Osteria Lavagnini: Tradizione toscana, anima internazionale
Al piano terra di The Social Hub Lavagnini, un’osteria contemporanea che valorizza la cucina toscana e accoglie fiorentini e viaggiatori.
Siamo stati a provare la nuova Osteria Lavagnini a pochi giorni dall’apertura, in un pranzo di metà settimana. Situata al piano terra di The Social Hub Lavagnini, con accesso da viale Filippo Strozzi, è uno di quei progetti che ci hanno subito incuriosito: un’osteria dentro un hub internazionale, in una zona di passaggio, davanti alla Fortezza.
La prima impressione è che non è affatto un ristorante pensato “per gli ospiti dell’hotel”. È uno spazio aperto, accessibile a chiunque: da chi lavora negli spazi coworking, da chi è in città per studio o per eventi, ma anche — e soprattutto — dai fiorentini che hanno voglia di entrare al Social Hub senza sentirsi fuori posto.

Il Social Hub: un punto di incontro che va oltre l’ospitalità
The Social Hub Lavagnini è un luogo che vive tutto il giorno. C’è chi lavora al laptop nelle aree comuni, chi partecipa a talk e presentazioni, chi si allena o chi si incontra per un evento serale. L’osteria si inserisce dentro questa dinamica come punto di aggregazione naturale. Puoi andarci per un pranzo veloce tra una riunione e l’altra, per un aperitivo prima di un evento o semplicemente per provarla, anche se non hai mai messo piede nel Social Hub. Ed è proprio questo l’aspetto interessante: l’idea di aprire davvero il piano terra alla città.

Il bancone verde e l’atmosfera
All’ingresso domina il grande bancone verde, diviso tra vineria e banco gastronomia. È un elemento forte, riconoscibile, che dà identità allo spazio. Attorno piante decorative, pareti con fotografie d’epoca e richiami alla cultura del vino. L’atmosfera è conviviale, curata ma informale. Ti fa sentire a tuo agio. C’è una dimensione ibrida che funziona: un po’ fiorentina, un po’ internazionale.

La prova del piatto
La proposta parte dalla Toscana, in modo dichiarato: pochi piatti, semplici e fatti bene. Niente menù enciclopedici, ma una selezione essenziale che punta tutto sulla qualità della materia prima. Si lavora con piccoli produttori, con un’attenzione precisa ai Presìdi Slow Food e alle eccellenze locali. I salumi arrivano da Le Selve di Vallolmo, nel Casentino, mentre i formaggi sono firmati dall’affinatore De’ Magi.
In carta trovi piatti simbolo della cucina locale — tortelli mugellani, maltagliati al ragù di faraona, pasta e fagioli — insieme a secondi che valorizzano carni e cotture lente. La tradizione c’è, e si sente, ma viene riletta con una sensibilità più contemporanea, senza snaturarla.
Nessun effetto speciale. Solo sostanza. E in un’osteria è esattamente quello che vuoi trovare quando ti siedi a tavola.

Vino al centro
La carta dei vini è coerente con l’idea di osteria contemporanea. Etichette come Fèlsina, Capezzana e la proposta biologica de Il Borro dialogano con bollicine italiane e francesi e una selezione di vini naturali e orange wines.

Un luogo che può diventare abitudine
La sensazione, uscendo, è che Osteria Lavagnini possa diventare un’abitudine per il quartiere, un posto dove tornare. Dentro un hub che ospita lavoro, studio, incontri e cultura, l’osteria aggiunge un tassello fondamentale: la tavola come punto di connessione. E se l’obiettivo era creare un luogo dove cittadini e viaggiatori possano sedersi allo stesso tavolo, possiamo dire che la direzione è quella giusta.