Dieci province, mille sentori: Toscana patria del Gin

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Da Arezzo a Firenze fino a Pistoia: un distillato per tutti i palati a portata… di regione.

Lo spirito più cool del momento? Non c’è alcun dubbio: il gin. Nell’era della mixology e dei craft spirits, il distillato a base di ginepro ha sicuramente trovato la sua consacrazione. In Italia, in Europa, in tutto il mondo. E se vi dicessimo che il primo Botanical Gin fu elaborato proprio nel nostro Paese? La prova scritta è contenuta su un testo alchemico di Alessio Piemontese e risale al lontano 1555. Senza dimenticare il fatto che, sempre in Italia, già nell’XI secolo i monaci distillavano insieme vino e bacche di ginepro (insieme ad altre botaniche dei boschi e della campagna) preparando una bevanda dalle proprietà toniche e terapeutiche. In particolar modo in Toscana, terra di uno dei migliori ginepri in circolazione.

Proprio sulle orme di queste antiche tradizioni, oggi la nostra regione vanta alcuni tra i migliori gin dell’intera nazione. Noi di FUL abbiamo provato a raccontarvene (almeno) uno per provincia, con un paio di inevitabili eccezioni. Eccoli, nel dettaglio:

SABATINI GIN (AR)

Il suo cuore è toscano come le nove botaniche che crescono in gran parte nelle proprietà di famiglia: il Gin Sabatini è a tutti gli effetti il frutto di una storia aziendale antica e suggestiva, che risale all’inizio del ’900 e alla passione per il rito dell’aperitivo. Una passione che si è sposata con la voglia di fare qualcosa che coinvolgesse tutta la famiglia: anche se le diverse attività lavorative li hanno portati spesso all’estero, i Sabatini hanno sempre mantenuto infatti uno stretto legame con la loro terra, in particolare con Cortona e Teccognano, in Valdichiana, dove si trovano le loro dimore. Distillazione e imbottigliamento sono affidati alla Thames Distillers di Londra, l’azienda della famiglia Maxwell che da oltre 300 anni distilla alcuni tra i più apprezzati gin del mondo, sotto la supervisione di Charles Maxwell. Il risultato? Uno spirito dalle piacevoli e fresche note erbacee, con un chiaro rimando agli aromi della campagna toscana.

PETER IN FLORENCE (FI)

Peter in Florence è un gin classico, realizzato nel pieno rispetto delle regole del London Dry Gin, ma anche innovativo per via delle botaniche accuratamente selezionate. Il Master Distiller Stefano Cicalese ha scelto di mettere al centro l’iris (anche detto giaggiolo o giglio), il simbolo della città di Firenze, di cui non solo viene utilizzata la radice ma anche i petali. Quattordici sono in tutto le botaniche presenti in questo gin, quasi tutte toscane e alcune coltivate direttamente all’interno dell’azienda (il Podere Castellare, che propone anche una divertente Gin Experience). Come in ogni London Dry che si rispetti, il ginepro è il suo protagonista principale, ma questo si unisce alla perfezione con le note agrumate e al contempo delicate del bergamotto e del limone. Sul finire, escono invece fuori le note fresche e quasi balsamiche del rosmarino e della lavanda. La ciliegina sulla torta? L’etichetta, rigorosamente fatta in cuoio valore iconico dell’artigianato fiorentino e il simbolo per eccellenza della fauna toscana: il cinghiale.

ARGINTUM 925 (GR)

Il sapore dell’estate, gli odori del Tirreno, il piacere della manualità toscana. Sono proprio questi gli elementi rinchiusi in ogni bottiglia di Argintum 925, il primo gin dell’Argentario. A crearlo ci ha pensato Simone Alocci, titolare del più celebre cocktail bar della penisola maremmana, lo Sparkling American Bar di Porto Santo Stefano. Il suo Argintum 925 nasce dal desiderio di poter raccontare un territorio e un mare e, di conseguenza, racchiude in sé le botaniche tipiche di queste zone: rosmarino, mirto, salvia e, inoltre, il limone. Un Maritime Gin, insomma, dall’orgogliosa origine toscana, come dimostra anche il fatto che ogni bottiglia viene etichettata e prodotta manualmente all’interno della nostra regione. Il gusto è fresco e deciso, al naso si percepiscono immediatamente le note rosmarino e citriche, mentre l’agrumato ritorna anche in bocca, insieme alla freschezza della salvia e un inconfondibile tocco finale di mirto.

