‘Give’ di Lorenzo Quinn al giardino di Boboli

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Nel Giardino di Boboli fino al 19 ottobre è visibile in anteprima l’opera ‘Give’ di Lorenzo Quinn, lo scultore noto per le sue grandi installazioni di mani di cui l’esempio più noto sono quelle dell’opera ‘Support’, che uscivano dall’acqua del Canal Grande per sorreggere un palazzo vicino alla Ca’ d’Oro, create in occasione della Biennale d’Arte a Venezia nel 2017. Nel caso dell’opera esposta a Boboli, si tratta ancora una volta due gigantesche mani da cui stavolta spunta un ulivo;

‘Give’ è infatti un dono dell’artista e della sua galleria alla città della provincia lucchese, dove da settembre troverà permanente installazione nel Parco Internazionale di Scultura nell’ambito di un progetto Onu contro il cambiamento climatico. È proprio questa la tematica su cui si incentra l’opera di Quinn infatti: “abbiamo il potere nelle nostre mani per costruire un futuro giusto e sostenibile. Restituiamo alla natura ciò che la natura ci ha dato” si legge a didascalia dell’opera. Le due mani, quella di un uomo, lo stesso Quinn, e di una donna, una modella, simbolo dunque di tutta l’umanità, si uniscono per tenere al loro interno qualcosa di prezioso e fragile, un dono: una pianta d’ulivo. Il gesto simboleggia il senso del donare senza ricevere, esattamente quello che la natura fa con noi e che ultimamente non stiamo riuscendo affatto a rispettare. Il messaggio di quest’opera vuole essere un’esortazione al rispetto dell’ambiente e alla convivenza pacifica tra gli uomini e tra gli uomini e la Terra. Proprio per questo l’artista ha realizzato la scultura in resina e materiale riciclato, ulteriore stimolo all’attenzione verso la sostenibilità ambientale.

L’installazione non è stata esente da critiche: un’opera facile, di quelle il cui messaggio appare forte e chiaro, senza bisogno di indagare troppo in livelli sottostanti per cercare significati sottili. Forse lo stesso Lorenzo Quinn, nato a Roma, classe 1966, figlio del più famoso attore americano Anthony Quinn, subisce un po’ l’onda del pregiudizio della carriera facilitata da un cognome noto. Resta comunque vero che Quinn si è laureato alla New York University ed ha studiato all’american Academy of Fine Arts di New York; dichiara di ispirarsi a artisti quali Michelangelo, Bernini e Rodin e anche se il livello dei grandi maestri è ben lontano è vero anche che la formula trovata da Quinn delle grandi mani, simbolo che ben si adatta all’esigenza, funziona ed ha fatto il giro del mondo. Dalla Grecia, all’Arabia Saudita, dall’India a Singapore, da Valencia a Abu Dhabi, da Londra a Roma, le esposizioni di Quinn si sono susseguite fino all’ultima Biennale di Venezia. 

Se non bastasse ‘Give’ è stata installata in un punto panoramico di Boboli, proprio davanti alla nostra amata cupola, una visuale che da sola vale la visita se le meraviglie del giardino non fossero sufficienti a farvi venire voglia di tornare a fare una passeggiata nel giardino più bello di Firenze.

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Lucrezia Caliani

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo

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