Le nuove mostre del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

Un’estate all’insegna dell’arte contemporanea con diversi progetti ed eventi. Cinema, musica, architettura, design, moda e letteratura sono tutti i campi supportati dal Centro in quanto espressione del contemporaneo.

Tremila mq di sale espositive, un archivio, 60.000 volumi della biblioteca specializzata CID/Arti Visive, un auditorium-cinema,  un bookshop, un ristorante, un bistrot e un teatro all’aperto: ecco com’è strutturato il complesso del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Progettato con lo scopo di presentare, collezionare, documentare e supportare le ricerche artistiche degli ultimi tempi, la realtà organizza eventi, iniziative, progetti e mostre. Il programma 2022 è caratterizzato dalla valorizzazione del patrimonio museale, dalla promozione delle relazioni con il territorio, da progetti di grandi artisti internazionali, dall’attenzione alla ricerca e all’accessibilità a tutti i pubblici.

Come ha affermato il direttore Stefano Collicelli Cagol il 26 marzo 2022 per la presentazione del nuovo piano di appuntamenti: “Il Centro Pecci è un centro e non un museo: la sua è una prospettiva volta al futuro con una vocazione interdisciplinare. Moda, cinema, musica, architettura, design, danza, teatro, letteratura e arti troveranno spazio all’interno del Centro intrecciandosi alle sue attività per migliorare il benessere della comunità di Prato e del pubblico nazionale e internazionale che lo visiterà. Come una cassa armonica da cui si propagano onde sonore che attireranno nuove realtà al suo interno, così il Centro Pecci vuole essere uno snodo per la promozione e la circolazione dei linguaggi contemporanei in Toscana, intessendo importanti relazioni con le principali istituzioni culturali della regione” L’obiettivo principale è quello di affermarsi come un centro di riferimento nazionale e internazionale per la creatività contemporanea, ma anche di coinvolgere in modo attivo la comunità facendo del museo uno spazio comune.

Vi raccontiamo le mostre e gli eventi previste per i prossimi mesi

Schema 50

In occasione del 50° anniversario della fondazione di Galleria Schema (1972 – 1994) – spazio di ricerca delle neoavanguardie nazionali e internazionali a Firenze – il Centro Pecci inaugura un’esposizione dedicata all’attività sperimentale della galleria e all’opera concettuale e antropologica del suo fondatore, l’artista Alberto Moretti di cui quest’anno ricorre il centenario della sua nascita. Dallo scorso 11 giugno fino al 9 ottobre 2022 è possibile ammirare un’ampia selezione di opere originali e documenti di archivio. Schema è stata una delle casse di risonanza italiane nei primi anni Settanta dell’architettura radicale legata anche alle figure dell’artista fiorentino Mario Mariotti e di Lara Vinca Masini critica attenta ad esperienze artistiche indipendenti. Infatti, fin dall’inizio la galleria organizzava azioni performative che l’hanno resa un punto di riferimento nel panorama artistico italiano. Nello spazio si discutevano i cambiamenti in atto nel mondo dell’arte e arrivavano alcuni dei maggiori artisti internazionali e italiani. Questi sono in mostra oggi al Centro Pecci.

A Moretti è dedicata un’importante capitolo espositivo. Negli anni di Schema passò da una pittura di stampo minimalista a un’indagine di carattere scientifico e filosofico sull’opera pittorica e poi a sperimentazioni con l’uso della fotografia associata a citazioni letterarie e ad approfondimenti delle corrispondenze simboliche sul tema dell’appropriazione, fino al progetto di carattere antropologico e sociale Techne e lavoro come arte, donato dall’artista al Centro Pecci nel 2010 con un’installazione fotografica e testuale e un libro d’artista.

La mostra è stata ideata da Stefano Pezzato responsabile di collezioni e archivi del Centro Pecci, e realizzata dal museo in collaborazione con Raul Dominguez, co-fondatore di Schema e direttore di Fondazione Alberto Moretti / Galleria Schema di Carmignano, con la supervisione scientifica e le ricerche di Desdemona Ventroni.

