Vent’anni di Hilton Garden Inn Florence Novoli, nel quartiere che ha cambiato volto
Ci sono luoghi che cambiano insieme alla città. Vent’anni fa parlare di Novoli significava ancora parlare soprattutto di periferia. Una parte di Firenze vicina geograficamente al centro, ma percepita come distante, con un’identità ancora in trasformazione.
Oggi la prospettiva è decisamente diversa. Novoli è diventato uno dei punti di connessione della Firenze contemporanea: quartiere universitario, direzionale e residenziale, attraversato ogni giorno da studenti, professionisti, residenti e viaggiatori. Più che un margine, è ormai una delle zone attraverso cui Firenze si apre verso l’esterno.
In questa trasformazione le infrastrutture hanno avuto un ruolo determinante. L’aeroporto Amerigo Vespucci è a pochi minuti e la linea T2 della tramvia, con una fermata a poca distanza dall’hotel, collega direttamente l’area aeroportuale, Novoli e il centro cittadino. Per chi arriva a Firenze per lavoro significa poter scegliere una zona facilmente raggiungibile senza rinunciare a un collegamento rapido con il cuore della città.
È in questo contesto che nel 2006 apriva l’Hilton Garden Inn Florence Novoli. E raccontarne oggi i primi vent’anni significa inevitabilmente raccontare anche un pezzo dell’evoluzione del quartiere che lo ospita.
Chapter Twenty: vent’anni raccontati attraverso le persone
Martedì 22 settembre l’hotel ha celebrato il proprio ventesimo anniversario con “Chapter Twenty – Every Stay Tells a Story”, una serata che ha riunito negli spazi esterni della struttura ospiti, collaboratori, partner, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.
Ad accoglierli la direttrice Alina Grigoras e il management dell’hotel. Alla celebrazione hanno preso parte anche il Dott. Ezio Romani, responsabile di AMAPA, società che gestisce l’Hilton Garden Inn Florence Novoli, Ramon Tomas Ranz, in rappresentanza del fondo proprietario dell’immobile, il Presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro e l’Assessore del Comune di Firenze Jacopo Vicini.






Il titolo scelto per la serata conteneva già il senso dell’anniversario. Chapter Twenty come ventesimo capitolo di una storia iniziata nel 2006, ma soprattutto come occasione per raccontarla attraverso chi, in questi anni, ha attraversato l’hotel.
Perché vent’anni di una struttura ricettiva possono essere misurati attraverso camere occupate, presenze e numeri. Ma esiste un’altra unità di misura, molto meno statistica: quella delle persone.
Ed è stata proprio questa la chiave scelta per la celebrazione.
“Le storie che ci avete scritto”
In vista dell’anniversario, l’hotel aveva chiesto a ospiti, collaboratori e persone che ne hanno condiviso il percorso di lasciare un pensiero, un ricordo, qualcosa che raccontasse il proprio rapporto con il Garden Inn.
Sono arrivate ventiquattro testimonianze, poi raccolte e trasformate anche in una mostra all’interno dell’hotel dal titolo “Le storie che ci avete scritto”.
Racconti differenti per durata, tono ed esperienza, nei quali però alcune parole ritornano sorprendentemente spesso: accoglienza, amicizia, persone, casa.



Durante la serata alcuni passaggi sono stati letti agli ospiti, intrecciandosi agli interventi istituzionali e al racconto dei vent’anni dell’hotel.
Tra questi c’è chi ha condensato anni di soggiorni in una frase semplice: “Ho cercato un hotel e ho trovato degli amici.” E forse è proprio qui che un anniversario aziendale smette di essere soltanto una ricorrenza.
Un hotel, ma non soltanto per chi dorme in hotel
Nel frattempo è cambiato Novoli e, con il quartiere, è cambiato anche il modo di vivere una struttura come l’Hilton Garden Inn.
La posizione resta uno dei suoi punti di forza, soprattutto per il segmento business. La vicinanza all’aeroporto e alla tramvia rende l’hotel una base strategica per aziende, professionisti e persone che arrivano a Firenze per lavoro: facilmente accessibile dall’esterno della città e, allo stesso tempo, collegato con il centro.
Ma ridurlo alla sua funzione ricettiva significherebbe raccontarne soltanto una parte.
L’hotel è infatti aperto anche a chi non vi soggiorna. Si può entrare per un aperitivo, fermarsi a cena o partecipare agli eventi organizzati negli spazi della struttura. Una dimensione che lo avvicina sempre di più alla vita del quartiere e che interpreta un’idea contemporanea di hotellerie: non un luogo chiuso destinato esclusivamente al viaggiatore, ma uno spazio che può essere utilizzato e vissuto anche dalla città.

È un aspetto particolarmente interessante proprio a Novoli. Se vent’anni fa l’hotel poteva rappresentare un presidio internazionale in una zona ancora alla ricerca di una nuova identità, oggi si trova al centro di un quartiere molto più articolato e connesso.
Una festa fino al nuovo capitolo
Dopo gli interventi ufficiali, Chapter Twenty ha cambiato ritmo.
Gli ospiti si sono mossi tra le diverse proposte gastronomiche – dal sushi alla pizza e alla pasta fresca, fino a tiramisù e gelati – accompagnate dall’open bar, dalla musica dal vivo e dal successivo DJ set.
Alla componente gastronomica si sono aggiunte alcune esperienze create appositamente per l’anniversario. Un photo booth dedicato ai vent’anni ha trasformato gli invitati nei protagonisti delle immagini della serata, mentre la calligrafa Laura Mazzetti ha personalizzato a mano per ciascun ospite una cartolina di Chapter Twenty.



La musica, tra performance live e DJ set, ha accompagnato una serata molto partecipata fino al momento conclusivo del taglio della torta e del brindisi per i primi vent’anni.





Un compleanno, certo. Ma anche un punto da cui osservare quanto sia cambiato ciò che sta intorno.
Nel 2006 Hilton Garden Inn apriva in una Novoli ancora raccontata come periferia. Vent’anni dopo si ritrova in una delle aree che meglio rappresentano l’espansione della Firenze contemporanea: vicina all’aeroporto, collegata al centro, sede di università, uffici, attività e nuovi luoghi di socialità.
Forse è proprio questo il significato più interessante di Chapter Twenty: non fermarsi a celebrare ciò che è stato, ma riconoscere che nel frattempo il contesto è cambiato, la città si è avvicinata e nuove storie hanno iniziato a passare da qui.
I primi vent’anni sono stati scritti. Il prossimo capitolo è già cominciato.
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