Ligama: un murales per le leggi Livornine

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Ligama rilegge le leggi per ritrovare la stessa illuminante modernità attraverso l’indissolubile binomio: libertà giudiziaria, libertà culturale

Un grande murales dedicato a quelle leggi che fecero di Livorno un’approdo di modernità e ricerca, apertura e mescolanza, l’appendice sperimentale di Firenze. Come a fine ‘500 le leggi furono dirompenti, la scintilla per creare i presupposti di un porto ex novo, un pentagono utopico, oggi il murale di Ligama, con il suo estremo piglio contemporaneo e le note retrò di un rinascimento mediceo ancora intatto.

ligama leggi livornine
Foto della location prima della realizzazione dell’opera

Dopo il murale dedicato a Jeanne e Modiglini realizzato con le ragazze della galleria, questa volta torna a interpretare un nuovo tema, con il suo linguaggio realistico mai banale, ricco di visioni e simbologie affacciandosi su un canale della Venezia. Ogni giorno di lavoro i cittadini saranno invitati a passare sotto il muro per incontrare l’artista, scambiare opinioni e studiare le fasi del lavoro di questa arte urbana. 

Chi è Ligama e il suo murales a Livorno

Classe 1986, diplomato in Grafica all’Accademia di Belle Arti Catania, è stato Assistente alla cattedra di Incisione fino al 2015, dedicandosi alla sperimentazione di nuovi metodi di stampa, culminati in Storiche Alchimie Contemporanee, che è stato il primo Workshop di Incisione Atossica tenuto presso l’Accademia di Catania. Ancora studente è segnalato per tre edizioni al Premio Nazionale delle Arti (Catania 2007, Napoli

2010, Milano 2011) indetto dal MIBACT, nel 2010 espone alla Reggia di Venaria a Torino, presso le Scuderie di Juvarra, nel 2013 espone all’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma.

Nel 2015 abbandona la carriera universitaria per dedicarsi esclusivamente alla ricerca artistica incentrata sul rapporto tra il reale e il digitale, con la sua prima personale 8bit nelle gallerie Portanova 12 a Bologna ed El Magazein a Dignano (Croazia). La sua pittura riproduce i meccanismi di scomposizione e dissoluzione dell’immagine reale in pixel tipici del virtuale digitale.

Ligama street artist
Ligama durante la realizzazione del murales a Livorno

Ligama: dalla musica alla pittura attraverso un algoritmo

Nella sua indagine i pixel sono gli atomi di una nuova materia telematica e inconsistente, sono i pigmenti di una pittura divisionista, sono le celle che accolgono le frequenze suono-colore da lui analizzate e convertite attraverso un processo di co-creazione con un algoritmo di intelligenza artificiale. Per i suoi murales, Ligama effettua una scomposizione e dissoluzione dell’immagine in pixel tipici del virtuale digitale, ma con la maestria di un vero artista. I colori sono invece il risultato di un algoritmo creato in collaborazione con un ingegnere grazie al quale i dati scientifici di sequenze sonore sono raccolti, rielaborati e trasformati in colori così da creare una nuova teoria cromatica.

murales ligama in lavorazione
Il murales in lavorazione

La sua pittura si sviluppa in studio e nello spazio. L’oggetto da informare è al centro di un dispositivo di intelligenza connettiva che crea un dialogo tra la dimensione reale con quella digitale. Per i suoi murales invece, Ligama utilizza pittura a quarzo e spray che vanno a comporre soggetti ispirati soprattutto alle storie dei luoghi a cui essi appartengono, al fine di creare relazioni e identità attraverso la pittura.

Ideatori a partner del murales a Livorno di Ligama

L’opera è realizzata grazie alla volontà e al supporto dei Lions Livorno Host e della galleria Uovo alla Pop ( di cui abbiamo scritto qua), con il contributo della banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci, patrocinata dal Comune di Livorno, provincia di Livorno e approvata dalla Sovrintendenza alle belle arti, che ne ha riconusciuto in maniera eccezionale il valore artistico e valorizzazione dell’edificio

murales ligama livorno
Il murales di Ligama a Livorno
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Il murales per le leggi livornine

Ph by Pier Corradin

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Lucrezia Caliani

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo

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