Uva Nera / la filosofia dell’aperitivo slow

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Si chiama Uva Nera, ha aperto da poco in Borgo Ognissanti ed è un wine bar con una filosofia tutta sua… l’abbiamo provato per voi.

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Una piovosa domenica sera, passeggiando per Borgo Ognissanti, mi sono casualmente imbattuta in un piccolo locale dall’aspetto accogliente e intimo: l’enoteca Uva Nera. Ne avevo già sentito parlare ed ero curiosa di provarla. Era pure l’ora giusta per un aperitivo e così sono entrata.
Sono rimasta subito colpita dall’atmosfera: sembrava di tornare indietro nel tempo. Arredamento vintage, candele, sedie da cinema e orchidee in vaso al posto dei soliti alberelli di Natale tipici del periodo.
In sottofondo una tranquilla musica jazz che non disturbava minimamente la conversazione, anzi, insieme all’illuminazione soft, invitava a rilassarsi e a concedersi una pausa. Non c’era la calca né la fretta dell’assalto al buffet, la lotta all’ultimo crostino o la fila per prendere la pasta prima che si freddi.
Quando Costanza, la proprietaria, è venuta a prendere l’ordinazione (e a consigliarmi un Tegolaio del 2006 di cui ancora la ringrazio) mi ha spiegato che l’aperitivo, da Uva Nera, consiste in un tagliere di salumi, formaggi, quiches, bruschette e assaggi di vari prodotti selezionati personalmente da lei a seconda del vino scelto.
Da Uva Nera c’è un modo nuovo e diverso di bere e mangiare: con lentezza, piano piano, sorso dopo sorso, boccone dopo boccone. Un modo alternativo, godurioso che invita a gustare, a sentire i singoli sapori in abbinamento. Una mini-degustazione in piena regola, piuttosto che un modo veloce di riempirsi la pancia a prezzi bassi.uvanera_2
Costanza, oltre ad essere davvero gentile e sorridente, è una vera esperta dei prodotti che propone: sa descrivere nel dettaglio le caratteristiche del vino e dell’eventuale accompagnamento. Facendo due chiacchiere con lei, ho scoperto che il locale è aperto da poco più di sei mesi ed è nato proprio con l’idea di proporre un’alternativa all’aperitivo di massa e di riscoprire eccellenze alimentari che non si trovano così facilmente in giro (tipo la mortadella di Prato o il formaggio con la marmellata inglese di lamponi). Inoltre, periodicamente, organizza eventi, presentazioni di aziende vinicole, degustazioni speciali e, volendo, tutti i pezzi dell’arredo sono in vendita.
Considerando la qualità dei prodotti, del servizio e soprattutto dell’esperienza gustativa, il prezzo finale era davvero onesto.
Insomma un’enoteca diversa, che mi ha colpito proprio per il suo volersi distinguere puntando sulla genuinità, la cordialità e la raffinatezza. Bere e mangiare slow: un lusso raro che è davvero bello potersi concedersi. Soprattutto nei posti giusti.

Testo e foto di Rita Barbieri

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