Scripta 2026: l’arte a parole, torna il festival a Firenze
Cultura & Arte 8 Ottobre 2026 7 min di lettura

Scripta 2026: l’arte a parole, torna il festival a Firenze

Sedicesima edizione, titolo «Vista Mare»: dal 13 ottobre al 13 marzo 2027 libri, artisti e un premio per la giovane critica, dalla Brac ai circoli ARCI.

Scripta 2026

Scripta 2026: l’arte a parole, torna il festival a Firenze

Da martedì 13 ottobre si inaugura la sedicesima edizione di Scripta. L’arte a parole, alla Libreria Brac di Firenze in Via de’ Vagellai 18 r. L’edizione di quest’anno si estenderà fino al 13 marzo del 2027.

Il titolo scelto è “Vista Mare”, locuzione insolita per la città di Firenze, ma “l’augurio è quello di guardare il mare per nutrire l’immaginazione e per emancipare lo sguardo”- spiega il curatore Pietro Gaglianò – “il programma è quello di un’educazione estetica che sia attenta a chi si trova oltre il nostro orizzonte geografico, sociale, linguistico.

Il progetto Scripta coinvolge artisti e studiosi invitandoli a tenere presente la “vista mare” come soglia, come partenza, come approdo. Di primaria importanza, in questo mare dalle molte sponde, è il coinvolgimento dei pubblici, degli studenti, dei giovani artisti”. Con queste parole Pietro Gaglianò spiega il suo progetto, che mira a una valorizzazione artistica e culturale ponendo particolare attenzione al sostegno di artisti anche delle nuove generazioni.

Locandina di Scripta 2026 "Vista Mare": la scritta gialla su un cielo azzurro che si apre sul mare
La locandina di Scripta 2026. Immagine: Scripta / Libreria Brac

Nicholas Mirzoeff: Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale

La prima iniziativa di Scripta alla Libreria Brac sarà il 13 ottobre alle ore 18:30, con la presentazione di Nicholas Mirzoeff, docente alla New York University, del suo libro Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale, pubblicato quest’anno da Meltemi. L’autore ripercorre gli orrori della tragedia della Striscia di Gaza, che hanno avuto inizio dal 7 ottobre 2023. Si sofferma su tutta la brutalità della violenza coloniale, troppo spesso osservata dallo ‘sguardo bianco’ suprematista, che ne ha fatto della tragedia visione astratta e normalizzata.

Con l’aiuto dei filmati dei palestinesi stessi Mirzoeff, tra i massimi studiosi di cultura visuale, propone di “vedere nell’oscurità”, di scavare tra le macerie di tanti corpi senza vita e di immagini rimosse per ricostruire una storia non più vista dallo sguardo del carnefice-vincitore. Solo così è possibile educare alla solidarietà e alla resistenza.

Nel mese di novembre la Libreria Brac ospiterà l’artista Elena Bellantoni, da sempre sponsor e partner della rassegna. L’artista, per un progetto in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Brac, il 14 novembre alle ore 18:30 presenterà la sua opera, ispirandosi agli orizzonti del mare e della resistenza.

Il premio Scripta alla quinta edizione

Un’altra iniziativa promossa da Scripta. L’arte a parole è la quinta edizione del Premio Scripta per la giovane critica d’arte, in collaborazione con la casa editrice Gli Ori e aperto a studiose e studiosi under 35. La proposta è quella di sviluppare un progetto di ricerca indipendente su arte contemporanea e studi sociali, da sviluppare in formato saggio. Il bando sarà aperto dal 19 ottobre al 19 novembre con in palio una borsa di studio da 2000 euro e la pubblicazione del saggio nella collana I limoni, in uscita nel 2027.

La giuria quest’anno è composta da Olga Gambari, curatrice indipendente, critica d’arte e giornalista, Lorenza Pignatti, critica d’arte e docente di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Naba, Annalisa Sacchi, Professore Ordinario di Estetica del teatro allo Iuav, oltre che dall’editore de Gli Ori Paolo Gori e da Pietro Gaglianò, il vincitore verrà annunciato il 3 dicembre alla Libreria Brac.

Oltre alla premiazione quel giorno sarà anche presentato il libro di Rokhaya Sofia Thiam, Black Matter. Di rappresentazioni della Blackness e altre materie oscure, Gli Ori 2026, vincitrice della passata edizione. Il libro riflette sul concetto di blackness in quanto “materia oscura”, rileggendola in termini di una vera e propria sostanza che, seppure invisibile, è riuscita a contaminare l’intero campo visuale, dalle arti alle narrazioni collettive.