ELEKTRO GIN (LI)

Se le spezie sono il prodotto dei re, lo zafferano è indubbiamente il “Re dei Re”. Si chiama non a caso proprio così la bella realtà portata avanti da Fabio Elettrico, proprietario dell’omonimo liquorificio con sede a Livorno. Tra tanti spirits all’insegna della tradizione, ma anche dell’innovazione, spicca senza alcun dubbio il suo Elektro Gin, evoluzione del Gin Vincenzo 57 che lui stesso aveva lanciato nel 2014 come primo gin italiano allo zafferano. Se il primo risultava un po’ troppo spigoloso e mancava di equilibrio, il secondo ne è la miglior rivisitazione possibile. Le botaniche vengono lentamente distillate a bassa temperatura in un alambicco di rame e sono complessivamente venti: ginepro toscano certificato, zafferano toscano certificato, arancia dolce, liquirizia, limone, coriandolo, angelica, bergamotto, giaggiolo, rosmarino, salvia, verbena, galanga, nocchietto, radice di iris, timo, zenzero, mandarino, pepe e cardamomo.

CAMELLIA TUSCANY GIN (LU)

Camellia Gin è il frutto del lavoro e della ricerca di quattro giovani imprenditori lucchesi. Parliamo di un gin ottenuto dalla distillazione di sole bacche di ginepro toscano, alcol biologico e acqua di sorgente locale, impreziosito da petali di camelia, timo, rosmarino e cardamomo, che donano speziatura a un carattere già deciso. Come vuole il suo stesso nome, il valore aggiunto di questo distillato è però sicuramente il fiore tipico della piana lucchese, che aggiunge un’invitante nota floreale tanto al palato quanto all’olfatto, oltre a quella connotazione fortemente territoriale insita nel prodotto. Che dire di più? Il Camellia Gin Tuscany è tagliato a 43°C con acqua di sorgente locale. Da apprezzare liscio o con poco ghiaccio, ma anche in miscelazione per preparare grandi classici a base gin quali Gin Tonic, Aviation e Fizz.

GINEPRAIO GIN (PI)

Ginepraio è un London Dry Gin biologico che parla toscano e nasce dalla collaborazione tra Levante Spirits e Distillerie Deta, realizzato grazie un alambicco discontinuo in rame chiamato affettuosamente “Lapo”. Nel battezzarlo è stata chiara, chiarissima l’ispirazione al vecchio adagio toscano che recita “cacciarsi in un Ginepraio” (riportato anche in etichetta con la definizione da vocabolario), modo informale per descrivere una situazione complicata da cui è difficile uscire. Le sue materie prime sono tutte rigorosamente certificate, toscane e biologiche, a partire dall’alcol di base, che proviene da grano coltivato nella zona del Mugello, per proseguire poi con le sue sette botaniche, fra le quali ginepro, rosa canina ed elicriso. In casa Ginepraio merita sicuramente una menzione speciale anche il primo Gin Navy Strength italiano. Un prodotto da 57% vol. alc., dalle botaniche sempre certificate 100% toscane e biologiche, che grazie all’invecchiamento in anfore di cocciopesto mantiene però perfettamente la sua rotondità e la sua morbidezza. 

GIN BATHTUB NUNQUAM (PO)

L’Opificio Nunquam è un piccolo laboratorio a conduzione familiare di Tavola, paese nel comune di Prato confinante con Poggio a Caiano e Carmignano, che insieme al celebre Vermouth Bianco di Prato realizza anche tanti altri spirits tra i quali un Gin Cold Compounding, ottenuto cioè con la macerazione a freddo di piante officinali e spezie aromatiche (tra queste il ginepro la fa ovviamente da padrone) di provenienza biodinamica e biologica in alcol neutro biologico e acqua proveniente dalla sorgente Orticaia a Pracchia. Le botanicals utilizzate conferiscono al prodotto finale una varietà di profumi davvero suadenti e rendono nitide al palato tutte le note agrumate e amaricanti presenti.

