Dipende dalla classe: quando la scuola chiama merito ciò che è privilegio
Scuola, merito e disuguaglianze sociali: il libro di Michele Arena a Un caffè e un libro, il 19 febbraio a Firenze
Mercoledì 19 febbraio, da Ditta Artigianale in Piazza Ferrucci, Un caffè e un libro ospita la presentazione di Dipende dalla classe. Manifesto per una scuola anticlassista di Michele Arena. Un libro che parla di scuola, ma che riguarda tutti: perché la scuola non è mai solo un luogo di apprendimento, ma è uno specchio fedele delle disuguaglianze che attraversano la società.

«Insegnare è un lavoro meraviglioso, ma dipende dalla classe.»
«La scuola senza voti funziona, ma dipende dalla classe.»
Sono frasi apparentemente innocue che ricorrono spesso nel dibattito pubblico. Eppure dentro quella parola — classe — si stratificano significati diversi. È l’aula, il gruppo, la dinamica educativa? Oppure è la posizione sociale, il contesto di provenienza, l’insieme di possibilità ereditate?
In Dipende dalla classe. Manifesto per una scuola anticlassista (Erickson, 2025) Michele Arena parte proprio da questo doppio significato per smontare una delle narrazioni più radicate del nostro sistema educativo: l’idea che la scuola sia un luogo neutro, democratico, dove l’impegno individuale basta a colmare qualsiasi distanza.

Tra i temi che attraversano il volume c’è quello della povertà, raccontata non come episodio transitorio ma come esperienza che lascia tracce economiche e simboliche. Tracce che incidono sulle aspettative, sull’autopercezione, sulle possibilità immaginate come realistiche. La questione non è solo l’accesso alle risorse, ma anche il modo in cui la società attribuisce valore, riconoscimento e legittimità. In questo scenario si inserisce il tema del merito. La scelta di includere esplicitamente questo termine nel nome del Ministero dell’Istruzione e del Merito non è neutra: segnala una precisa direzione culturale. Il rischio, osserva Arena, è che il successo scolastico venga interpretato come prova individuale dell’impegno, mentre l’insuccesso venga letto come responsabilità personale. Se chi ce la fa lo “merita”, allora chi resta indietro ha semplicemente sbagliato qualcosa.
Ma il libro di Michele Arena non si limita a denunciare. Invita a interrogarsi sul ruolo di chi la scuola la vive dall’interno: insegnanti, educatori, operatori. Quanto la classe sociale incide anche su chi valuta, su chi orienta, su chi decide? Quali strumenti abbiamo per riconoscerla senza trasformarla in stigma?

Accanto ai dati, alle analisi e alle esperienze, ogni capitolo è scandito dai meme di @madonnafreeda, capaci di raccontare in poche parole ciò che spesso fatichiamo ad ammettere: che il successo scolastico come riscatto di classe è un peso enorme, soprattutto quando viene caricato sulle spalle di chi parte già da una posizione di disuguaglianza.
A dialogare con l’autore sarà Federica Petti, Vicesindaca di Campi Bisenzio con deleghe alla scuola, alla cultura, alle politiche di genere e alle politiche giovanili, oltre che docente di lettere. La sua recente iniziativa di attivare una Consulta Giovani nel territorio introduce un elemento concreto nel dibattito: come si costruiscono spazi reali di ascolto e partecipazione per ragazze e ragazzi? E cosa cambia quando ai giovani viene riconosciuta una voce nel presente, non solo come promessa futura?
Di tutto questo si parlerà mercoledì 19 febbraio dalle 18:30 durante Un caffè e un libro, da Ditta Artigianale in Piazza Ferrucci, con una domanda che attraversa il libro e che difficilmente può essere liquidata con una risposta semplice: quanto, davvero, dipende dalla classe?
Ingresso gratuito. Posti limitati, prenotazione consigliata.