Juve – Fiorentina dal campo alla…tavola: “Ravioli del Plin” a casa della vecchia signora

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Torniamo a parlare di Fiorentina e lo facciamo con la nuova rubrica “Mangia in trasferta” a cura di Giacomo Iacobellis dove le partite fuori dal Franchi saranno accompagnate da gustosi consigli gastronomici per chi segue l’amata viola in capo al mondo.

mangiare ravioli del plin

Juventus-Fiorentina non sarà mai una partita come le altre. Sono passati ormai più di dieci anni, ma quel 2-3 firmato Gobbi-Papa Waigo-Osvaldo (2 marzo 2008) resta l’ultima vittoria dei viola in casa della ‘Vecchia Signora’. Un tabù da sfatare quanto prima, per dare continuità all’altrettanto celebre 2-1 in Coppa Italia nel segno di Momo Salah (5 marzo 2015) e continuare così a risalire la classifica in una stagione iniziata con troppe difficoltà.

Adrenalina a mille, tra sogni, speranze e… fame. Di punti, ma anche di cibo. Sarà per l’orario del lunch game, sarà per il freddo pungente di Torino, ma l’appetito – si sa – vien mangiando. E, mentre i tifosi gigliati fantasticano già una su una bella vittoria in casa della capolista, la domanda sorge dunque spontanea: quale modo migliore per festeggiare (o consolarsi, molto dipenderà dal risultato finale) se non un rifocillante piatto di “Ravioli al Plin”? ravioli del plin

I celebri agnolotti piemontesi, una specialità di pasta ripiena tradizionale di questa ragione e, in particolare, del Monferrato. Rigorosamente fatti in casa e tramandati per anni e anni di nonna in nipote, di generazione in generazione. “Plin”, d’altronde, altro non è che il dialettale “pizzicotto” con cui si chiude a mano la tipica pasta all’uovo, dalla forma rettangolare, dei ravioli. Un piatto contadino (un must a Torino insieme alla “Bagna càuda”), che affonda le sue radici addirittura nel 1182, con un ripieno di carne mista tra vitello, maiale e coniglio – un tempo venivano infatti utilizzati gli scarti per non sprecare niente – stufata con carote, cipolle e sedano per poi essere arricchita ulteriormente con spinaci e scarola saltati in padella. Il condimento? Il saporitissimo sugo di cottura delle stesse carni. Non mancano certo le varianti, come i ravioli ripieni di ricotta e spinaci o di cavolo verza, conditi semplicemente con burro, salvia e parmigiano. Oppure, per i palati ancora più esigenti, c’è anche l’opzione burro fuso con una grattatura di tartufo bianco di Alba. Ovvio che queste bontà non si possono che accompagnare con vini rossi tipici dal medio corpo come quelli delle Langhe e Roero.

Dove mangiare i migliori “Ravioli del Plin”

Il nostro amico chef torinese Massimiliano Pani ci consiglia questi ristoranti: 
“Ristorante Scannabue” in zona Largo Saluzzo, “Trattoria con Calma” in via Mongreno, Cascina Ranverso” in Buttigliera Alta, ristorantePonte Barra” in Corso Casale, La Piola d’le 2 Surele” in strada del Pascolo, il ristorante “Le tre Galline”. 

Che dire di più, se non buon appetito? Con l’augurio, ovviamente, che gli undici Leoni di Firenze possano mangiarsi la ‘Vecchia Signora’ bianconera per poi leccarsi i baffi proprio davanti a un bel piatto di “Ravioli del Plin”?

Articolo a cura di Giacomo Iacobellis

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