tifosi della Fiorentina in curva Fiesole

Il senso di Firenze per il gioco del Calcio

Quest’estate la Fiorentina festeggia il suo centenario. Ma, nonostante l’ultima stagione deludente della “Viola”, a Firenze il calcio si vive in tutte le sue piazze, a partire dal rito secolare del Calcio Storico.

Essere tifosi a Firenze non è un compito facile. La Fiorentina ha lottato per buona parte dell’ultimo campionato per evitare la retrocessione e ha chiuso la stagione con il venticinquesimo anno consecutivo senza trofei. A complicare il quadro sportivo, la Nazionale italiana non è riuscita a qualificarsi per la FIFA World Cup 2026, diventando la prima ex-campione del mondo a mancare l’appuntamento per tre edizioni consecutive.

Anche sul fronte infrastrutturale le notizie non sono confortanti: i lavori di restyling dello Stadio Artemio Franchi subiscono continui ritardi, rendendo il sogno di un nuovo impianto a Campo di Marte una prospettiva ancora lontana. Eppure, nonostante le avversità, il calcio non è mai stato così vibrante nella culla del Rinascimento. L’arte, il Duomo, l’Arno e le colline circostanti definiscono l’estetica di Firenze, ma è il legame viscerale tra la città e la palla a definirne l’anima.

Il calcio è universale, ma sono pochi i luoghi in cui una partita è così profondamente intrecciata all’identità cittadina. La Fiorentina è il simbolo di questo legame, una componente essenziale della “gioia di vivere” fiorentina. Il 29 agosto 2026, la “Viola” festeggerà il suo centenario: un traguardo che genera un orgoglio immenso, capace di andare oltre la bacheca dei trofei ferma alla Coppa Italia del 2001.

I calciatori della Fiorentina dopo la sconfitta a Mainz in Conference League. Photo Credit: DepositPhotos.com

Resilienza e tradizione

Questa resilienza è incarnata da persone come Simona Storni, titolare del Sisters Bar in Santa Croce. Grande appassionata, Simona tappezza le pareti del suo locale con le foto scattate al Franchi. Per lei, il sostegno alla squadra è un atto di fede: <<Sappiamo che non è stata una buona stagione, tra risultati deludenti e l’incertezza sullo stadio. Tuttavia, restare al fianco della squadra oggi è ancora più importante di prima>>.

A Firenze, il grido “Forza Viola!” non è solo un incitamento allo stadio, ma un saluto tra amici, un codice culturale alimentato da un fiero orgoglio toscano. Come mi ha spiegato Guglielmo Perfetti, dottore di ricerca in Italianistica, la Fiorentina è un punto d’incontro trasversale che unisce ogni ceto sociale sotto l’idea condivisa che vivere qui sia il massimo privilegio possibile.

Questo senso di centralità si respira ovunque, dai caffè alle enoteche. Per chi ci vive, Firenze è spesso il centro del mondo. Christian Tarchi, psicologo e ricercatore presso l’Università di Firenze, sottolinea: <<L’orgoglio localistico emerge in ogni dettaglio, proprio come nelle nostre ricette gastronomiche. Il calcio è lo strumento per ricordare ai fiorentini cosa rappresenti la loro città>>.

Firenze: bandiera della Fiorentina sui balconi
“Firenze nel cuore e la Fiorentina nella voce”. Photo credit: DepositPhotos.com

Se nel Rinascimento questo regionalismo acceso poteva scatenare conflitti, oggi quella tensione trova sfogo all’Artemio Franchi, casa del calcio fiorentino dal 1931. Ma c’è un momento dell’anno in cui il calcio torna alle sue origini più pure e violente. Per comprendere la fedeltà dei fiorentini, bisogna osservare Piazza Santa Croce a giugno. Mentre il mondo segue il calcio moderno, Firenze celebra il Calcio Storico: una collisione brutale tra calcio, rugby e pugilato che risale al XVI secolo.

I quattro quartieri storici – Rossi, Bianchi, Verdi e Azzurri – si sfidano sulla sabbia in una rievocazione che è tutto fuorché uno spettacolo per turisti. I “calcianti”, in costumi d’epoca a torso nudo, combattono per portare la palla nella “caccia”. È un omaggio al 1530, quando la città assediata giocò per sfidare l’esercito dell’Imperatore. Non ci sono stipendi milionari, ma solo l’orgoglio di aver prevalso e, per tradizione, una mucca Chianina.

È la dimostrazione che a Firenze non si tifa solo per vincere, ma per onorare la tradizione.

Calcio Storico a Firenze
La tradizione del calcio storico si rinnova ogni anno a giugno per la festa di san Giovanni. Photo credit: DepositPhotos.com

Da una prospettiva americana, il contrasto è netto. Negli Stati Uniti lo sport è dominato da logiche finanziarie; delle 50 squadre più ricche al mondo, 45 sono statunitensi. Lì, l’esperienza dello stadio può spesso sembrare più un circo che un rito autentico. Sebbene la Fiorentina abbia oggi una proprietà con base a New York, la “finanziarizzazione” non ha intaccato il cuore della città.

La ristrutturazione del Franchi da 193 milioni di euro è una sfida aperta, ma la passione resta intatta. Che sia attraverso il Calcio Storico, la Serie A o una “partitella” improvvisata in Piazza Tasso, il calcio a Firenze continuerà a vivere in ogni piazza, perché qui non è solo sport: è una questione di sangue.

Articolo di Andrew Forster, Syracuse University intership.

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