Il food concept di Pure Stagioni

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Confettura come caviale: il food concept di Pure Stagioni. Le eccellenze devono farsi riconoscere al primo assaggio, ma anche al primo sguardo. Come le confetture di Pure Stagioni, tripudio di sapori e colori tutto fiorentino.

 

La conosciamo tutti, la sbocconcelliamo sulle fette biscottate con il primo caffè del mattino, tra uno sbadiglio e l’altro, la gustiamo a cucchiaiate quando nessuno ci vede (speriamo!) o ci accompagniamo i formaggi più pregiati.
La confettura, insomma, è protagonista indiscussa della nostra giornata, dolce compagna della colazione – e non solo – italiana. FUL ha scavato come sul fondo di certi barattoli che conosciamo, per portarvi in una dimensione diversa di confettura.
Quella di Pure Stagioni, brand di eccellenze alimentari nato a Firenze, ma con lo sguardo ben più lontano.

Abbiamo incontrato Federico Marinelli, proprietario e primo sostenitore della filosofia aziendale, per rispolverare le origini del progetto e svelarvi un mondo di autentiche bontà.

Federico ci racconta che l’idea di conservare le stagioni in barattolo – claim esplicativo del prodotto – nasce nel 2014, con l’obiettivo di unire una tradizione trasversale a livello generazionale con un packaging e tecnologie all’avanguardia. Certo perchè, se è vero che il sapore è – o dovrebbe essere – il fattore chiave nel settore food, anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto al giorno d’oggi.

Di questo Federico si dice convinto:

ho sempre considerato i prodotti enogastronomici italiani ottimi, ma spesso accompagnati da packaging mediocri”.

Per affermare la qualità del prodotto, insomma, non si può tralasciare aspetto e forma, anche per valicare i confini nazionali, oltre che fiorentini. Un progetto ambizioso, che mira a posizionarsi sul mercato globale; come eccellenza gastronomica italiana, off course.

Ma cosa caratterizza le Pure Stagioni in sostanza?

Confetture di altissima qualità, con il minimo numero di ingredienti possibili – tendenzialmente frutta e zucchero. Il processo produttivo è particolarissimo di per sé, differente da quello utilizzato dalle altre aziende del settore: la frutta, acquistata da fornitori locali selezionati con cura, viene congelata prima dell’utilizzo. Ciò consente un miglior prodotto finito sia dal punto di vista gustativo che cromatico oltre che vitaminico. La cottura, inoltre, avviene con macchinari all’avanguardia, in regime di sottovuoto, ad una temperatura di circa 75 gradi. Il risultato? Una concentrazione naturale del prodotto – senza aggiunta di pectine – che conferisce un sapore pieno e rotondo, molto più autentico rispetto alle alternative presenti sul mercato.

Come ci spiega Federico, infatti, i suoi competitors utilizzano le pectine per gelificare la quantità d’acqua presente nella frutta, in modo da ottenere un maggiore output a basso costo, diluendo però di gran lunga il sapore della confettura. Un cucchiaino di Pure Stagioni, in sostanza, contiene il doppio della frutta di altri prodotti: in ogni vasetto, la quantità media di frutta impiegata varia dal 90% al 110%. Un primato in fatto di sapore, non c’è dubbio!

Ma il palato non è l’unico a percepire l’unicità del brand fiorentino: il packaging è tutt’altro che convenzionale e non passa certo inosservato sugli scaffali di marmellate e creme dolci. Come sapete, a FUL siamo curiosi per natura: non potevamo non approfondire una scelta così fuori dagli schemi. Ma lo facciamo solo a beneficio del nostri lettori…forse.

Federico, dal canto suo, non vede l’ora di raccontarci la filosofia dietro l’esclusivo packaging: il caviale è considerato un alimento di fascia alta per definizione. Utilizzare il vasetto del caviale per contenere una confettura comunica un messaggio di qualità e alto livello del prodotto. Inoltre il contenitore scuro protegge il prodotto dai raggi solari, preservandone le caratteristiche organolettiche.
Insomma, il virtuosismo estetico si combina a un’esigenza di qualità e conservazione del prodotto. Uno a uno, palla al centro.
Trattando di eccellenze gastronomiche, non tutti si accontentano di un’unica composizione:
le Pure Stagioni si declinano in tre linee dolci, per accontentare mille sfumature di palati.
Diverse combinazioni, accomunate dalla qualità delle materie prime e dalla passione per le cose buone.

La linea Classica è l’originaria: tanta frutta ed il solo zucchero necessario a garantire la conservazione – ne contiene circa 50g ogni 100g di prodotto finito. Non si tratta, in ogni caso, di zuccheri aggiunti ma di zuccheri complessivamente presenti nel prodotto.

La linea Dolcissima è una variante con un maggiore tenore zuccherino, circa il 10%. E’ la soluzione ideale per chi ricerca, nella marmellata, una spiccata sensazione di dolcezza.

La linea Armonia, infine, senza zuccheri aggiunti, è a basso contenuto calorico e glicemico. È stata sviluppata, in origine, pensando ai soggetti con problematiche legate all’assunzione di zucchero, sostituito qui da estratti naturali. Stessa sensazione di dolcezza, senza alcun apporto calorico.

Come anticipato, però, la confettura è sempre più presente sulla tavola italiana, non solo in momenti di dolcezza, anzi! Federico non si è lasciato sfuggire la tendenza, creando una nuova linea per abbinamenti salati. In questa scelta convergono diversi fattori: esigenza di diversificare e voglia di estendere il momento di consumo di un prodotto come la confettura, utilizzando il dolce per esaltare il salato.

So che ve lo state chiedendo – a noi la curiosità si è fatta sentire subito: in una gamma così vasta di eccellenze, quali Pure Stagioni preferisce chi le ha create?

Albicocca, perché dolce ma con una punta di acidità; fragola per il sapore rotondo e burroso e, tra i gli abbinamenti salati, cipolle per il connubio tra dolce e salato.
Avete l’acquolina in bocca o un lieve languorino nello stomaco? Lo crediamo bene…Se volete assaggiare queste eccellenze fiorentine, aguzzate la vista nelle migliori boutique gastronomiche nazionali. Oppure acquistate comodamente da casa: sull’e-commerce foodscovery oltre che sul sito ed e-shop ufficiale purestagioni.it.

Buon appetito!

Elisa D’Agostino

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