HuCare – il medico in tasca

0

Nasce a Firenze, HuCare, l’app per gestire i medicinali e le terapie di se stessi e degli altri.

giacomo-sebregondi

Giacomo Sebregondi

E se ci fosse un’app anche per ricordarsi di prendere le medicine o di dare le vitamine al bimbo e la pasticca al nonno? Da oggi c’è. Si chiama HuCare e promette di rendere la vita più semplice a tutti coloro che seguono una terapia (dall’antibiotico per la gola alla pasticca per la pressione) o che si assumono l’arduo compito di farla seguire ai propri familiari. In pratica sarà come avere il proprio armadietto dei medicinali, il medico di famiglia e il farmacista di fiducia sempre in tasca. A portata di smartphone. A progettare e sviluppare la app è una giovane start-up fiorentina, che ha scelto Firenze come città pilota per la diffusione capillare. Abbiamo incontrato Giacomo Sebregondi, project manager e responsabile della comunicazione.
1) HuCare app, in poche parole a cosa serve?
Oggi HuCare serve per gestire medicinali e terapie proprie e dei propri cari, come genitori anziani o figli piccoli e per risparmiare in farmacia. Domani sarà lo strumento con cui ognuno di noi potrà monitorare e gestire comodamente tutti gli aspetti della propria salute. Funziona come un pill reminder, ovvero ti ricorda quando devi prendere la medicina (e quale, se ne assumi più di una). Ma non solo: si presenta graficamente come un vero e proprio armadietto dei medicinali e ti ricorda anche quali scatole hai in scadenza o stai per esaurire, aiutandoti a trovare le farmacie più vicine o più convenienti per il farmaco che stai cercando.
2) A chi serve?
Principalmente a chi assume medicinali in modo continuativo, in modo cronico o per terapie temporanee e a chiunque capiti spesso di ricomprare medicinali già presenti nel proprio armadietto. Quasi il 40% delle persone in Italia soffre di una patologia cronica (dall’ipertensione all’artrite, passando per allergie, osteoporosi, bronchite, asma e diabete). Pensiamo che HuCare possa essere molto utile anche alle mamme e in generale ai care givers. Solo a Firenze HuCare potrebbe semplificare la vita a circa 75.000 persone. Ma è un calcolo fatto al ribasso.
3) Qual è il potenziale di questo progetto?hucare-2
Si dice che lo smartphone sia il nuovo coltellino svizzero dai mille usi. Con la differenza che non ce l’hanno in tasca solo boy scout e MacGyver, ma il 75,7% degli italiani. Il nostro obiettivo è quello di aumentare l’aderenza terapeutica, soprattutto nei casi di malattie croniche, e abbiamo degli ottimi modelli in questo senso negli Stati Uniti, dove app di questo tipo hanno portato l’aderenza alla terapia dal 50 all’80%.
4) Qual è il vostro obiettivo nel breve e nel medio termine?
Vorremmo raggiungere circa il 6/7% delle farmacie in 3 anni, un risultato ambizioso ma non impossibile. Al tempo stesso vorremmo continuare a sviluppare l’app integrandola con il Fascicolo Sanitario Elettronico e la ricetta elettronica. Ci siamo già attivati con le istituzioni per capire quale percorso seguire.
5) È prevista una versione in altre lingue?
Sì, crediamo che una app del genere possa essere di grande aiuto agli stranieri che si trovano in Italia per motivi di svago, di studio o lavoro, ma anche per tantissime badanti, spesso non italiane, che si trovano a gestire i piani terapeutici degli anziani.
6) Sarà utile anche per i medici di famiglia?
Sì, nei prossimi mesi svilupperemo un portale completamente gratuito per i medici di famiglia, attraverso il quale possano monitorare al meglio i pazienti ed evitare di prescrivere farmaci inutili (perché già in possesso) o in conflitto con altri medicinali assunti al momento.
7) Come start-up, che obiettivi di crescita vi siete posti?
Vorremmo raggiungere il punto di pareggio entro 2 anni per poi provare a replicare il modello anche nel resto d’Europa. Secondo una ricerca Accenture, solo negli Stati Uniti, I’mHealth – la salute mobile – genererà ricavi globali per 25 miliardi di dollari entro il 2017. Noi vorremmo essere la risposta italiana.
8) E se vi proponessero di vendere la app?
Preferiremmo degli investitori, ma vediamo… quanto mi dai? •

Testo di Paola Ferri
Foto di HuCare

ENGLISH VERSION>>>>
hucareWhat if there was an app to remind you to take your daily pill, or to give your children their antibiotics? Wouldn’t it be much easier? Well, that’s actually possible now. The app is called HuCare and was designed to make things easier for those who follow a treatment or supervise someone else’s treatment. The app was developed by a young Florentine start-up who chose Florence as its pilot town. We met Giacomo Sebregondi, Project and Communications Manager.
1) In a few words, what’s HuCare for?
At the moment HuCare app can be used to organize yours and your family treatments. It works as a pill reminder, it reminds you what time you should take your medicine (and which one, if you’re following more than one
treatment). Graphically it looks like a medicine cabinet and it also warns you if your medicines are about to expire.
2) Who needs it the most?
People affected by chronic pathologies who have to take medicines everyday or people who have to follow temporary treatments. We think HuCare can be useful for mothers and care givers in general. We estimated that it could simplify the lives of at least 75.000 people.
3) What’s the potential of this project?
As the smartphone is our new Swiss army knife, owned by the 75,7% of Italian people, our aim is to improve adherence to therapies, especially for chronic cases.
4) What’s your short term goal?
We would like to reach 6/7% of the pharmacies within the next 3 years and integrate the app with the Electronic Medical Records and Electronic Prescriptions. We’re already liaising with the institutions for this.
5) Is the app going to be translated in other languages?
Yes, we think it may be of great help for foreigners in Italy.
6) Would it be useful for GPs too?
Yes, a whole new portal will be designed in the next few months: it will be useful not to prescribe medications that patients already have or which may interact in a bad way with other prescriptions.
7) As a start-up, which are your goals?
We aim to break even within the next 2 years, then try to do the same in the rest of Europe. According to a research by Accenture, the app I’mHealth in the US will make a 25 billion dollars profit by 2017. We would like to be the Italian version of it.
8) What if you were proposed to sell the app?
We’d rather prefer investors, anyway… how much do you pay?

Share.