ZWEI (due) e Altri venti – Ostro

Nella stessa dato sono stati presentati al Centro Pecci: i due progetti vincitori della IX edizione dell’Italian Council 2020: la videoinstallazione monocanale ZWEI (due) di Christian Niccoli e il progetto Altri venti – Ostro di Bruna Esposito. I temi progetto di Niccoli sono l’interdipendenza e l’impatto delle nostre scelte sugli altri sia a livello personale che in una dimensione più estesa. L’opera è composta da un monitor montato verticalmente e racconta una metafora sociale: due uomini sono legati da una dipendenza reciproca, cioè sono appesi alle due estremità di una corda che giace su un muro molto alto. Sono quindi in un limbo apparentemente eterno, senza davvero trovare una via d’uscita comune. L’installazione è accompagnata da un libro pop-up edito da Silvana Editoriale, in cui la storia raccontata è trasposta in formato cartaceo. I cinque pop-up raccontano i due individui in bizzarre situazioni di bilico.

Altri venti – Ostro è, invece, un’esortazione poetica e politica a prendere coscienza dell’impatto dei nostri gesti. In tempi in cui il tema dell’incontro è quanto mai attuale, l’artista ci propone un luogo di pausa, una sosta che diviene un invito a prendere coscienza dell’importanza delle nostre azioni quotidiane e a considerare l’inevitabilità di altre scelte nonché della potenza della semplicità. Un’ode alle soluzioni antiche e frugali. Lo scopo è quello di creare uno spazio caricato del significato di possibili relazioni, riflessioni e significati. L’installazione è composta da un gazebo di materiali naturali (pali di bamboo e corde), un luogo ospitale, abitato dall’aria mossa dalle pale di un ventilatore alimentato da energia fotovoltaica, oltre che dalla presenza di eliche navali, elemento ricorrente nelle opere di Esposito. Il progetto – realizzato in collaborazione con Magazzino Italian Art, New York (USA), UNTREF, Buenos Aires (Argentina), Istituto Italiano di Cultura di Lisbona (Portogallo), Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (Italia) e di Tools for Culture  – è il primo di più variazioni sul tema che evoca i venti caldi del Mediterraneo: libeccio, scirocco, grecale.

Questi due lavori entreranno a far parte della collezione permanente del Centro Pecci e sottolineano la volontà del museo di affermarsi come luogo aperto alla città e alla partecipazione che permetta di fruire di un’offerta museale differenziata e interdisciplinare per differenti tipi di pubblico e che sia uno snodo di promozione e circolazione dei linguaggi contemporanei in Toscana.

Namsal Siedlecki. Mvaḥ Chā

Sempre dallo scorso 11 giugno fino al 28 Agosto 2022 sarà esposto presso il Cassero di Prato la serie di sculture in bronzo realizzate da Namsal Siedlecki nel 2019 durante un periodo di residenza a Kathmandu, dove, in alcune fonderie locali, l’artista ha sperimentato e approfondito la tecnica della fusione a cera persa nepalese. Il titolo- che significa crisalidi – deriva dalla pratica quotidiana delle botteghe: mentre in Europa il modello in cera viene ricoperto da mattone triturato e gesso, in Nepal si utilizza un composto chiamato appunto Mvaḥ Chā, fatto di argilla, sterco di vacca e pula, ovvero l’involucro dei chicchi di riso. Il tutto, solitamente distrutto per portare a termine il processo di fusione, risulta talmente spesso da nascondere la forma originale e, in un ribaltamento di funzioni, Siedlecki lo trasforma in opera. I suoi lavori, infatti, hanno una massa indeterminata ed indefinita ma dotate di un’espressività forte e primitive. Liberi da canoni proporzionali e precisi riferimenti anatomici conservano una sottile relazione con l’iconografia religiosa induista e buddista e creano un dialogo con l’ignoto, fra passato e presente, oriente e occidente.

Il progetto – a cura di Camilla Mozzato e organizzato in collaborazione tra il Centro Pecci e il Museo di Palazzo Pretorioè – è stato realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (6. Edizione, 2019), il programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Anche queste opere entreranno a far parte della collezione permanente del Centro Pecci.

