Piazza che vai gente che trovi… Santo Spirito

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Santos2Arduo è lo scontro….Amanti del Qua d’Arno o d’Oltrarno, a voi il duello. Forse,frugando in un cassetto, posso trovare ancora in qualche vecchio portafogli la tessera del Pop Cafè, quando ancora la facevano, sarà stato il duemila e qualcosa. Da allora Piazza Santo Spirito ha visto tante scarpe! Ne sono passate di persone, di serate, di incontri, perché si sa -va detto- si fanno proprio incontri di tutti i tipi in questa piazza, ma più assurde sono le coincidenze! Perfino qua nelle lande austriache di Graz, dove ora lavoro, ho conosciuto diversi austriaci che, passati da Firenze, conoscevano Santo e se lo ricordavano come il loro posto preferito. Mi raccontano, con il sorriso agl’occhi, dell’incontro ravvicinato dei personaggi pittoreschi che animano la piazza, (tanto per fare due nomi: i mitici Jimmy e Rolando…) che restano nel cuore -a quanto pare- anche ai tutti d’un pezzo amici asburgici. La gente sui gradini della basilica, pronta ad offrirti un giro di vino in cambio di una sigaretta ci mette poco a coinvolgerti nelle sua vita. Così si scopre di avere amici in comune, anche a distanza di migliaia di km.

Ci si conosce tutti di vista in Santo, per lo meno gli abituè. Stesse facce, stesse abitudini, stessi orari. E’ una di quelle piazze dove puoi uscire il fine settimana ed anche se non ti sei dato appuntamento con nessuno, puoi essere quasi sicuro che non rimarrai in solitudine a bere il tuo drink. Da quando si alzato il Volume alla piazza, è arrivata un po’ di nuova musica. Va detto, il locale piace. La concorrenza al Pop non sussiste. Due linee diverse, due gusti di gelato diversi: non si può stare a discutere se è più buono il cioccolato o la crema! Se hai fame non c’è problema. Cenetta tranquilla o paninozzo veloce: ce n’è per tutti i gusti. In ogni caso cena e dopocena si rimanere qua in Santo, volendo  si fa anche l’after, se avete un amico logorroico e qualche drink da sorseggiare. Il 16 agosto di mille anni fa si festeggiava la Festa di San Rocco, imbandendo una cena in piazza con tanti ospiti e festeggiamenti. Dal Medioevo si è forse cucito addosso a Santo Spirito quello spirito goliardico, familiare e accogliente che ancora oggi la piazza possiede, con i suoi bei platani centenari, che un affascinante cinquantenne mezzo spagnolo restauratore di libri un giorno mi fece notare.

CRISTINA BATTAGLINI

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