomincia subito a guardarsi intorno. Festival, club, showcase, concerti: ogni occasione diventa utile per capire cosa sta succedendo nella scena indipendente italiana.
«Andiamo in giro per l’Italia, vediamo tantissimi live, ascoltiamo musica e ci confrontiamo continuamente con promoter, etichette, organizzatori e altri addetti ai lavori. È un lavoro di scouting continuo.»
L’obiettivo non è rincorrere il nome che in quel momento sta funzionando meglio, ma provare a intercettare gli artisti prima che esplodano e arrivino al grande pubblico. È successo nelle edizioni passate con progetti come Mago del Gelato e Faccianuvola, arrivati a Lasciati Fiorire quando erano ancora agli inizi. E succede anche quest’anno.
Venerdì 28 agosto il Garden Stage ospiterà Masamasa, Gioia Lucia e Queen of Saba, mentre il Jungle Stage si chiuderà con il dj set di Angry.Gu. Sabato sarà la volta di Satantango, Iako e Gaia Banfi, seguiti dal dj set di Godblesscomputers. Domenica il festival si concluderà con Irossa, Amore Audio e Brucherò nei pascoli.

Un palco per la nuova scena fiorentina
Aprirsi alla scena nazionale non significa dimenticare quello che succede in città . Per questo il Bloom Stage continua a essere dedicato ai progetti emergenti del territorio, ma il lavoro comincia molto prima del festival. Durante l’anno Fiore sul Vulcano organizza M’Ama non M’Ama, un’iniziativa pensata per creare un punto d’incontro tra chi fa musica e chi lavora nel settore.
Gli artisti possono candidare i propri brani e partecipare a una sessione d’ascolto collettiva insieme a produttori, etichette, organizzatori e altri professionisti della musica. Si tratta di un vero e proprio momento di confronto: ogni progetto riceve feedback, consigli e uno sguardo esterno sul proprio lavoro. Le ultime edizioni si sono svolte in spazi come ExFila e il Circolo Vie Nuove, coinvolgendo realtà come Annibale Records, Musica da Bere e altri addetti ai lavori della scena indipendente.
«Ci interessa continuare a guardare quello che succede a Firenze. Abbiamo spostato l’attenzione dai grandi artisti locali, ma non abbiamo mai smesso di dare spazio a chi oggi sta iniziando.»
I due artisti scelti attraverso M’Ama non M’Ama entreranno a far parte della line-up del Bloom Stage, che nelle altre due giornate sarà costruita insieme a Rockit e Novaradio. Un modo per dare spazio, attraverso collaborazioni diverse, ai progetti più interessanti della nuova scena.Â

Fare musica indipendente a FirenzeÂ
Parlando con Matteo Ravazzi, a un certo punto il discorso si allarga inevitabilmente oltre il festival e arriva alla scena fiorentina. Perché organizzare Lasciati Fiorire significa anche fare i conti con una città che offre sempre meno spazi dedicati alla musica indipendente. Il punto, però, non è il pubblico. «Pensare che a Firenze non ci sia interesse è un errore. Il pubblico c’è eccome. Quello che manca sono gli spazi.»
Ravazzi parla anche da musicista. I ragazzi di Fiore sul Vulcano suonano in tutta Italia e conoscono bene il circuito dei live. È proprio questo sguardo a far emergere il confronto con città come Milano, Bologna, Torino o Roma, dove esiste una rete molto più ampia di club, circoli e spazi culturali in grado di ospitare gli artisti emergenti durante tutto l’anno.
«Quando un artista organizza un tour, Firenze spesso resta fuori. Non perché non ci sia interesse, ma perché i posti dove suonare sono pochi. Per noi diventa quasi una missione: se non ci impegniamo a portarli qui, molti di questi progetti semplicemente saltano la città .»
È anche per questo che realtà come Lumen, Glue o ExFila assumono un ruolo così importante: non sono soltanto luoghi dove organizzare concerti, ma presìdi culturali che tengono viva una scena spesso costretta a fare molto con poche risorse.
Con il Lumen, in particolare, il rapporto è cresciuto nel tempo. Prima qualche collaborazione, poi dall’anno scorso la scelta di portare qui Lasciati Fiorire. «Oggi il Lumen è diventato la casa del festival, ma anche un alleato con cui condividere un’idea di cultura fatta di musica, incontri e comunità . In una città dove gli spazi indipendenti sono sempre meno, trovare una realtà con cui parlare la stessa lingua non è scontato.»

Un festival che va oltre i concerti
Anche quest’anno Lasciati Fiorire non sarà soltanto musica. Accanto ai live tornano Only Usato Market, dedicato alla moda circolare, le sessioni di Yoga al Tramonto, che accompagneranno tutte e tre le giornate dopo il grande successo riscontrato nella scorsa edizione, e un programma di talk e incontri costruito insieme a FLINTA, Scomodo, La Svolta di Novaradio e Radio Tamarindo, che seguirà il festival con interviste e dirette dal vivo.
«Abbiamo sempre cercato di costruire un festival multidisciplinare. La musica resta al centro, ma ci piace coinvolgere realtà diverse e creare occasioni di incontro.»
Cinque anni dopo la sua prima edizione ufficiale, Lasciati Fiorire continua a crescere senza perdere quello spirito con cui è nato: costruire una festa dove andare a scoprire la musica che ascolteremo domani.