Perché andare a vedere la mostra di Kane McLay

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Dal 16 ottobre al 6 novembre la Tobian Art Gallery di Firenze (via Maggio,60r) ospita la mostra “Incontri” dell’artista scozzese Kane McLay.

Noi di FUL ci siamo stati e vi diamo 6 motivi per fare altrettanto.

1 – Ritrovare se stessi nelle opere

Le opere del giovane artista parlano in maniera diretta e chiara al pubblico, ponendo davanti ad egli i lati più intimi dell’animo umano: la vulnerabilità, la lotta con sé stessi per individuare un’identità, la ricerca di un equilibrio e della propria essenza che giorno dopo giorno ognuno di noi porta avanti. Vedere rappresentato tutto ciò aiuta l’osservatore a sentirsi capito, egli si immedesima nei soggetti rappresentati in maniera immediata individuando in essi qualcosa di sé.

2 – Scoprire l’emotività nei quadri

Attraverso le combinazioni di colori e di segni dinamici è possibile immergersi in un percorso interiore che ci porta a fare pace con fragilità e insicurezze esternandole. Entriamo in contatto con le emozioni e le diverse sfaccettature dell’uomo in un alternarsi di paesaggi astratti di vita e forme umane. L’arte si relaziona con il quotidiano ed intimo essere di ognuno di noi.

3 – Aprire la mente

Kane afferma che l’intento della sua arte è quello di aprire la mente dello spettatore collegando diverse culture e religioni. Questo obiettivo è fortemente visibile nelle sue opere di cui i soggetti sono, infatti, donne di diverse origini ed etnie. L’artista nel video introduttivo – visibile alla mostra alla Tobian Art Gallery – afferma che la voglia di creare è il significato della sua esistenza, senza di essa si sentirebbe vuoto e in seguito consiglia di viaggiare per arricchirsi e migliorarsi. Sicuramente la mostra “Incontri” avvia un viaggio che trascina lontano dal centro storico di Firenze, isolando il mondo fuori e i rumori della città.

4 – Scoprire suggestioni diverse

I dipinti recuperano in maniera inedita l’arte rinascimentale. Un esempio della sperimentazione che l’artista scozzese ha portato avanti è il dipinto “David”, figura che rispecchia l’intento di catturare l’animale umano ed esprimere la natura primitiva dell’essere. Altra ispirazione – di cui ho parlato direttamente con Kane – sono i muri decadenti delle città italiane rappresentate nelle opere come superfici e forme stratificate.

5 – Capire il processo creativo

È possibile notare il processo di creazione e distruzione direttamente in alcuni dei quadri esposti. In alcuni di essi, infatti, l’artista ha cancellato le forme e ridipinto sopra di esse. Il suo modo di procedere è prettamente creativo, segue l’idea e la visione.  Kane afferma, infatti, che la creazione del segno è espressione dell’esistenza e il suo percorso creativo è istintivo e crudo.

6 – Scoprire un giovane talento

Non vi bastano i 5 motivi sopra elencati per andare a vedere la mostra?  Ve ne diamo un altro ancora: largo ai giovani artisti. Kane ha, infatti, appena 26 anni e ha già preso parte a mostre collettive in tutta la Scozia, tra cui RSA e RGI – Royal Glasgow Institute. È stato rappresentato dalla Compass Gallery alla London Contemporary Art Fair e le sue opere sono conservate in collezioni private a Londra, Parigi e Vancouver.

Un ultimo consiglio per entrare a pieno nel percorso creativo dell’artista e ammirare i dettagli della sua arte: nell’ultima stanza della Tobian Art Gallery su un tavolino c’è una piccola scatola con i bozzetti e disegni che Kane ha fatto per dare vita alle opere maggiori. Vale la pena osservarli e ammirare la potenza comunicativa dei soggetti.

Per riassumere in tre parole la mostra “Incontri” è immersiva, cruda e generativa perché avvia una riflessione nello spettatore che ne esce in qualche modo cambiato, sicuramente arricchito.

Articolo a cura di Giulia Massarelli

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