PIC NIC PERMANENTE

A MORTE IL RISO FREDDO

PICNIC PERMANENTE è un progetto culinario, editoriale e conviviale intorno al cibo, creato da Simona – un’improbabile crasi fra Nonna Papera e Csaba della Zorza.

Ed eccoci qua: magicamente PRIMAVERA.

Magicamente la stagione dei PICNIC. Mi sento chiamata in causa.

Il picnic è una delle forme più democratiche di convivialità. Non serve una tavola, non serve una cucina attrezzata, non serve nemmeno molto tempo. Serve solo qualcosa che si possa prendere con le mani, qualcosa che regga il trasporto, serve tuttavia QUALCOSA DI DECENTE CHE NON SIA RISO FREDDO CON IL CONDIRISO E I WÜRSTEL.

Non l’accetto, lo so che è un mio problema. Se per te è un guilty pleasure okay, ognuno ha il suo (fingerò che mi stia bene, ma solo per evitare una shitstorm). 

Il punto è l’attitude che le persone hanno nei confronti del riso freddo (e in generale dei piatti da consumare fuori durante le stagioni calde). Stracotto e scolato (cosa che non si dovrebbe mai fare, il riso va cotto per assorbimento, altrimenti si perdono sostanze nutritive e sapore), un barattolo di sottaceti in offerta aperto e buttato malamente dentro un tupperware di plastica, uovo sodo per quota proteica, mayo per chi si sente gastrofighetto. Chiudere il tappo di plastica e scuotere per amalgamare gli ingredienti. 

Passiamo oltre. Se vuoi un’alternativa, sono qui per servirti. Sempre di riso, maionese e tonno si parla, ma in una veste inedita e vegetale per noi popolo cresciuto col Peperlizia come stato mentale.

PIC NIC PERMANENTE

JUMEOKBAP CON “TONNO” VEGANO

In Corea li chiamano letteralmente “riso a pugno”: palle di riso condite e compattate con le mani, pensate proprio per essere mangiate fuori casa. Dentro, in questa versione, c’è un piccolo inganno: un tonno vegano senza tonno, cremoso e saporito, fatto con ceci e alghe. Il risultato è sorprendente: salino, morbido, molto umami.

Ingredienti (circa 8–10 jumeokbap)


PER IL RISO

300g di riso (io ho usato originario, va bene anche quello per sushi. NO basmati, parboiled, Jasmine – si spappolano – meglio evitare anche Carnaroli o Arborio, rimangono troppo asciutti)
360ml acqua
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati
1 cucchiaino di olio di sesamo
un pizzico di sale 

Per il “tonno” vegano

240g di ceci cotti (un barattolo scolato)
2 cucchiai di maionese vegana
1 cucchiaino di senape delicata
1 cucchiaio di capperi tritati
2 fogli di alga nori sbriciolati
succo di ½ limone
pepe nero
sale (da calibrare in base alla salinità dei capperi)

Procedimento

1. CUOCI IL RISO

Sciacqua il riso finché l’acqua diventa quasi trasparente.
Cuociamo il riso all’orientale: con l’acqua in pentola coperta per circa 12 minuti, poi lascialo riposare altri 10 minuti a fuoco spento.
Quando è ancora caldo, condiscilo con olio di sesamo e un pizzico di sale. Mescola delicatamente.

2. PREPARA IL FINTO TONNO
In una ciotola schiaccia i ceci con una forchetta: devono rimanere leggermente grossolani, non una crema liscia. Aggiungi tutti gli altri ingredienti. Mescola bene. Assaggia: deve essere sapido, fresco e marino. Sarà uguale al tonno? NO. Come tutti i sostitutivi vegani, è un’altra cosa. Ma l’alga nori ve lo ricorderà, e il tonno che ti saresti mangiato è ancora in mare. In ogni caso: è BUONISSIMO, a noi interessa anche questo.

3. FORMA I JUMEOKBAP

-Bagna leggermente le mani.

-Prendi una piccola quantità di riso (circa 2 cucchiai).

-Schiaccialo sul palmo formando un incavo.

-Metti 1 cucchiaino di finto tonno al centro.

-Copri con altro riso.

-Chiudi e compatta formando una palla o un triangolo morbido.

-Ripeti fino a finire gli ingredienti.

A sentimento, rotolare i jumeokbap in: sesamo tostato o altra alga nori tritata.

E finalmente possiamo fare un picnic senza dover fingere che il riso freddo sia una buona idea.

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Articolo proveniente dal numero primaverile del magazine F.U.C.K. (Florence Urban Cocktail Kitchen)