Le “luminarie” di Marinella Senatore a Palazzo Strozzi

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Dal 3 dicembre 2020 al 7 febbraio 2021 Palazzo Strozzi presenta “We Rise by Lifting Others”, il nuovo progetto site-specific dell’artista Marinella Senatore.

Marinella Senatore a Palazzo Strozzi

Dopo il grande successo dell’opera recentemente realizzata per la sfilata di Dior a Lecce, sbarca a Palazzo Strozzi Marinella Senatore, classe 1977, oggi tra le artiste italiane più note a livello internazionale, soprattutto per la sua pratica caratterizzata dalla forte dimensione partecipativa che incrocia discipline diverse, arti visive, danza e teatro.

Nota al pubblico nazionale e internazionale per le sue installazioni, performance, dipinti, collage, video e fotografie, è un’artista che punta tutto il suo operare sul coinvolgimento di intere comunità intorno a tematiche sociali e questioni urbane, quali l’emancipazione e l’uguaglianza, i sistemi di aggregazione e le condizioni dei lavoratori. Costante delle sue opere è la componente testuale che spesso la porta a impiegare slogan politici, frasi tratte da manifestazioni di piazza o citazioni da filosofi come Zygmunt Bauman, Jacques Rancière e Judith Butler.

we rise by lifting others marinella senatore

Dopo aver esposto nelle sedi più prestigiose del mondo come il Palais de Tokyo e il Centre Pompidou di Parigi, il museo MAXXI di Roma, il Museum of Contemporary Art di Chicago e il Moderna Museet di Stoccolma, per citarne solo alcuni, Marinella Senatore ha creato in quest’occasione un’installazione site-specific per il cortile di Palazzo Strozzi alta oltre dieci metri e costituita da centinaia di luci LED, che invade le proporzioni del cortile rinascimentale creando una sorta di cortocircuito estetico, un’esperienza fra storia, cultura popolare e strutture sociali, da sempre elementi alla base della ricerca dell’artista.

Proprio per questo le luminarie, ispirate a quelle della tradizione popolare dell’Italia meridionale, sono prodotte in collaborazione con artigiani pugliesi, pratica che ne esalta il valore sociale: una struttura monumentale, sebbene effimera, che crea uno spazio di socializzazione.

marinella senatore firenze

L’opera è un invito al senso di comunità

“We Rise by Lifting Others” (Ci eleviamo sollevando gli altri): questo il titolo dell’opera infatti, un invito ad una nuova riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione al tempo del Covid-19, in un’epoca in cui il concetto di distanziamento sociale sta condizionando la vita quotidiana di tutte le persone. Un concetto, quello della comunità, su cui si è invitati a riflettere tramite i suggestivi led che creano una sorta di attivazione poetica attraverso le tre frasi che compongono: “The Word Community Feels Good”, “Breathe, You Are Enough” e “We Rise by Lifting Others”.

La frase che dà il titolo al progetto serve come diretto invito a creare nuova consapevolezza, motivazione ed emancipazione nella relazione con l’altro. Il cortile diventa così un luogo di scambio, anche a distanza, con i suoi portoni aperti alla città: un punto di passaggio, sosta e meditazione, uno “spazio nello spazio” che invita a riconquistare il nostro senso di comunità e di relazione tra esseri umani, ma anche un luogo che genera forza, energia e narrazione.

marinella senatore palazzo strozzi

Come dice la stessa Senatore:

Pensarsi comunità significa anche questo: persone che attivano altre persone. Pur non entrando in contatto direttamente, le istanze di ognuno di noi, nelle mani degli altri, filtrate da diverse memorie, autobiografie, desideri e pensieri, verranno portate a un risultato completamente diverso”.

Tutte le attività dell’evento

Parallelamente, Palazzo Strozzi propone anche un ricco programma di appuntamenti online rivolti a tutto il pubblico, con speciali attività per famiglie, scuole e adulti e un ciclo di conversazioni che metteranno in dialogo Marinella Senatore e Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore del progetto, con personalità internazionali del mondo dell’arte, della cultura e della creatività contemporanea come la curatrice spagnola Chus Martínez, il collettivo russo Pussy Riot, l’italiana Maria Grazia Chiuri, Direttrice artistica delle collezioni donna Dior, e l’economista italiano Pier Luigi Sacco.

marinella senatore e arturo galanzino

Il progetto prevede anche un programma di workshop partecipativi, appositamente creati dall’artista per la dimensione online e incentrati sull’idea di attivazione sociale e di costruzione di comunità attraverso la pratica performativa. Al progetto sono stati invitati a partecipare oltre cento persone selezionate tra gruppi, istituzioni e associazioni: studenti liceali e universitari, frequentatori di centri diurni e RSA, detenute del CPIA1 Firenze e della Casa Circondariale di Firenze Sollicciano, insegnanti, educatori, volontari e artisti.

L’artista guiderà il gruppo di lavoro in una serie di attività incentrate sul rapporto tra individui e tra corpi per dare forma ai limiti e alle possibilità della vita di comunità in questo momento storico. A conclusione di questa esperienza creativa saranno elaborati una serie di contenuti che saranno resi fruibili liberamente da tutto il pubblico attraverso i canali digitali di Palazzo Strozzi, creando così un ulteriore spazio di connessione tra le persone.

marinella senatore luminarie

L’installazione è visibile al pubblico gratuitamente nel Cortile di Palazzo Strozzi tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 20.00.

Per tutti le informazioni su workshop, incontri, iniziative per le scuole, le famiglie, e i progetti di accessibilità visitare il sito https://www.palazzostrozzi.org/

Foto: OKNO studio

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About Author

Lucrezia Caliani

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo