Roberto Taddei: le ballerine che danzano tra penna e anima
Dopo il successo dello scorso anno, Roberto Taddei torna a New York, nel cuore pulsante di Tribeca, per una nuova mostra collettiva che si terrà nel mese di novembre. Una riedizione del progetto espositivo che nel 2024 aveva portato per la prima volte le opere dell’artista negli States e che quest’anno si veste di un nuovo concept: “Le Ballerine”.
C’è una linea sottile tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo. Roberto Taddei la percorre ogni giorno, seduto alla sua scrivania, circondato da foto e schizzi su fogli volanti, con una penna Bic e una matita tra le dita. Non servono colori, non servono strumenti sofisticati: bastano l’occhio, la mano e quel dono misterioso che trasforma la realtà in emozione.
le ballerine
Un titolo che sembra quasi una metafora del suo modo di disegnare: leggero, preciso, sospeso tra grazia e controllo.
In una città come New York, patria mondiale della danza, Taddei porta con sé un immaginario fatto di equilibrio e movimento. Le sue ballerine non danzano solo sul palco: danzano sulla carta.
Ogni tratto racconta il respiro di un corpo che si muove, ogni ombra accenna a un passo, ogni dettaglio cattura la tensione invisibile che precede il volo.
Ma come sempre nel lavoro di Taddei, la tecnica è solo il punto di partenza. I suoi disegni, che a prima vista potrebbero sembrare delle superbe fotografie, non si limitano a riprodurre la realtà: la interpretano.
Roberto parte da una foto, una delle tante che scatta e conserva come appunti di vita, ma poi accade qualcosa: un passaggio silenzioso in cui il segno si fa pensiero, e il volto, il gesto, il paesaggio si caricano di qualcosa che va oltre la forma.
È lì che nasce la sua arte, nella capacità di disegnare l’anima.

la mostra
Roberto Taddei fa parte del nucleo di artisti supportati da “Tivarnella Art Consulting” di Trieste, che porta a New York la nuova edizione di Bottega ’500, collettiva che riunisce quattordici autori italiani contemporanei in un dialogo che intreccia la ricerca odierna con la memoria culturale del Rinascimento italiano.
Non una semplice citazione storica, ma un modello operativo: la “bottega” come spazio dove produzione, relazione e linguaggio convivono nello stesso gesto creativo. L’opera non è solo un oggetto, ma il risultato di uno scambio, di prossimità e costruzione di senso condivisa.
Il progetto nasce in collaborazione con l’associazione newyorkese PolentoNY, con la società giuliana Ven Julia e con Il Sestante, e porta la firma curatoriale di Enea Chersicola, che racconta:
“Dopo due edizioni di grande risposta da parte del pubblico americano, presentiamo un nucleo di opere inedite, selezionate per interrogare la sensibilità contemporanea, non per generare art entertainment.”

home gallery
Accanto alla mostra di Tribeca, Taddei sarà protagonista anche di un evento esclusivo nel quartiere di Soho, in una di quelle residenze private che solo New York sa trasformare in salotti d’arte.
Un incontro riservato a collezionisti e appassionati, dove alcune sue opere saranno presentate in un contesto intimo, lontano dal clamore delle gallerie, in quello spazio sospeso tra arte e vita quotidiana che è l’essenza della scena newyorkese.
Da una cittadina di mare in provincia a New York, dalla grafite alla penna Bic, la traiettoria artistica di Roberto Taddei è un dialogo continuo tra semplicità e profondità, tra disciplina e sentimento.
Le sue ballerine, come le sue donne, i suoi volti, i suoi scorci, sembrano invitarci a rallentare lo

sguardo, a ricordare che la bellezza non è mai solo ciò che appare, ma ciò che resta quando il segno smette di correre e comincia a sentire.
E in fondo, forse, è proprio questo il segreto di Roberto Taddei: disegnare non per rappresentare, ma per ascoltare il silenzio che vive dentro alle cose.
incontro al futuro
Uno sguardo anche al futuro prossimo: dal 04 dicembre, nel cuore della Roma giubilare, l’artista toscano presenterà per la prima volta il progetto “The Otherside” nella sua interezza. Nato dall’analisi del suo personale spettro emotivo, ogni lavoro recupera ciò che vive tra la nostra immagine reale, pubblica, quotidiana e ciò che si cela “dall’altra parte”, in quella dimensione intima che ognuno di noi possiede e che spesso ci rivela ora paure e incertezze ora grande forza d’animo e passioni.

In tal senso, The Otherside amplifica le qualità della carta che Taddei gestisce adesso attraverso i suoi media storici, dal carboncino alla grafite alla penna bic: ciò che ne risulta appartiene a un’armonia “in negativo” nei quali i pieni e i vuoti si scambiano, dove un sorriso affettuoso diviene un’apparenza logorata dall’abitudine, dove il richiamo alla propria identità si trasforma nel confronto spesso impari con il proprio “io”. Roberto Taddei – The Otherside, dal 04 dicembre, Borgo Pio Art Gallery, Roma.