Duomo di Firenze vs Duomo di Siena: qual è il più bello?

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Tra il duomo di Firenze e quello di Siena è veramente difficile scegliere qual è il più bello, ma soprattuto non vogliamo essere noi a prenderci la responsabilità di questo giudizio potremmo essere “inforcati” dagli uni o dagli altri.

Il campanilismo infatti in Toscana è il sale della conversazione, della risata e della polemica; tra Firenze e Siena bisogna scomodare la storia e Dante Alighieri per fissare la data d’inizio di una competizione ancora in atto: era il 1260 quando a Montaperti i guelfi (fiorentini) si scontrarono con i ghibellini (senesi) con la vittoria temporanea di quest’ultimi.

Ma la sfida non finì qui e nel corso dei secoli le due città spesso si confrontarono non solo nel campo di battaglia, ma anche in quello della bellezza e della gloria eterna: furono, infatti, impegnate contemporaneamente nei cantieri di costruzione delle rispettive cattedrali, riviste e rimaneggiate per secoli, ma il cui risultato fu davvero incredibile. Due chiese straordinarie per architettura e opere d’arte, di forte impatto visivo, simboli del Rinascimento europeo in tutto il mondo e della potenza delle rispettive città, che ancora oggi competono per fama, bellezza e numero di visitatori. 

È difficile scegliere quale sia la più bella perché entrambe si distinguono per caratteristiche uniche, incomparabili e straordinarie, ma eccone alcune:

duomo di Firenze

La grandezza

Il duomo di Firenze, dedicato a Santa Maria del Fiore, fu la cattedrale più grande del mondo nel Quattrocento, mentre ora si classifica al terzo posto dopo S. Pietro a Roma e St. Paul a Londra; quando i senesi si accorsero che i fiorentini stavano facendo le cose in grande, decisero di allargare il perimetro del duomo di Santa Maria Assunta, ma il progetto non fu mai completato.

Opere da record

Nel 1420 Filippo Brunelleschi realizzò per il duomo fiorentino la più grande cupola in muratura mai costruita fino ad allora: “Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande” così si espresse Leon Battista Alberti; al suo interno si trova la più grande superficie decorata ad affresco da Federico Zuccari e Giorgio Vasari.

Quest’ultimo scrisse nelle sue ViteAl più bello et al più grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto” riferendosi al pavimento del duomo di Siena, una delle più pregiate e straordinarie opere in tarsia marmorea, eseguita in oltre quattro secoli e ammirabile dall’alto della Porta del Cielo, un nome che sembra uscito dagli scenari fantasy di Game of Thrones ma che in realtà porta davvero il pellegrino a contemplare un paradiso marmoreo. 

pavimento del duomo di siena

Artisti famosi

Entrambi i cantieri delle cattedrali videro la presenza di diversi artisti famosi che parteciparono alla progettazione o alla decorazione degli interni: se a Firenze si fanno i nomi di Arnolfo di Cambio, Donatello, Lorenzo Ghiberti, Giotto, Brunelleschi e Michelangelo, a Siena rispondono con Nicola e Giovanni Pisano, Michelangelo, Domenico Beccafumi, Gian Lorenzo Bernini, Pinturicchio e un giovane Raffaello Sanzio.

Opere nelle opere

Sarebbe impossibile elencare tutte le opere d’arte esposte e contenute nelle rispettive cattedrali, ma fra queste non si può non citare il campanile di Giotto adiacente al duomo di Firenze e la Libreria Piccolomini con i suoi splendidi affreschi all’interno del duomo di Siena.

libreria piccolomini siena

Esoterismo e mistero

Davanti al Duomo di Firenze sorge il Battistero ricco di simboli esoterici come il numero dei lati (8 rimanda alla vita e alla resurrezione), i segni zodiacali presenti nel pavimento della porta Nord e il palindromo “en giro torte sol ciclos et rotor igne” che circonda un sole fiammeggiante. Anche nella facciata del Duomo di Siena si trova il palindromo “Sator” che forma una sorta di quadrato magico legato alla presenza dei Templari nella città; inoltre il pavimento decorato a tarsie marmoree è ricco di simboli esoterici come la ruota della fortuna a otto bracci e la rappresentazione di Ermete Trimegisto, fondatore della scrittura e dell’alchimia.

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