Centro Pecci Summer Live

Ma il Centro Pecci non è solo mostre ed esposizioni ma anche eventi. Infatti, fino al 21 luglio si terranno concerti e dj set negli spazi del teatro all’aperto e del museo che – come una pizza cittadina – permetterà al pubblico di tornare a ballare e ospiterà i molteplici linguaggi dell’arte. La rassegna “Centro Pecci Summer Live” – giunta alla sua quinta edizione – è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Prato e sostenuta da ChiantiBanca e Unicoop Firenze, partner storici del Centro. Le serate sono ad ingresso gratuito ogni giovedì e vedranno alternarsi figure di rilievo della produzione artistica e culturale indipendente. Il 10 giugno si è tenuto il primo della serie di eventi con il dj set del collettivo romano Industria Indipendente, il secondo il 16 giugno scorso ha visto Playgirls from Caracas – progetto leccese – dare il via ad una serata danzante attraversando generi e periodi differenti in una sorta di archeologia queer in cui trovano spazio pop e punk, elettroclash e trash.

Ecco, invece, il programma dei prossimi appuntamenti:

Il 23 giugno, dalle 20:00 alle 23:30 LUWEI – dj della scena dei club underground cinesi e resident di Radio Raheem Milano, i cui set esplorano sonorità territoriali e influenze geografiche.

Il 30 giugno, dalle 18:00 alle 23:30 è prevista Immaginari. Habitat di resistenza a cura di Jermay Michael Gabriel in collaborazione con The Recovery Plan. Una serata in cui si alterneranno workshop, cucina, live performance dj set dedicati alla creazione di uno spazio di rivendicazione e resistenza per esplorare tematiche di decolonizzazione delle istituzioni museali e immaginare, in modo critico e corale, nuove prospettive future. L’evento si apre con il workshop di Pape Diaw, per proseguire con la performance di danza Labels di Nnamdi Nwagwu, il concerto per pianoforte di Ian Ssali e i set di Dj Condoii, Plethor X e Xaxer. Un format che coinvolge anche Cargo bar/bistrot che per l’occasione ospita la cucina di Ibrahim Jaiteh.

Il 7 luglio, dalle 20:00 alle 23:30. La piattaforma queer transfemminista Tomboys don’t Cry racconterà avventure post-identitarie nel perimetro del Club, anche metaforico, uno dei suoi territori di ricerca favoriti. Per l’occasione invita tra le sue fila anche Adele H, progetto discografico dalle melodie dream pop di Adele Pappalardo.

La rassegna si conclude il 21 luglio dalle 20:00 alle 23:30 con il dj producer romano Hugo Sanchez, figura storica della produzione culturale indipendente, con le sue feste di liberazione queer e l’attività con il laboratorio Pescheria da cui nasce la festa di culto Tropicantesimo. In occasione del finissage della mostra Il giardino dell’arte. Opere, collezioni, un’ultima serata che sottolinea la volontà del centro di affermarsi non solo come spazio culturale interdisciplinare ma di accogliere anche l’immagine di museo come giardino, luogo di ristoro e spazio di meraviglia.

Hugo Sanchez

Ma non è finita qui. Il Centro Pecci ha organizzato anche una serie di concerti dall’11 al 15 luglio alle 21:00 (i cui biglietti sono acquistabili su Ticketone.it e DICE).

L’11 luglio il Tre debutterà dal vivo con il nuovo album Ali – per chi non ha un posto in questo mondo;

Il 12 luglio, la voce della rivoluzione egiziana Ramy Essam. In una serata in occasione del Festival delle Colline alla sua quarantatreesima edizione. L’opening Act sarà a cura di Charlie Risso;

Il 13 luglio uno dei gruppi che hanno segnato la storia del rock italiano:  The Zen Circus;
Il 14 luglio, invece, sarà la volta di Pop X con uno show presentato appositamente per il Centro Pecci che ripercorre attraverso canzoni storiche e nuove la quindicennale carriera di questo progetto multiforme;

The Zen Circus

A conclusione, il 15 luglio l’artista romana R.Y.F. che presenta in concerto l’album acclamato dalla critica Everything Burns, nato dalla collaborazione con la celebre compagnia teatrale Motus per lo spetta- colo Tutto Brucia: un mix unico di elettronica e punk rock al servizio degli ideali di sovversione queer e femmi- nista.

Una serie di iniziative frutto della collaborazione tra il museo, il Comune di Prato e realtà culturali attive sul territorio che dimostrano che il Centro Pecci è uno spazio in cui tornare a condividere la socialità grazie ad un programma di iniziative che presenta una varietà di arti per tutti i pubblici e i gusti.

Foto a cura di Cetro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

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