GIN SENENSIS (SI)

Produrre bevande alcoliche e analcoliche di qualità, utilizzando ingredienti Made in Siena: è con questo intento che i due imprenditori Andrea e Paolo hanno dato vita al brand Senensis Spirits. Per realizzare il loro Gin Senensis si sono quindi lasciati guidare, in mezzo agli ulivi e alle foglie del Sangiovese destinato a fare da base ai grandi vini di Rocca delle Macìe, dall’odore del dragoncello, dello zafferano, della verbena, della salvia e del rosmarino, in un vero e proprio viaggio olfattivo all’interno del cuore verde della Toscana. La foglia e il fiore di Sangiovese danno a questo gin un ottimo bilanciamento dolce/amaro, la foglia di ulivo biologico conferisce una nota amarognola, la verbena una leggera acidità, e poi la piccantezza del dragoncello, la freschezza di salvia e ramerino, oltre ovviamente al ginepro selvatico con la sua parte resinosa: ecco le botaniche del Gin Senensis, eccellente sia in miscelazione che in cucina, specie per marinature e sfumature.

Vi avevamo promesso un gin per provincia, è vero, ma in mancanza di contenuti a Massa-Carrara e Pistoia abbiamo pensato di arrivare comunque a quota 10 con altre due celebri realtà toscane che – proprio come le altre sopracitate – si sono affermate ben al di là dei confini regionali: GinArte e Winestillery.

GINARTE

GinArte Dry Gin è stato il primo gin italiano a creare un collegamento tra il mondo del distillato a base di ginepro e il mondo dell’arte, sia a livello visuale che nelle botaniche. L’anima artistica di questo gin risiede sia nella bottiglia, ogni volta ispirata o personalizzata da artisti diversi (creando così delle edizioni sempre differenti e facendola diventare un oggetto da collezione), sia nel cuore del distillato stesso. Alle bacche di ginepro raccolte nell’Appennino toscano si uniscono altre dodici botaniche, le quali hanno tutte un legame particolare con la pittura rinascimentale. Elementi come la nepitella, lo zafferanone, la reseda odorata, il cardamomo e il guado di Montefeltro erano infatti usati per la creazione di pigmenti colorati dai più importanti pittori dell’epoca di Leonardo. In aggiunta, erbe come angelica, lavanda, ibisco, fiori di sambuco, germogli di pino, pino mugo e aghi di abete consentono di realizzare un gin pulito, complesso e raffinato.

WINESTILLERY

Enrico Chioccioli Altadonna, giovanissimo imprenditore toscano proveniente da una famiglia da sempre legata al mondo del vino, dopo un brillante inizio di carriera da avvocato ha deciso di abbandonare la giurisprudenza per dedicarsi alla distillazione. E lo ha fatto in maniera solenne, inaugurando Winestillery, la prima distilleria del Chianti Classico. Qui, immerso nel verde, riscopre antiche tecniche e sperimenta nuovi metodi produttivi. Tra vermouth color vino (ovviamente senza caramello) e saporitissime vodke, il prodotto di punta della sua proposta è però senza dubbio il London Dry, che racchiude in sé la perfetta esemplificazione di ciò che è il terroir (concetto molto caro ai viticoltori), espandendone i confini alla categoria del gin. L’alcol usato è a base di vino dell’azienda stessa, distillato dall’alambicco Pot Still “Bacco”, a cui viene unita una selezione unica di botanici della tradizione toscana. Il risultato? Uno spirito capace di trasportarti nel cuore della nostra regione, direttamente a Gaiole in Chianti. Esiste anche una versione limitata di questo gin, chiamata Copper Strength, che viene imbottigliata alla gradazione in cui esce dall’alambicco, ovvero 70% vol. alc.: equilibrato ed esplosivo, questo gin limited edition mantiene infatti inalterate tutte le note del fratello minore, se possibile esaltandole ancora di più. Senza dimenticare, a firma sempre Winestillery, il pluripremiato Old Tom Gin…

Infine, proprio perché il gin ci piace e ci appassiona tanto, vogliamo regalarvi una bella novità di mercato per questo 2021:

J. BERRY

J. Berry Gin è il nuovo gin pensato e realizzato dallo chef Luca Pecorini per Futa S.r.l., in collaborazione con Paolo Gargano per Fine Spirits. La sua base deriva dallo stesso tipo di alcol che costituisce lo scheletro portante di VKA Vodka, quindi toscano, biologico e da grani teneri quali il Verna, il Bolero e il Sieve soltanto per citarne alcuni. Le botaniche, tutte provenienti dalla suddetta regione, partono ovviamente dal ginepro, proseguono con l’elicriso e chiosano con l’arancio amaro, nell’accezione della pelle esterna e accuratamente privata dall’eburneo. Una gran bella novità per il mercato degli spirits, da apprezzare sia in purezza che in miscelazione con un equilibrio di sapori e sentori all’insegna della toscanità.

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