Joystick: il corto di una generazione che prova a riprendersi l’adolescenza
Firenze 24 Settembre 2026 4 min di lettura

Joystick: il corto di una generazione che prova a riprendersi l’adolescenza

Un gruppo di under 22 tra Firenze e Modena ha girato un corto senza budget per tornare a fare le cose insieme. La prima è il 25 settembre al CPA Firenze Sud.

Il gruppo di ragazzi che ha girato Joystick in posa su un prato, alcuni in piedi e altri seduti, uno con il ciak in mano

Joystick: il corto di una generazione che prova a riprendersi l’adolescenza

C’è un pezzo di adolescenza che a una generazione è mancato: uscire senza sapere esattamente dove andare, passare pomeriggi interi con gli amici, conoscere persone nuove e innamorarsi, litigare, ma anche annoiarsi. Fare qualcosa di stupido e magari pentirsene il giorno dopo. Perdere tempo, sbagliare e scoprirsi mentre si scopre il mondo.

Per chi oggi ha poco più di vent’anni, una parte importante dell’adolescenza è coincisa con il Covid. Nel momento della vita in cui il mondo avrebbe dovuto improvvisamente allargarsi, si è ristretto alle pareti di casa. La scuola è diventata uno schermo, gli amici delle finestre su una videochiamata, le relazioni qualcosa da mantenere a distanza.

Tutto ciò non è rimasto senza conseguenze. Le indagini condotte negli anni successivi alla pandemia hanno registrato tra gli adolescenti effetti sulla salute mentale, sulla fiducia nel futuro e sulla qualità delle relazioni. Ma raccontare questa generazione soltanto attraverso l’isolamento rischia di restituirne un’immagine incompleta. Perché i ragazzi vogliono ancora stare insieme, uscire, creare, sperimentare. E a raccontarlo, nel suo piccolo, è anche “Joystick“, cortometraggio indipendente realizzato quest’estate da Paolo Baldassarre Macrillò insieme a un gruppo di under 22 tra Firenze e Modena. Alcuni arrivano da scuole di cinema e corsi di teatro, altri studiano comunicazione o ingegneria informatica, altri ancora sono amici che hanno deciso semplicemente di esserci e dare una mano. Esperienze e competenze diverse messe insieme per trasformare un’idea in un progetto concreto, senza una grande produzione alle spalle e praticamente senza budget.

Due ragazzi ripresi di spalle in un prato d'erba alta guardano verso le colline mentre il sole tramonta all'orizzonte
Due ragazzi in un prato al tramonto © Joystick

Tra loro c’è Maria Fernanda Jauregui Vizcarra, studentessa di Scienze Umanistiche per la Comunicazione a Firenze, che si è occupata dell’organizzazione del progetto e ha collaborato alla stesura della sceneggiatura. Le riprese si sono svolte a metà luglio nelle campagne di Vignola.

La storia di Joystick ruota intorno a due personaggi e a due modi opposti di cercare un equilibrio. Gioele sembra avere tutto sotto controllo, mentre Lei (il nome è volutamente lasciato nel mistero) si è rifugiata nell’ordine e nella routine, costruendo uno spazio nel quale sentirsi al sicuro. Due forme differenti di difesa: c’è chi costruisce la propria gabbia nella testa continuando a mostrare all’esterno una facciata forte e chi, invece, quella gabbia la rende reale e decide di chiudercisi dentro.

Una ragazza all'aperto, fra gli alberi, scrive su un taccuino rosso tenendo in mano anche un telefono
Una ragazza con un taccuino rosso © Joystick

Dietro questa storia c’è inevitabilmente l’esperienza di chi ha vissuto gli anni della pandemia, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto iniziare ad allontanarsi da casa, sperimentare l’indipendenza e costruire le proprie relazioni. Joystick parte da quella mancanza e prova a ribaltarla in una domanda: e se per trovare un equilibrio fosse necessario, almeno una volta, perdere il controllo?

Una domanda che riguarda i protagonisti del corto, ma che sembra parlare anche dei ragazzi che lo hanno realizzato. Perché per girare Joystick hanno dovuto fare esattamente ciò che per un periodo della loro adolescenza non hanno potuto fare: uscire di casa, incontrarsi, discutere, spostarsi, organizzarsi, dividersi i compiti, risolvere problemi, improvvisare e costruire qualcosa insieme.

Oggi il progetto è in fase di post-produzione e il gruppo sta lavorando alla distribuzione, cercando collaborazioni con realtà locali, sponsor e selezionando festival e concorsi ai quali presentare il corto. È prevista inoltre una serie di appuntamenti tra Firenze, Modena e Bologna, mentre successivamente Joystick arriverà anche online attraverso il canale YouTube del regista e i social dedicati al progetto.

Il primo appuntamento sarà a Firenze: venerdì 25 settembre, dalle 18:30, al CPA Firenze Sud, con una serata che inizierà con un apericena e proseguirà con la proiezione del cortometraggio e un breve incontro con i ragazzi che lo hanno realizzato.

Due founder, zero budget, un’estate e un corto da girare. Forse Joystick racconta in più di questa generazione: il loro bisogno di tornare a fare cose insieme, incontrarsi, provare, sbagliare e costruire qualcosa senza aspettare necessariamente che qualcuno dia il permesso di farlo.

Un ragazzo dai capelli ricci ripreso di spalle, in controluce, guarda il sole che tramonta dietro le colline
Controluce al tramonto © Joystick

Ma racconta anche cosa può succedere dopo: quando si torna a uscire, a incontrarsi, a rischiare qualcosa insieme. Quando si accetta persino di perdere un po’ il controllo per cercare un equilibrio nuovo. E quando quello schermo, da luogo in cui restare chiusi, torna finalmente a essere uno spazio sul quale proiettare qualcosa che abbiamo creato insieme.

Un progetto che, in questo senso, racconta anche un’altra Firenze. Non quella delle grandi produzioni, delle istituzioni culturali o degli eventi già strutturati, ma quella che si muove sotto traccia: studenti, giovani creativi, aspiranti registi e attori, persone con competenze completamente diverse che si incontrano e decidono di provare a costruire qualcosa.

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