Animalia Fashion, la mostra d’inizio 2019 a Palazzo Pitti

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Animalia Fashion è stata Inaugurata l’8 Gennaio e sarà visitabile fino al 5 Maggio presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.

 

La mostra Animalia tenta di “ricreare una specie di passeggiata zoologica tra le creazioni di stilisti contemporanei che evocano il mondo animale più inaspettato”.  animalia fashion

Ecco quindi uno spettacolare zoo fatto di abiti in cui natura e haute couture si incontrano e si intrecciano: “La Moda può sorprenderci, scatenare la nostra immaginazione, coinvolgerci in un nuovo gioco di identificazioni e suggerimenti. La Moda è Arte e come tale “scimmia della Natura”.

La mostra ha lo scopo di far riflettere sull’uso sconsiderato delle risorse e sull’impatto delle nostre azioni sull’ambiente: “Il rapporto che essa instaura con gli animali è indagato in modo divertente e poetico ma anche impegnato, in un momento in cui i cambi climatici e un calo d’interesse delle superpotenze per i problemi dell’ambiente mettono molte specie in pericolo” dichiarano gli organizzatori. animalia fashion

Accanto agli abiti, nelle sale del Museo, saranno esposti veri animali impagliati e rettili in formaldeide, concessi in prestito dal Museo fiorentino di Storia Naturale La Specola, i ragni prestati dall’Associazione Italiana di Aracnologia, oltre a dipinti antichi e oggetti dal Museo di Antropologia ed Etnografia di Firenze.
È un omaggio alle qualità artistiche e tecniche della moda contemporanea, un settore cui il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti sta dedicando nuove energie ed attenzione” dichiara il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt.
Insomma un viaggio fantastico in un mondo astratto, abitato da animali esotici e abiti variopinti, all’interno di uno dei Musei più belli di Firenze: un modo per riflettere in modo originale e contemporaneo sulla commistione tra Arte e natura, tra umano e naturale, tra finzione e realtà.
Vestitevi dei vostri colori più belli, state per entrare nel mondo di Animalia!

Articolo a cura di Rita Barbieri

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