Progetto “Firewise”: la Gestione del Rischio Incendi in Toscana
Il fotografo fiorentino Gianmarco Caroti ha documentato come la Regione Toscana ha dato vita al primo esperimento italiano di “Firewise communitis”, l’applicazione del modello statunitense di prevenzione antincendi attraverso la partecipazione civica attiva.
Il progetto di fotografia documentaria di Gianmarco Caroti si articola attorno alla straordinaria esperienza delle comunità Firewise in Toscana, rappresentando un’indagine visiva approfondita su quello che costituisce il primo esperimento italiano di implementazione di un modello di prevenzione antincendi di derivazione statunitense.
L’autore è stato particolarmente magnetizzato da questa complessa narrazione territoriale per una molteplicità di ragioni che intrecciano sensibilità ambientale e interesse sociologico: se da un lato la questione ambientale rappresenta il substrato fondamentale della sua ricerca, dall’altro sono due elementi specifici ad aver catalizzato la sua attenzione investigativa e il suo approccio documentaristico.

L’indagine visuale esplora la complessa architettura di governance collaborativa che vede convergere il settore pubblico istituzionale, l’iniziativa privata e il tessuto associativo del volontariato AIB in un modello inedito di co-produzione della sicurezza territoriale.
Il corpus fotografico documenta la transizione epistemologica dal tradizionale approccio di “lotta attiva” verso strategie preventive integrate, imposte dall’accelerazione dei fenomeni climatici estremi e dalla crescente antropizzazione delle aree di interfaccia urbano-forestale.

Attraverso una metodologia documentaria rigorosa, il progetto cartografa l’evoluzione delle pratiche di auto-protezione comunitaria nei territori pilota di Calci, Vicopisano, Castiglione della Pescaia e Scarlino, analizzando le dinamiche di resilienza sociale e la costruzione di una nuova cultura del rischio.
La ricerca fotografico si configura quale strumento di analisi critica del processo di territorializzazione delle politiche di prevenzione, attestando il ruolo pionieristico della Toscana nell’innovazione delle strategie di mitigazione del rischio incendi a scala nazionale.

Il primo aspetto che ha profondamente impressionato Gianmarco risiede nel carattere pionieristico e sperimentale dell’iniziativa toscana, che si configura come un unicum nel panorama nazionale della gestione del rischio incendio.
La Regione Toscana, attraverso l’adozione del programma Firewise – originariamente sviluppato dalla National Fire Protection Association americana negli anni Novanta – si è posizionata come laboratorio avanzato per l’innovazione nelle strategie di prevenzione, anticipando tendenze e metodologie che potrebbero ridefinire l’approccio nazionale alla protezione del patrimonio forestale.

Questa leadership regionale nell’adozione di modelli internazionali rappresenta per l’autore non solo un fenomeno di interesse documentaristico, ma anche un esempio virtuoso di trasferimento tecnologico e culturale tra contesti geografici e istituzionali differenti.
Il secondo elemento che ha catalizzato l’interesse della ricerca è l’eccezionale architettura collaborativa che il progetto è riuscito a generare sul territorio: una rara e virtuosa sinergia tra enti pubblici e soggetti privati che trascende le tradizionali compartimentazioni istituzionali.

Questa collaborazione, che vede convergere in un’azione coordinata cittadini residenti, istituzioni regionali, amministrazioni comunali, Unioni dei Comuni e volontariato AIB, rappresenta un paradigma innovativo di governance territoriale che sfida la convenzionale dicotomia pubblico-privato.
Fondamentale nell’approccio metodologico è stata la focalizzazione sulla dimensione comunitaria del progetto, con particolare attenzione rivolta all’analisi della percezione sociale del rischio incendio e alle modalità attraverso cui le comunità locali hanno metabolizzato e reagito positivamente all’iniziativa Firewise. L’autore ha concentrato la propria ricerca fotografica sulle trasformazioni avvenute nel tessuto sociale dopo il devastante incendio del 2018 sui Monti Pisani, evento che ha rappresentato un punto di svolta nella consapevolezza collettiva del rischio.

Attraverso il suo obiettivo, il fotografo fiorentino documenta come questa esperienza traumatica abbia generato una crescente sensibilità ambientale e una maggiore propensione alla partecipazione attiva nelle strategie di prevenzione, trasformando il territorio da vittima passiva a soggetto attivo nella gestione del rischio.
Il progetto esplora quindi la metamorfosi culturale delle comunità rurali toscane, catturando l’evoluzione dalla percezione del fuoco come fenomeno ineluttabile verso l’adozione di pratiche collaborative di autoprotezione, testimoniando come l’esperienza del trauma possa trasformarsi in catalizzatore di innovazione sociale e resilienza territoriale nella Toscana contemporanea.