Firenze e l’Europa nella morsa del caldo estremo
Al 30 luglio 2026, a Firenze si sono contati circa 20 giorni complessivi in bollino rosso (codice livello 3) emessi dal Ministero della Salute, distribuiti tra le ondate di calore di giugno e luglio con temperature spesso tra i 37° e i 39°. Ma il caldo torrido rende l’Europa davvero unita questa estate.
Nel 2014, in Francia, andarono in onda delle finte previsioni del meteo per un immaginario 21 giugno 2050. L’annunciatrice aveva alle spalle la mappa del Paese con il bollettino delle temperature: Parigi 40°, Marsiglia 44°, Lione 43°, ecc… Si voleva sensibilizzare i telespettatori su quella che sarebbe stata l’estate francese a causa del cambiamento climatico.
Peccato che quelle proiezioni al 2050, e quindi le previsioni, si sono rivelate sbagliate già a giugno 2022 – quindi solo 8 anni dopo quel finto meteo – quando tutta la Francia sfiorò quelle temperature con un’ondata di calore record. Con i 41° a Parigi a fine giugno 2026 la realtà si è ripetuta peggio del futuro distopico immaginato!
Il Sud Europa e la regione mediterranea minacciate dai “mega-fires”.
La canzone London Burning dei Clash sulle tensioni sociali nella Londra degli anni ’70 torna d’attualità con le temperature record nel sud dell’Inghilterra.
Nel Sud del continente, al grande caldo, si accompagnano purtroppo gli incendi. In particolare, anche questa estate si ripete il Mediterraneo Burning che non ha risparmiato certo l’Italia, dalla Puglia al Molise.

Nel “mare nostrum”, con le temperature più alte del 20% rispetto alla media – e ogni estate è più calda della precedente – sono le condizioni climatiche a fare da innesco!
In Francia sono state notevoli le evacuazioni nel dipartimento di Bordeaux, davanti all’avanzata del fronte del fuoco che ha reso estremamente difficile il lavoro dei vigili del fuoco. La costa atlantica – dove si sono registrate le temperature record per la regione – ha dovuto far fronte a questi giganteschi incendi che hanno devastato 42 mila di ettari di vegetazione!
Stesso scenario anche in Spagna nella regione di Madrid e di Valencia. Si tratta di “mega-fires” ingestibili con le vecchie tecniche, inutili le fasce tagliafuoco, hanno dimensioni così straordinarie sia nel calore sprigionato che nell’estensione del fronte delle fiamme da divenire velocemente fuori controllo. E di conseguenza è straordinaria anche la superficie che bruciano.
Perdiamo biodiversità e capacità di catturare CO2 che, anzi, aumenta nell’atmosfera proprio per effetto conseguente. Nella settimana più calda di questo luglio più caldo di sempre, cominciamo a prendere sul serio il cambiamento climatico. L’Italia, con il suo grande patrimonio boschivo sotto stress idrico, è piena di bombe pronte ad esplodere.
Cover e foto da DepositPhotos