La creatività al potere: intervista a Michele Chiocciolini

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7È il creativo fiorentino del momento, chi si intende di moda lo tiene d’occhio da un po’: è Michele Chiocciolini. A Firenze è di casa, ma sta per compiere il salto di qualità. Il nome di Alessia Marcuzzi vi dice qualcosa?

Michele Chiocciolini, 31 anni, forma mentis architetto, ha trovato nel suo atelier fiorentino in via del Fico 3 il connubio perfetto tra la stravaganza delle sue linee di moda-design e tra l’ordine formale di matrice “brunelleschiana”.
Nel 2012 Michele ha vinto il bando di concorso per la Notte Bianca Fiorentina e ha curato l’allestimento del Ponte Vecchio per una serata, con reminescenze cinematografiche da Marie Antoinette. Intanto, come vincitore di Fashion Style, talent di moda andato in onda su La5, sarà lui a vestire Alessia Marcuzzi nell’ultima puntata del Grande Fratello.
Il suo atelier è una location ampia e luminosa intrisa di un’atmosfera minimal chic tra teste di cervo e oggetti retrò. Non si sfocia nel kitsch, l’eleganza è tenuta, il bianco nudo e crudo delle pareti domina. È una ex scuderia un tempo intonacata di blu, colore che serviva a stemperare la veemenza di questi animali, a farli stare tranquilli, lo stesso blu che riemerge adesso a tratti nelle pareti, una sorta di  cura cromatica affinché  l’artista stesso riesca a mantenere un suo equilibrio creativo.

3“Cosa ti ha fatto scegliere Firenze, come sede del tuo atelier, cosa possiede in più (o in meno) rispetto ad altre città, soprattutto dal punto di vista creativo di stimoli e contatti?”
«Io sono di Firenze, sono nato e cresciuto qua. Credo che il mio lavoro dovesse essere svolto in un luogo che posso considerare “casa”. Da quando ho quattordici anni vivo il quartiere di Sant’Ambrogio come un fortino di emozioni, di esperienze e situazioni, molte delle quali, specialmente le più bizzarre, hanno dato libero sfogo alla mia creatività. Per questo, dopo aver fatto un po’ di viaggi soprattutto oltreoceano, ho scelto di vivere qua, a metà tra il nobile e l’austero quartiere di Santa Croce e il colorato e popolare quartiere di Sant’Ambrogio.
1Il mio atelier è l’emblema di questo binomio. Firenze è una città magica: i suoi colori non sono solo pastelli, camminare in questa città non è solo un’esperienza visiva. Mi perdo a osservare la cupola dal vuoto di Piazza dei Ciompi, la vedo svettare da sopra Orsanmichele quando attraverso Ponte Vecchio, sbucare da Via dei Cerchi quando arrivo da Piazza Signoria. Gli stimoli e gli effetti che ha su di me sono quelli di un viaggio mai terminato…».

Leggi l’intervista completa a pagina 10 del numero 12 di FUL

CRISTINA BATTAGLINI
Foto a cura di Giacomo Razzolini

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