Il 13 novembre si terrà una masterclass aperta a studenti e studentesse in collaborazione, per il terzo anno, con SRISA – Santa Reparata International School of Arts. Il percorso, incentrato sulla scrittura critica attraverso analisi di temi, supporti e processi, sarà tenuto da Daniel Borselli e Pietro Gaglianò. Grazie a SRISA saranno anche coinvolti artisti emergenti statunitensi.

Numerosi gli artisti che hanno presentato i loro progetti editoriali nelle diverse edizioni.

Il 15 gennaio ore 18:30 la programmazione della rassegna ospiterà la pubblicazione dell’artista Cesare Viel, con Si può tremare per una frase. Testi performativi 1990-2024 edito da Postmedia. Il volume raccoglie i testi scritti in trent’anni di attività artistica di Cesare Viel. Trenta testi scelti e ordinati cronologicamente, concepiti per essere agiti dall’artista, da solo o insieme ad altri performer, secondo diverse modalità operative: lecture, performance, video, interventi audio, installazioni ambientali, dispositivi relazionali.

A febbraio Maria Giovanna Mancini presenterà il suo volume Paesaggi integrati. Arte contemporanea come progetto del territorio (Gli Ori, 2025). La ricerca dell’autrice si riflette sul paesaggio come “nesso critico”, attraversato dalle visioni degli artisti, che ne diventano la “guida emozionale, intellettuale, relazionale”. Il libro tesse così una rete di collegamenti tra la recente storia normativa, dalla scala dell’UE a quella regionale, e la capacità degli artisti e delle comunità di elaborare, recepire, rilanciare forme del vivere insieme: “operatori della cultura hanno avviato in Italia progetti che non solo trovano nello spazio comune il luogo privilegiato ma, fuoriuscendo dalla città, trovano nelle fasce periurbana e rurale i luoghi di approdo”.

Anche questa edizione vedrà coinvolti due circoli ARCI cittadini: il Circolo ARCI fra i Lavoratori di Porta al Prato e il Circolo “Vie Nuove”.

Al circolo Vie nuove l’artista Marco Mazzoni per progetto sulla grammatica del corpo e del disegno

In sette anni di collaborazione con Arci (e dieci circoli coinvolti) si è creata una fitta rete di opere, una mappa alternativa del contemporaneo che vive quotidianamente nell’interazione con le comunità dei circoli e che restituisce a questi stessi centralità nel paesaggio culturale in una prospettiva trasversale: qualcosa che rinnova la straordinaria sintesi dell’interazione sociale in Toscana.

Al circolo Vie Nuove, Firenze, l’artista e performer Marco Mazzoni, a partire da dicembre, realizzerà un progetto sulla grammatica del corpo e del disegno. Sarà coinvolto Demis Rosa nel coordinamento del progetto e gli esiti saranno presentati nel corso di un evento pubblico conclusivo il 6 febbraio. Per l’occasione verrà presentato il libro di Teresa Macrì Stato di incanto, edito da Postmedia, dedicato alle intersezioni tra danza, non-danza, post-danza e performance art, attraverso la contaminazione delle discipline che negli ultimi decenni si è via via concretizzata nell’universo del sapere.

Al Circolo Arci di Porta al Prato, Firenze un laboratorio partecipativo

Al Circolo Arci di Porta al Prato a Firenze, l’artista e docente Paolo Parisi, con Marta Fumanti e Antonio Vasquez, realizzerà un laboratorio a partire dalla storia e degli abitanti del circolo. Il progetto, con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, si sintetizza in un percorso formativo che nei primi mesi del 2027 impegnerà gli studenti dell’Accademia. Da questo nascerà un’installazione permanente e alcune azioni che saranno presentate nel corso di un evento pubblico il 13 marzo.

Per l’occasione sarà presentato il libro di Maria Pia Guermandi Restituire. L’elefante nella stanza dei musei occidentali, Nomos edizioni 2026. Un volume che rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l’idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale: un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.

Infine, da gennaio 2027, saranno disponibili i nuovi episodi del podcast Parlami di Lei. Il podcast dà voce a sei personalità dell’arte e della cultura e che declina in modo inedito riflessioni di carattere filosofico, estetico, politico sull’arte.

Per informazioni: facebook.com/scriptafestival

Cover: Elena Bellantoni, Ho annegato il mare, 2018, courtesy of the artist.

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