Gli attivisti fiorentini a bordo della Flotilla sono stati sequestrati dalla marina israeliana
Il tracker della Global Sumud Flotilla ha confermato che l’imbarcazione dove viaggiavano l’attivista Antonella Bundu e il sindacalista dell’ex-GKN Dario Salvetti è stata abbordata in acque internazionali.
L’imbarcazione diretta verso Gaza è stata intercettata e bloccata dalle forze militari israeliane. Ore di apprensione a Firenze per l’attivista Antonella Bundu, l’ex-candidata alla presidenza della Regione Toscana alle ultime elezioni, e Dario Salvetti, il delegato sindacale ex-GKN di Campi Bisenzio.
L’abbordaggio alla nave della Global Freedom Flotilla – la coalizione di navi che trasporta aiuti umanitari diretti alla striscia di Gaza – è stato confermato dal tracker in tempo reale consultabile online sul sito della Flotilla. I militari hanno assaltato l’imbarcazione in acque internazionali, interrompendo la navigazione della missione pacifista con un atto illegale.

A bordo della flotta sono presenti centinaia di attivisti, cooperanti e giornalisti da tutto il mondo, tra cui una folta delegazione italiana. Secondo le prime e frammentarie informazioni rimbalzate dai canali social della Flotilla, prima che le comunicazioni venissero bruscamente interrotte alle 12:01, il blitz è avvenuto senza preavviso come in precedenti casi.
Le autorità della marina militare di Tel Aviv avrebbero circondato la nave, intimato l’alt e successivamente preso il controllo del mezzo. Al momento non si hanno notizie precise sullo stato di salute dei passeggeri, ma gli organizzatori della missione avevano ribadito fin dalla partenza la natura assolutamente pacifica e non violenta della spedizione.

In un video postato sui social pochi minuti prima dell’abbordaggio, Salvetti avvisa che sta per sopraggiungere la marina israeliana e cambiare rotta non è più possibile:
“[…] Non credo che questa volta ci siano manovre diverse possibili. Sono già intercettate alcune barche di fronte a noi, quindi questo è ufficialmente il terzo atto di pirateria subito da barche a vela civili con aiuti umanitari in acque internazionali nel Mediterraneo che hanno la sola colpa, che non è una colpa, di provare a rompere l’assedio e di portare solidarietà alla resistenza di un popolo quello palestinese che sta lottando per la propria terra contro un genocidio.”
Nel comunicato l’uffico stampa del collettivo es GKN scrive: “la partecipazione del Collettivo alla missione istituzionale di mutualismo conflittuale risponde alla connessione sociale di convergenza, che è sempre stato elemento centrale della lotta della ex-Gkn. Il sistema economico e politico che ha portato alla chiusura della fabbrica di Campi Bisenzio è lo stesso che sostiene il genocidio del popolo palestinese e che sta portando il mondo verso la guerra globale. Tutte le forze politiche e istituzionali si attivino subito per il rilascio degli internazionali rapiti. Salvetti e Bundu sono due dei cinquecento su quella flotta, che sta portando avanti una missione umanitaria contro il blocco navale illegale di Israele nei confronti di Gaza, per la fine del genocidio e per la liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane”.

Ricordiamo che a settembre il collaboratore di FUL Jacopo Bertocchi aveva preso parte alla prima missione e, anche in quel caso, gli equipaggi avevano comunicato determinazione a fare tutto quello che è necessario per riportare l’attenzione su quello che sta vivendo il popolo palestinese. La Freedom Flotilla si propone di rompere simbolicamente e materialmente il blocco marittimo per consegnare tonnellate di aiuti umanitari, medicinali e beni di prima necessità alla popolazione civile.
La redazione di FUL si unisce al coro di condanna dell’ennesimo atto di violazione del diritto internazionale da parte delle autorità israeliane e chiede l’immediato rilascio di tutti gli attivisti, 425 complessivi di cui 29 italiani. Tutti dovranno sottostare al trasporto in Israele dove saranno identificati e espulsi.
Allo stesso tempo, riteniamo che l’Unione Europea debba fare tutto quanto possibile per fermare la macchina da guerra di Benjamin Netanyahu, perchè è giunto il momento che il governo di Israele risponda dei suoi crimini.
Foto: press kit Global Sumud Flotilla