Riapre La Ménagère 1896: la nuova vita del “Luogo dei Luoghi” nel cuore di Firenze

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Restyling totale degli spazi firmato Claudio Nardi, proposta food internazionale a cura dello Chef Nicholas Duonnolo e grande novità dietro al bancone col duo Luca Cinalli-Gabriele Manfredi: vi raccontiamo La Ménagère 2.0.

La notizia era nell’aria ormai da mesi, i tempi non sono stati brevi, ma è sicuramente valsa la pena aspettare. Pochi giorni fa ha finalmente riaperto i battenti La Ménagère 1896, isola felice nel cuore di Firenze che ormai dal 2015 è diventata punto di riferimento per gli appassionati di caffè, cocktail, fine dining, fiori, design… Un “Luogo dei Luoghi” – nessun’altra definizione potrebbe essere più appropriata – che attira da sempre tanto i locali quanto i turisti racchiudendo in sé le più svariate identità.

Ed è proprio da quest’innata anima glocal che la famiglia Manfredi è voluta ripartire con forza, decidendo però di alzare ulteriormente l’asticella e darsi un tono internazionale a 360°. Per guidare La Ménagère 1896 verso una seconda vita è stato scelto non a caso un architetto noto per la sua grande versatilità come Claudio Nardi (studio Claudio Nardi Architects), che con la preziosa collaborazione di Matteo Crociani e, ovviamente, la dinamica visione dell’imprenditore-patron Massimo Manfredi è riuscito a creare una molteplicità di luoghi in uno, tutti interconnessi ma ciascuno col suo stile indipendente. Un posto che potrebbe benissimo stare a Parigi, Londra, Singapore o New York, ma che invece mette nuove e solide radici in Via de’ Ginori.

Meno industriale e più elegante, meno legno e più tessuti, nuova disposizione degli spazi e differenti colori, La Ménagère 2.0 è tutta da scoprire. Le novità più importanti? L’Area Bar & Cocktail adesso occupa la navata destra del locale e ha un ingresso proprio, mentre la Galleria Centrale – posta all’ingresso principale e boutique di fiori, complementi e dolcezze varie – diventa un’onirica “quinta” prospettica verso la zona Ristorante, i nuovi spazi dell’avvolgente Private Dining e l’ammaliante Chef’s Table. L’iconico Tavolo Comune del Bistro resta saldamente al suo posto, ma cambia forma e si trasforma in un set naturale su cui vivere la giornata in compagnia di amici, buona musica o turni di smart working.

L’elemento chiave è però il recupero di una serie di spazi già esistenti ma finora diversamente utilizzati, che rimappano le possibilità e i momenti di fruizione dei 1500 mq. della struttura con una nuova idea di convivialità, condivisa o privata, in piena sintonia con i tempi moderni e capace di coinvolgere ospiti di qualsiasi età. Questo nuovo spirito dinamico, polivalente e internazionale permea La Ménagère 1896 dal nuovo floreale loggiato esterno alle intime salette del mezzanino fino alle esclusive fondamenta, oggi ripensate come Gentlemen’s Club contemporaneo attraverso un’attenta selezione di distillati, una cantina privata dedicata, una cinematografica sala biliardo e un fumoir e cigar room dove trascorrere serate in totale tranquillità.

Oltre al totale restyling dei suoi interni, fra richiami a Wes Anderson, preservazione dello storico palazzo e sensibile tocco contemporaneo, La Ménagère 2.0 ha voluto mandare un segnale forte anche a livello food&beverage. Se in cucina ritroviamo lo Chef Nicholas Duonnolo, la filiera cortissima delle materie prime (tutti i lievitati son fatti in casa, come la pasta; le erbe aromatiche sono in coltivazione idroponica, direttamente in cucina..) e la nuova filosofia fusion ci permettono di realizzare infatti un viaggio che parte dalla nostra Italia con piatti figli della tradizione come i “Ravioli con farina di grano saraceno, melanzane, robiola, capuliato e fiori e cime di rapa” oppure il “Petto di faraona con funghi, scalogni glassati e salsa di patate e caffè”, portandoci fino in Oriente e Sud America fra “Ceviche” e “Poke”. Tutto questo, abbinato a una carta dei vini che spazia con curiosità attraverso le principali regioni enologiche italiane e francesi, con un focus su Toscana e Borgogna e un’ampia gamma di sparkling wine italiani e Champagne. Per chi volesse uno spuntino più semplice e veloce, il Bistrot è fruibile a ogni ora del giorno, dalla prima colazione al dopo-cena, e offre una grande selezione di dolci e pasticceria homemade, insieme a piatti semplici ma di carattere quali hamburger, insalate e bowl.

Ma veniamo alla più grande novità… Dietro al bancone La Ménagère 1896 è riuscita finalmente a colmare il grande vuoto lasciato dallo “Sceriffo” Luca Manni (passato al Gruppo Valenza con lo Chef Barbaglini) con uno dei nomi attualmente più apprezzati all’interno della Bar Industry mondiale: Luca Cinalli. Dopo varie esperienze in Italia, Francia e soprattutto Regno Unito (come Head Bartender of Nightjar e poi Bar Manager di Oriole) e in tempi più recenti a Taiwan, dove ha collaborato all’apertura di Taipei Reply (il primo bar totalmente eco-sostenibile al mondo), oggi Cinalli torna così in patria e nello specifico a Firenze, una delle città più ambiziose per quanto riguarda la miscelazione nostrana. Lo fa insieme al suo socio di sempre, Gabriele Manfredi, e a una cocktail list che – così come la cucina – riparte dalla tradizione italiana per abbracciare poi influenze da ogni angolo del pianeta. Qualche esempio? Il drink “Carribbean Colony” (base gin e cedro, lime e pompelmo) o il “Cereise Spritz” (Sakura Mancino con prosecco, liquore alla ciliegia, pompelmo rosa), ma ancora di più il signature “Misture all’arachide” (con burro di arachidi, pompelmo rosa, miele d’acacia, lillet, uva, Talisker, J Walker Black Label, amaro angostura, jelly). Insieme ai drink, che non prescindono certo dallo storico bartender di casa Denis Paonessa (protagonista anche al Jardin La Ménagère quest’estate), troviamo infine l’ultima sorpresa di questa grande riapertura: il menu di tapas italiane e internazionali che delizia gli ospiti con una variegata scelta di sandwich (come quello di meringa e miele con roast beef, tartufo nero e cipolla caramellata o il pane soffiato con spuma di pecorino e maggiorana) e piatti a base di pesce come il baccalà o il polpo allo spiedo. Proposte ideali per un aperitivo ben lontano dalle solite olive, noccioline e patatine.

Foto di Mattia Aquila e Oddur Thorrison

Per saperne di più: https://www.lamenagere.it/

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About Author

Sognatore dal 1990, giornalista dal 2010. Giacomo Iacobellis vive per scrivere e scrive per vivere. Ha un'esperienza pluriennale nel mondo del giornalismo: cartaceo, radiofonico, televisivo e online. Esperto di Food & Beverage, nonché di Calcio, è corrispondente italiano per testate spagnole e sudamericane.