Piazza che vai gente che trovi…

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santambrogio2Sant’Ambrogio, o meglio la piazza degli studenti radical-chic di architettura, o meglio la piazza con il “lampredottaio” forse più buono di Firenze ( su ciò si potrebbe aprire un lungo dibattito), o meglio la piazza con un unico punto d’incontro, il Caffè Sant’Ambrogio: non c’è bisogno di scegliere, “o quello o chiodi“, come si suol dire.

Trovarsi in piazza Sant’Ambrogio vuol dire essere sicuri di incontrarsi. Tutto è raccolto e  contenuto in questa piccola piazza che il fine settimana può far uggia a chi soffre di demofobia. Se in Santo possiamo anche trascorrere una serata senza trovarsi perché ci troviamo esattamente nel locale l’uno di fronte all’altro lato della piazza -magari senza cellulare- (lo dico perché è capitato), in Sant’Ambrogio non ci si sbaglia! Ma forse, mi son sempre detta, le casualità degli incontri di una serata sono la cosa più divertente che ci si possa aspettare.santambrogio1

Seduti sui gradini della chiesa di Sant’Ambrogio ci si sente molto meno “squotter” che in Santo, chissà perché. Sarà forse per l’alone mistico del miracolo medioevale del calice insanguinato. Siamo nel 1230. Un vecchio parroco di nome Ugaccione trovò nel calice della messa gocce di sangue, da allora si ricorda il miracolo nella festa di Sant’Ambrogio il 7 Dicembre. Se siete poi fortunati nel trovare un parcheggio in via della Mattonaia, provate ad alzare lo sguardo e porgete un orecchio verso la Casa Circondariale Santa Teresa, l’ex monastero femminile delle Carmelitane scalze: può darsi che sentirete lamenti o bisbigli. L’edificio ospita infatti la sezione dei detenuti in semilibertà del carcere di Sollicciano. Dalle suore ai carcerati, dal miracolo al caffè, architetti e lampredotto, tutto insieme mescolato, anzi shakerato con l’oliva nel bicchiere.

CRISTINA BATTAGLINI      

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